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Livorno, innovare ma nella tradizione: «Così nasce l’Accademia Navale 5.0»
L’ammiraglio Di Renzo illustra i lavori: «Termico e fotovoltaico per migliorare l’efficienza energetica. Recupero degli edifici nel rispetto dei canoni architettonici»
LIVORNO. Custode della tradizione della Marina Militare, ma anche specchio del Paese e delle sue trasformazioni. L’Accademia Navale è al centro di importanti lavori di ristrutturazione che la renderanno al passo con i tempi, proiettata verso un futuro che sarà comunque un proseguimento ideale del passato. Sarà un’Accademia Navale 5.0, in cui sostenibilità e tradizione saranno comunque un binomio imprescindibile. Cominciati nel 2021, gli interventi proseguiranno fino al 2025-2026. Un progetto complesso e all’avanguardia, del quale - in questo servizio giornalistico in 2 puntate - racconteremo i dettagli, facendo anche un confronto con quella che è, sotto il profilo strutturale, l’attuale Accademia inaugurata nel 1881 e quella che verrà.
Ecco un’intervista al contrammiraglio Lorenzano Di Renzo, che ha assunto il comando a S. Jacopo nel novembre del 2022.
Ammiraglio, come ha trovato l’Accademia Navale oggi rispetto agli anni in cui l’ha frequentata da allievo?
«È cambiata molto, ma, al tempo stesso, è rimasta saldamente fedele alla propria essenza. L’Accademia fonda la propria azione su due sfere formative complementari, soggette a dinamiche evolutive molto diverse: la prima, sostanzialmente immutabile, è quella dell’dducazione, focalizzata sullo sviluppo dei principi etici e caratteriali che costituiscono la fibra umana e morale dell’ufficiale di Marina. Un patrimonio prezioso e antico, che si riferisce alla nostra missione ed alla nostra essenza di militari e marinai e che, quindi, sopravvive alle sfide del tempo. Accanto a questa, l’Accademia possiede un’altra anima straordinariamente dinamica e mutevole: quella dell’istruzione, relativa all’universo di conoscenze tecnico-scientifiche che servono alla Forza Armata per mantenere la “rilevanza operativa” necessaria per l’esercizio della funzione istituzionale fondamentale, ovvero la deterrenza e, quindi, la prevenzione delle crisi e dei conflitti. Una sfera che è intimamente dipendente dal contesto, in vertiginosa e costante evoluzione. È attraverso questa seconda anima, che assicura un collegamento costante e diffuso con la società civile, che la Forza Armata si orienta nella dinamicità del contesto, mantenendo chiaro e aggiornato il quadro delle esigenze di sicurezza del nostro Paese e delle capacità intellettuali ed operative necessarie per soddisfarle. È qui che si individua la principale evoluzione dell’istituto, che si è arricchito di iniziative didattiche riguardanti i settori più avveniristici, come quelli delle “tecnologie dirompenti”, che, in aggiunta alle conseguenze di carattere tecnico-operativo, incidono profondamente anche nell’ambito sociale ed etico. Tematiche che noi – che abbiamo raggiunto una certa maturità – percepiamo ancora come futuro, ma che per gli allievi, a breve, rappresenteranno il presente».
Attualmente, in Accademia Navale sono in corso importanti interventi di ristrutturazione. Cosa può dirci al proposito?
«L’Accademia Navale nasce nel 1881; nel 2021 è stato avviato un articolato programma di rinnovamento edilizio, che prevediamo di concludere nel 2026. Un progetto molto particolare, basato su due esigenze in apparente contrapposizione: da una parte quella di ammodernarne tutte le soluzioni tecnologiche, dall’altra, quella di preservarne lo storico impianto architettonico ed il relativo linguaggio, che – negli anni – ha ispirato molte generazioni di ufficiali di Marina».
Come si è sviluppato il progetto?
«Lo sviluppo del progetto è stato definito in uno specifico accordo Interministeriale tra il Ministero della Difesa, il Ministero delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili e, per gli aspetti di sostenibilità ambientale – per cui la Forza Armata ha sempre dimostrato grande sensibilità - il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio».
Quali sono i fiori all’occhiello di questo progetto?
«Tra i lavori previsti, verranno realizzati un sistema di riscaldamento e climatizzazione basato su un impianto geotermico - fotovoltaico che avvicinerà molto le infrastrutture dell’Area Allievi ad una condizione di autosufficienza energetica. Tuttavia è importante includere tra i “fiori all’occhiello” anche la visione che ispira il progetto: un primo e virtuoso modello di intervento su un edificio d’epoca, basato su una duplice ed apparentemente antitetica finalità: la preservazione del valore storico-culturale di una struttura architettonica di pregio e, al tempo stesso, il suo aggiornamento tecnologico ed efficientamento energetico: un modello esemplare, applicabile a gran parte del patrimonio edilizio pubblico nazionale».
Il cantiere è aperto, ma all’interno dell’Accademia navale tutto procede come sempre, senza alcuna interruzione delle attività. Come avete affrontato questa situazione?
«La storia e la tradizione rappresentano una parte determinante del processo di formazione dei nostri ufficiali; molti elementi architettonici dell’Accademia – il Piazzale, il Brigantino, la Torre dell’orologio, per citare solo i più iconici – svolgono un ruolo fondamentale nella definizione di un’esperienza condivisa che è patrimonio di tutte le generazioni che si sono avvicendate in Istituto. È per questo motivo che, in fase di studio, è stata ricercata una modalità di “coesistenza” degli interventi tecnici con la vita d’istituto, che non tubasse le dinamiche didattiche e formative degli Allievi: l’impresa è stata quindi suddivisa in cinque lotti, da affrontare progressivamente, garantendo, durante i lavori, la fruibilità di tutte le strutture. Un’impostazione che comporta un continuo ed attento sforzo di coordinamento, per fare in modo che – nel quotidiano avanzamento dell’impresa – nulla interferisca con l’esperienza formativa degli Allievi».
Sintetizzando, quale sarà il modello dell’Accademia del futuro?
«L’Accademia che oggi stiamo costruendo, rappresenterà un modello di tradizione, efficienza, modernità e sensibilità ambientale. Sarà un’istituzione aperta verso la propria città, con la quale coltiverà un rapporto di amicizia e collaborazione. Ma, soprattutto, l’Accademia continuerà a rappresentare un luogo adatto a quei ragazzi che avvertono il bruciante desiderio di rendersi rapidamente autonomi e indipendenti, che aspirano a vivere esperienze uniche ed in grado di espandere oltre ogni immaginazione i confini della propria mente e che si sentono pronti e desiderosi di assumere un ruolo di guida – professionale ed etica – nei confronti degli altri. Un percorso riservato a giovani avventurosi, che desiderano una vita dinamica, densa di significato e saldamente fondata su un sistema di valori e virtù morali, che possa guidarli a raggiungere obbiettivi di vita sempre più ambiziosi».
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