Lutto
Livorno, il punto di Guercio: «Doveroso unire sinistra, Pd e M5S»
L’avvocato: «Impossibile ignorare il quadro nazionale e la destra ha appeal. Anche a Livorno è l’ora della pacificazione, io ci proverò fino all’ultimo»
LIVORNO. «Provare a mettere in piedi un fronte unico con sinistra, Pd, Movimento 5 Stelle e forze civiche è un dovere. Il popolo del centrosinistra esige anche a Livorno una pacificazione. Stando nel solco dell’atteggiamento che si registra a livello nazionale e regionale». Marco Guercio vuole provarci fino all’ultimo. L’avvocato che fu tra i fondatori di Buongiorno Livorno e che da fine marzo è ufficialmente il coordinatore provinciale di Sinistra italiana, lo dice senza girarci tanto intorno: «Lavorerò fino all’ultimo giorno perché anche a Livorno si vada in una certa direzione». Quella – difficilissima – di una coalizione unica alternativa alla destra.
Sulla carta ha aperto la strada Federico Mirabelli (Pd) quando pochi giorni fa ha scritto anche a M5S, Bl e Pap per sedersi intorno a un tavolo. Ma la storia politica di Guercio lo mette in una posizione diversa, di dialogo per così dire più “facile” con la sua ex lista e con gli stellati. Quindi proverà a ritagliarsi un ruolo.
Partendo da una delle sue sempre presenti premesse: «Il punto di partenza non può che essere uno, il quadro politico che dalle ultime amministrative e anche dalle elezioni politiche è completamente cambiato. Vogliamo far finta, come al solito, che Livorno sia su Marte? No, anche qui dovrebbe trovare cittadinanza quello che è un orientamento nazionale, un tentativo embrionale ma con una volontà chiara di fare un percorso unitario. Fratoianni domenica era con Conte alla manifestazione dei 5 Stelle; Schlein e Conte sono più volte intervenuti insieme. Quindi, se noi non siamo su Marte, abbiamo il dovere di partire da qui». «Lo stesso Pd – chiosa – non è più quello delle ultime elezioni, Schlein rappresenta una discontinuità importante, propone contenuti assolutamente condivisibili. È chiaro che in politica non ci sono interruttori per cui uno entra in un partito grande e l’indomani tutti si allineano, ci vorrà tempo».
Ma «è doveroso fare questo percorso», «io lo sto facendo». «Mi sono visto – racconta così – con il Pd, con i 5 Stelle, con Buongiorno, che è una lista civica in tutto e per tutto, mi sono visto anche col sindaco se lo vuole sapere. E a tutti ho detto queste cose. Tutti dovrebbero muovere un passo nella direzione auspicata, con dei segnali che siano tangibili. I tavoli si aprono sui contenuti, sui temi: noi ci mettiamo la coniugazione fra la giustizia ambientale e sociale, per noi è strategica così come altri elementi che possono diventare pezzetti di programma. Ci saranno sicuramente punti di contrasto. Ma la città – usa questa frase – deve trovare pace: abbiamo due soggetti – il riferimento è a Pd e M5S – che avendo governato uno dietro l’altro si sono tirati e si tirano addosso accuse. Io credo che invece il popolo del centrosinistra esiga una pacificazione. Un punto, una riga e ripartire».
Anche lui evoca lo spettro della destra e dice che anche fino a Italia viva non metterebbe «muri» o «paletti»: «Siccome a livello nazionale la destra ha un appeal che non ha mai avuto, di qua dobbiamo avere un fronte unico. Lo dobbiamo fare. O dobbiamo spiegare bene ai cittadini perché no».
Poco dice, però, su come sono andati per ora gli incontri con le forze citate. Anzi sembra mandare un messaggio: «Ho aperto la discussione partendo da qui. Poi mi si deve dire quali sono i limiti. Perché se sono politici se ne parla, se non sono politici mi alzo».
A Campi Bisenzio, la città del segretario regionale del Pd Emiliano Fossi, la sinistra ha vinto, ma battendo il Pd insieme al M5s. Se a Livorno il fronte che auspica Guercio risulterà impossibile, Sinistra italiana starà con i Dem? «Farà la scelta orientata in questa direzione, basata sulla priorità di evitare che la città vada in mano alla destra e cercando di spostare più a sinistra possibile l’asse della coalizione». Quindi sì.
Così eccoci a uno dei nodi, la ricandidatura di Luca Salvetti che M5s e Bl hanno già bocciato. Al netto della solita premessa sul prima i contenuti e poi i candidati: «Io credo – risponde Guercio – che non ci sia nessun motivo ostativo alla ricandidatura di Salvetti, anzi. Ma gli chiedo di farsi anche lui portatore di questa esigenza di costruire un fronte, perché ne ha le caratteristiche e la vocazione. Ci dia una mano, dando dei segnali di apertura. Insistiamo fino all’ultimo».
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