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Livorno, i 5 Stelle al Pd: «Inopportuno ricandidare Salvetti e no a un’alleanza dal Che a Madre Teresa»
Ecco le condizioni del Movimento 5 Stelle dopo la richiesta di incontro arrivata dai dem.I nodi: consumo di suolo, ospedale, rifiuti. «Non si glissa solo per un fronte anti destra»
Livorno Di passaggi caldi e difficili da fraintendere ce ne sono almeno tre: quando viene snocciolato ciò che concretamente oggi divide, dalla manovra urbanistica al nuovo ospedale, passando per l’inceneritore e i rifiuti; quando si parla senza tanti giri di parole della «inopportunità politica di ricandidare, senza neppure una parvenza di primarie, il sindaco Salvetti»; e quando si dice che non convince «un campo largo che va da Che Guevara a Madre Teresa», insomma da sinistra al centro. E chissà se è una citazione voluta di Jovanotti, visto che quando lui cantava questa frase lo faceva “pensando positivo”, mentre qui una ipotetica maxi coalizione unica per fare muro alle destre è tutta in salita.
Si è fatta attendere una decina di giorni, ma quella che Il Tirreno riporta oggi è la prima risposta ufficiale del Movimento 5 Stelle livornese all’invito a sedersi intorno a un tavolo lanciato il 15 giugno dal segretario del Pd, Federico Mirabelli, in vista delle elezioni che tra un anno decideranno il sindaco. Mirabelli ha scritto a tutti, da Potere al Popolo a Italia Viva e Azione, passando per Buongiorno Livorno e soprattutto i 5 Stelle, gli acerrimi rivali politici dei Dem negli anni del Comune di Filippo Nogarin. Ha detto di farlo in nome di un quadro politico mutato a livello nazionale e regionale, e per fronteggiare le destre «arrivate anche alle porte di Livorno».
Dalla risposta si capisce che i 5 Stelle all’incontro ci andranno, ma anche che un dialogo vero è possibile solo a certe condizioni. Che non sono esattamente sfumature.
«Gentile segretario – è la risposta votata dall’assemblea degli attivisti all’indomani della comunicazione di Mirabelli – nel ringraziarla per la sua richiesta di incontro, riteniamo che per avviare un confronto, che è di per sé pratica politica sana e costruttiva, sia necessario che questo si svolga senza precondizioni di sorta, che non saremmo in grado di accettare. Un confronto serio dovrebbe per noi avvenire ascoltando attentamente tutte le istanze dell’interlocutore con lo stesso approccio costruttivo, ma anche intransigente, che abbiamo tenuto sugli scranni del consiglio comunale in questi ultimi quattro anni davanti a scelte, portate avanti dalla maggioranza della quale fa parte, che a nostro modo di vedere risultano negative per la città». Per questo «riteniamo che, per costruire un progetto davvero credibile e condiviso per la città, temi quali l’ambiente, l’urbanistica, il consumo di suolo, il sociale e la sicurezza non possano essere sviati solo perché si ha difficoltà a parlarne». E «per sviluppare un progetto realmente progressista è necessario liberare Livorno – usano questa frase – dai molteplici conflitti di interesse che la tengono bloccata».
Ed ecco che si arriva ai temi caldi. «Vorremmo dibattere del tema dirimente del consumo di suolo: la giunta da lei sostenuta ha presentato un nuovo piano strutturale con ulteriori 150 ettari di potenziali nuove edificazioni». Una «scelta che riteniamo di difficile comprensione, alla luce del dramma dell’alluvione che ha colpito Livorno nel 2017 e del recente disastro in Emilia Romagna».
«Discutere poi di sanità – vanno avanti dal Movimento, guidato in consiglio dall’ex vicesindaca Stella Sorgente – senza affrontare il nodo del nuovo ospedale, in quanto tema scomodo, non ci pare molto ragionevole». E «sul fronte ambientale ci preoccupano non poco le ultime gravi notizie uscite sull’inceneritore». Chiuso in attesa di ripetere le analisi sulle scorie.
Tutti questi argomenti «non possono, a nostro parere, essere glissati e sacrificati in nome di un fronte comune davanti all’avanzata delle destre».
«A maggior ragione – vengono a una ricandidatura di Luca Salvetti da parte del centrosinistra a guida Pd – ribadiamo quanto da noi già espresso a più riprese, ovvero l'inopportunità politica di ricandidare, senza neppure una parvenza di primarie, il sindaco Salvetti, il quale peraltro si è sempre dimostrato particolarmente ostile nei confronti delle istanze portate avanti dal M5S e del lavoro fatto dalla precedente amministrazione».
«Tantomeno – aggiungono subito dopo – ci convince un campo largo che va “da Che Guevara a Madre Teresa”, pieno zeppo di contraddizioni che esploderebbero immediatamente, paralizzando così l’azione politica: una strategia che rischia di essere vista dai cittadini solo come fumo negli occhi e che risulterebbe comunque del tutto inattuabile nel breve tempo».
Le premesse sono queste. «La esortiamo quindi, in vista dell’incontro che faremo – concludono rivolgendosi a Mirabelli – a valutare bene tutte queste istanze che per noi sono ineludibili e indispensabili per il futuro di Livorno». l
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