Gioco
Livorno, invia un video hard alla volontaria sedicenne. La madre: «Faremo un esposto»
A mandare il filmato un collega. La mamma della ragazza: «È assurdo che dopo un fatto del genere quell’uomo sia ancora nell’associazione»
LIVORNO. Il video di un uomo che si masturba inviato tramite il direct di Instagram a una ragazzina. E un messaggio: se ti va possiamo incontrarci. Da qui, la rabbia di una madre che, però, inizialmente decide di non fare denuncia: «Volevo tutelare mia figlia». Adesso qualcosa è cambiato e quella madre ha deciso di prendere la via della questura «attraverso un esposto che presenteremo nei prossimi giorni». Perché la famiglia non vuole tanto un eventuale processo, ma l’allontanamento dell’uomo che ha inviato quel video dall’attività di volontariato «che di recente ha ripreso a svolgere». Facciamo un passo indietro.
Il video
La storia inizia un anno fa. La ragazzina – di cui non riveliamo il nome per tutelarne l’identità e per lo stesso motivo non facciamo il nome dell’associazione in cui opera – allora ha 16 anni e svolge volontariato in un’associazione livornese. È qui che conosce un altro volontario, quarantenne, con cui svolge attività insieme. Tutto sembra procedere normalmente. Fino a che un giorno succede, racconta la madre della ragazza, «che mia figlia riceve un video su Instagram». In questo video, spiega la donna, si vede una persona – non riconoscibile dalle immagini in quanto non è inquadrato il volto – che si masturba. Il filmato, stando a quanto riferito dalla donna, viene dal profilo Instagram del volontario quarantenne «che ha anche chiesto a mia figlia se volesse incontrarlo».
La madre prova un misto tra rabbia e amarezza. «Mia figlia ha anche avuto degli attacchi di panico. Non c’è stato più alcun contatto social, perché la bimba l’ha bloccato ovunque, ma è capitato che se lo sia trovato davanti durante lo svolgimento dell’attività di volontariato». Questo nonostante che la ragazza, dopo il fatto, abbia cambiato associazione. «Capita comunque di incontrarlo».
L’esposto
Quando la figlia ha ricevuto quel video, tra l’altro, la mamma è andata a parlare con i vertici dell’associazione. «Ho fatto loro presente la situazione e mi hanno assicurato che non avrebbe più svolto attività da loro».
E in effetti l’associazione in questione, in quel momento, lo ha messo alla porta. E l’ha fatto per un anno. «Ma adesso – racconta la madre – è tornato e non me ne capacito. Non penso sia giusto, anche perché questa persona potrebbe anche fare una cosa del genere con altre».
Il volontario, effettivamente, è stato allontanato dal servizio per poi tornare a svolgere attività a distanza di un anno, sotto il monitoraggio dei colleghi. «Se non lo condanna la giustizia non possiamo condannarlo noi», fanno sapere dall’associazione. La famiglia non ha sporto denuncia perché, dice la mamma, «volevamo tutelare la bimba. Avevamo paura che non sarebbe stata tutelata la sua privacy». Ma adesso la famiglia annuncia: «Abbiamo deciso di fare un esposto in questura. Queste cose non devono succedere. Mia figlia ha raccontato l’accaduto immediatamente, ma potrebbero esserci ragazze che, invece, si tengono tutto dentro ed è deleterio».
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