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Livorno, dall’orologio simbolo a Istoreco: così rivive la palazzina del Cantiere Orlando
Restaurato lo storico edificio. Ora l’Authority deve finire il canale. «È un luogo speciale, ce lo dicono i riferimenti alle nostre spalle con i nomi degli operai. Questo era il cuore sociale e politico della città»
Livorno Prima c’è stata la benedizione a colpi di acqua santa e accento portoghese di don Giovanni Almeida. Poi il taglio del nastro per mano del presidente di Porta medicea Roberto Zoia, della direttrice commerciale di Igd, Laura Poggi, e del sindaco Luca Salvetti. «Ragazzi, guardate queste, sono da professionisti», ha ironizzato quando gli hanno passato le forbici color oro in formato maxi. Poi la voce al microfono Fabrizio Cremonini (Igd): «Diamo il benvenuto ufficiale all’edificio dell’orologio». Il bentornato.
Così sabato 17 giugno, alle spalle della statua di Luigi Orlando, è stata inaugurata e idealmente restituita alla città la palazzina che una volta scandiva l’ingresso degli operai al cantiere navale. I due piani di 280 metri quadri complessivi sono stati ristrutturati da Porta Medicea, braccio operativo di Igd (l’investimento vale 600mila euro) e saranno ceduti gratuitamente al Comune. Non a caso: questo passaggio è infatti il frutto di un accordo integrativo della convenzione del 2006 che era stato firmato nel 2018 tra il municipio e la società, che ha potuto così realizzare la palestra da 4.500 metri usando una delle campate delle vicine Officine storiche.
Ma cosa diventerà la ritrovata porta dell’ex Cantiere Orlando? Il sindaco ha spiegato che si lavora per farne la casa di Istoreco, l’istituto storico della resistenza («abbiamo l’idea di consegnarla a chi lavora sulla storia di questa città e si impegna sulla memoria»). La sede andrebbe al primo piano, lasciando invece gli spazi al piano terra «aperti alla cittadinanza attraverso mostre, conferenze, eventi».
I vertici di Igd hanno dato il via alla mattinata dicendo che «oggi facciamo la storia». Zoia ha premesso che quando fu concepito, tra il 2003 e il 2004, «il progetto di rigenerazione urbana di Porta a Mare era per i tempi innovativo». Dopo il palazzo Orlando e il comparto di piazza Mazzini, a settembre saranno inaugurate le Officine, mentre si attende che l’Autorità portuale completi la riapertura della seconda parte del canale, che scorrerà a cielo aperto fino alla Bellana (l’acqua si vedrà dove ora c’è la ghiaia, e il muro esterno di separazione tra gli yacht e il viale Italia sarà demolito).
«Da quando fu concepita Porta a Mare a oggi – ha detto Zoia – ne sono successe di tutti i colori. Il gruppo Igd è entrato nel 2007: nel 2009 la crisi negli Stati Uniti, nel 2013 il credit crunch, il covid del 2020, la guerra e il caro energia del 2022: se questo non fosse stato un gruppo con le spalle robuste, non saremmo oggi a questo punto». E subito dopo: «Non facciamo opere immobiliari per andarcene, siamo qui da 17 anni e contiamo di rimanerci a vita». Poi attenzione alla chiosa: «Con Officine siamo a metà dell’opera, stiamo lavorando con il Comune all’interno del Piano operativo per rivedere il comparto di Lips, Arsenale e Molo mediceo. E anche in quel caso il nostro auspicio è di donare alla città opere belle e innovative». A quanto risulta è stato depositato il progetto definitivo per l’albergo rivisto con la parte del residence.
Laura Poggi poi non ha fatto mistero della sfida che per lo stesso gruppo rappresenta Officine: «Vi assicuro che non è stato semplice spiegare ai brand commerciali cosa poteva essere aprire una grande superficie qui. Poi sono venuti, hanno respirato l’unicità e la storia di questi spazi e hanno deciso di aderire al progetto».
«Quando quattro anni fa mi candidai – ha invece ricordato Salvetti – un giornalista mi chiamò per fare un’intervista, mi chiese dove ci saremmo trovati e gli dissi qui. È un luogo speciale, ce lo dicono i riferimenti alle nostre spalle con i nomi degli operai. Questo era il cuore sociale e politico di Livorno. Mio nonno lavorava in Cantiere, la domenica mattina mi portava sul mare e si passava davanti alla statua, con la pernacchia al padrone, che in realtà era amatissimo dagli operai. Da quando sono stato eletto abbiamo accompagnato la società per arrivare a questa giornata e poi all’inaugurazione del prossimo settembre. Così completiamo un intero comparto: la sistemazione di piazza Mazzini con l’obelisco e l’intervento di rifacimento della Bellana, in mezzo ci mettiamo questa nuova piazza. Un lungomare lungo 14 chilometri che ora ha un chilometro in più».l
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