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Centralino Asl per guardie mediche, operatori livornesi sul piede di guerra: «Il bando Estar può mandarci a casa»

di Francesco Paletti
Centralino Asl per guardie mediche, operatori livornesi sul piede di guerra: «Il bando Estar può mandarci a casa»

Per la Cgil Funzione Pubblica «è un’internalizzazione selvaggia e non ragionata».

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LIVORNO. Per la Cgil Funzione Pubblica di Livorno e Pisa «è un’internalizzazione selvaggia e non ragionata».

Per i lavoratori che rischiano di perdere il posto, «una scelta che ci delude umanamente e mortifica professionalmente». Sta sollevando un polverone il bando di Estar per l’assunzione di assistenti tecnici destinati alla centrale operativa del numero unico 116117 dell’Asl Toscana Nord Ovest che gestisce le chiamate per la guardia medica e altri servizi non urgenti e che nel territorio pisano-livornese, dal 2019 è gestito da Croce Rossa ed Esculapio, l’associazione regionale promossa da Misericordia e Anpas della Toscana. Motivo: per Cgil e lavoratori quel bando rischia sul serio di lasciare a casa i dipendenti che finora hanno assicurato il servizio. Nelle province di Livorno e Pisa i lavoratori che potrebbero perdere il posto sono otto, ma a livello regionale i posti a rischio sarebbero molti di più (35 nella sola provincia di Pistoia) .

«Siamo tutti ragazzi di età compresa fra i 20 e i 40 anni, alcuni di noi hanno famiglia, altri hanno deciso di fare spese importanti come una casa, altri ancora sono figli di famiglie monoreddito» scrivono nella lettera inviata due giorni fa alla direttrice generale dell’Asl Maria Letizia Casani e all’assessore regionale alla Sanità Simone Bezzini. «Il bando di concorso uscito da qualche giorno non valorizza assolutamente l’esperienza che il personale ha maturato in questi e questo bagaglio di competenze, che poteva e doveva essere conservato e valorizzato, per scelta della direzione aziendale rischia, invece, di essere disperso, insieme ai lavoratori – tuona la Cgil Funzione Pubblica – : è un’internalizzazione “selvaggia” e non ragionata, che politicamente reputiamo gravissima nel merito e nel metodo poiché denota l’assoluta mancanza di sensibilità alla tutela dell’occupazione e scarsa attenzione al mantenimento della qualità del servizio, una situazione paradossale in quanto il personale coinvolto sarebbe stato molto più tutelato in un normale cambio di appalto tra soggetti privati». Il nodo sarebbe proprio quello.

Lo scrivono anche i lavoratori nell’appello alla direttrice generale: «Leggendo il bando, purtroppo, abbiamo capito che non sono stati inseriti elementi che valorizzino la nostra professionalità e competenze che, con dedizione, in questi anni abbiamo messo al servizio dei cittadini – dicono –. I timori che portavamo dentro per i potenziali rischi occupazionali appaiono oggi molto più concreti di quanto non sembri, portandoci a pensare che tra non molto potremmo trovarci senza lavoro. Se perderemo la nostra occupazione sarà perché lo avrà deliberato l’Asl Nord Ovest, ossia l’azienda per cui e con cui lavoriamo». Al tempo stesso tenero e accorato l’appello finale: «Le chiediamo di verificare la possibilità di evitarci disagi occupazionali che possono pregiudicare la nostra stabilità economica e familiare da un giorno all’altro».
 

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