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D’Alessandro, il prof livornese che studia per eradicare la malaria

D’Alessandro, il prof livornese  che studia per eradicare la malaria

È direttore alla London School of Hygiene and Tropical Medicine

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Livorno La malaria è una malattia di cui ormai in Italia si parla pochissimo, ma che continua a fare migliaia di morti nei paesi dell’area tropicale e subtropicale. Nel 2019 – dati dell’Organizzazione mondiale della sanità – 229 milioni di persone hanno contratto la malaria e i decessi stimati sono stati 409mila.

Pochi sanno che una delle massime autorità del pianeta nella lotta per l’eradicazione di questa malattia è livornese. Si tratta del professor Umberto D’Alessandro, studi al liceo scientifico Enriques, poi la laurea in Medicina a Pisa e una vita in giro per il mondo a fare ricerca su questa malattia causata da protozoi parassiti trasmessi all’uomo da zanzare femmine infette del genere Anopheles.

D’Alessandro oggi è direttore del Medical Research Council “The Gambia” della London School of Hygiene and Tropical Medicine, incarico che ha preso dopo aver diretto l’unità di Epidemiologia dell’Istituto di Tropical Medicine di Anversa.

In questi giorni il professore sarà nella sua Livorno e ha accettato di fare una lezione sulle prospettive di eradicazione della malaria nel mondo, che si svolgerà a Pisa nell’aula magna dell’università, per favorire la partecipazione degli studenti e specializzandi.

L’appuntamento è venerdì 23 giugno, alle ore 11, presso l’Aula Magna del Polo Fibonacci, il titolo della lectio sarà “Malaria: sfide e opportunità per la sua eradicazione”.

D’Alessandro è stato coinvolto nella ricerca sulla malaria dal 1990 quando ha effettuato la valutazione del programma nazionale del Gambia sulle zanzariere trattate con insetticidi. È entrato a far parte del Dipartimento di Parassitologia presso l’Istituto di Medicina Tropicale di Anversa, Belgio, nel 1996 dove è stato, fino alla fine del 2010, capo dell’Unità di Epidemiologia. Lì, ha sviluppato un programma di ricerca su tre temi: il trattamento antimalarico, inclusa la resistenza ai farmaci, la prevenzione della malaria e il ciclo in vitro del Plasmodium vivax, il più frequente e diffuso parassita responsabile di malaria, studio implementato in diversi paesi endemici della malaria, come Uganda, Burkina Faso, Benin, Vietnam, Perù, ecc. Nel 2011, il professor D’Alessandro è entrato a far parte del Medical Research Council Unit The Gambia come responsabile del tema del controllo e dell’eliminazione delle malattie. Nel gennaio 2014 è stato nominato direttore del centro. Il suo programma di ricerca sulla malaria si basa su questioni relative all’eliminazione e eradicazione della malaria.

Battaglia difficile, certo. Nella prima metà del XX secolo la malaria fu eradicata da gran parte delle aree temperate e oggi risulta diffusa principalmente nei Paesi della fascia tropicale e sub tropicale. In particolare, è altamente endemica in Africa, dove si verificano il maggior numero di casi e di decessi. È invece presente con diversi gradi di endemia in Paesi del Sud-est asiatico, del Medio Oriente e dell’Asia Centrale, del Pacifico occidentale e dell’America centrale e meridionale. Complessivamente quasi metà della popolazione mondiale, soprattutto quella residente in Paesi poveri, vive in aree a rischio di malaria. Tuttavia, negli ultimi anni la diffusione della malaria nel mondo è stata notevolmente ridotta grazie all’attuazione di programmi di lotta e controllo promossi dall’Oms e da diverse associazioni internazionali. Nelle aree non endemiche a clima temperato nonostante l’elevato numero di casi importati e la presenza di vettori competenti sul territorio la possibilità della ricomparsa di una trasmissione locale è da considerarsi estremamente bassa. l

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