Il Tirreno

Livorno

L’intervista

Livorno, allarme squalo. L’esperto del Cnr: «Difficile capire la specie dalla foto, forse è un mako» – Video

di Flavio Lombardi
Livorno, allarme squalo. L’esperto del Cnr: «Difficile capire la specie dalla foto, forse è un mako» – Video

Fabrizio Serena, livornese, è uno dei massimi esperti in Europa: «Di sicuro appartiene alla famiglia dei Lamnidi, cioè le grosse taglie»

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LIVORNO. Fabrizio Serena, livornese, è uno dei massimi esperti di squali in Europa, uno studioso già responsabile del settore marino dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana fino al 2017, ma coordinatore al Cnr per tutto il Mediterraeo, e membro del gruppo di lavoro che riguarda la conservazione degli squali in particolare.


Ha visto il video, sa dirci che tipo di squalo sia?

«È difficile dirlo, a meno che non ci sia una evidenza palese. Quello è certamente uno squalo, e appartiene alla famiglia dei Lamnidi cioè le grosse taglie. Come il bianco, lo smeriglio, il mako. Hanno tutti delle particolarità, che possiamo accertare quando l’animale è morto e ce l’abbiamo a disposizione per poterlo analizzare. In acqua è più arduo. Specialmente dalla prospettiva del video, ripreso dall’alto e vedendo solo il dorso. Ma non credo sia uno squalo bianco. Il muso è molto affilato, è più verosimile pensare al Mako. Bello grosso anche».

Meno male era a largo, qualcuno avrebbe rischiato l’aggressione.

«L’aggressione è sempre stimolata dal nostro comportamento in acqua. Loro, spesso invece scappano. Ma siamo talmente imprevedibili, che, magari, un nostro agire crea nell’animale una preoccupazione che porta alla loro reazione col morso».


Trovarsi uno squalo sotto la barca mentre si pesca non è il massimo.

«Dalle immagini, penso che i due che erano a bordo con le loro canne, abbiano gettato a mare del materiale alimentare in acqua, diciamo che è probabile che abbiano pasturato. E anche quantità minime, favorisce l’arrivo di questi predatori. Hanno un olfatto eccezionale, alcuni lo hanno talmente evoluto che sono in grado di riconoscere una molecola di sangue tra un miliardo di molecole di acqua. In pratica “sniffano” a distanze considerevoli».

Cosa si fa in casi come questi?

«Nessuna preoccupazione, è una informazione interessante, che verrà inserita nel nostro programma di registrazione degli avvistamenti e delle catture accidentali. Un avvistamento con la specifica di non attribuzione della specie, ma solo della famiglia. Quella dei grandi squali».
 

Il cambiamento climatico influisce su queste presenze?

«Gli squali frequentano il Mediterraneo da 400 milioni di anni, quando ancora non era formato come ora. Si pensi che sono stati trovati fossili di squalo bianco sulle colline livornesi. Tutto da ricondurre all’evento geologico avvenuto nell'ultima parte del periodo Messiniano del Miocene (oltre 5 milioni di anni fa), nel corso del quale le acque evaporarono quasi completamente, a causa della chiusura dello stretto di Gibilterra».
 

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