Gioco
Sequestrata l’auto del consigliere comunale, la comandante Maritan: «Era un taxi abusivo»
Dal comando di Livorno la conferma della multa. Shaha: «Ho fatto ricorso al giudice di pace, non era un servizio illegale»
LIVORNO. «Ho ricevuto il consigliere comunale Polas Shaha e l’incontro si è svolto in totale serenità. Confermo l’operato degli agenti locali. Per quanto ci riguarda abbiamo riscontrato un servizio di taxi abusivo».
Resta la multa
A parlare è la comandante della polizia municipale, Annalisa Maritan, che ha informato il consigliere comunale aggiunto, nonché rappresentante degli stranieri in città, sulla bontà dell’operato dei colleghi. Gli agenti, in piazzale Zara, martedì 13 giugno hanno multato un suo amico, Vincenzo Zitarosa, dopo averlo trovato a bordo con quattro persone originarie dello Sri Lanka dirette all’aeroporto di Pisa per tornare per l’estate nel proprio Paese con una decina di valige. L’auto, un Fiat Ducato da nove posti, è di Shaha e l’aveva prestata all’amico perché nel frattempo lui era in ospedale. Una corsa abusiva di taxi, secondo i vigili, che per questo hanno sequestrato il van e multato il proprietario con una sanzione da un minimo di 1.812 a 7.249 euro, con l’importo esatto che verrà deciso dal prefetto. Il consigliere nega di aver messo a disposizione il mezzo per una corsa illegale, ma gli agenti non la pensano così. Negli atti, inizialmente, la municipale aveva trascritto il nome del vecchio intestatario, un cittadino pachistano, che però avendolo venduto nulla ha a che fare questa vicenda. Un errore già corretto.
Ricorso al giudice di pace
Shaha ha fatto ricorso: «L’ho presentato al giudice di pace», dice. Nel frattempo il rappresentante degli stranieri subisce l’attacco del sindacato Sulpl. «Il vivere in un qualsiasi Paese presuppone l’accettazione di quelle che sono le regole, le leggi e le norme di vario rango che quella collettività, in modo democratico, si è data – spiegano i rappresentanti – Tra tali regole anche quella che per quanto attiene alle sanzioni amministrative per le violazioni del codice della strada, laddove il cittadino ritenesse che siano ingiuste o ingiustificate, al fine di esercitare il suo diritto, potrà espletare solo e soltanto la procedura del ricorso al prefetto o al giudice di pace poiché, certamente, non vi è prevista la possibilità di opzione del “se non mi sarà annullata la sanzione” allora “faccio ricorso!”». l
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