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Allo scoglio della Regina ecco gli studenti spazza rifiuti: «Trovate lattine di 13 anni fa»

di Luca Balestri
Allo scoglio della Regina ecco gli studenti spazza rifiuti: «Trovate lattine di 13 anni fa»

I liceali dell’Enriques in azione col progetto di Reset: «Ai nostri coetanei diciamo: fate come noi, venite»

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LIVORNO Quattro costumi da bagno, una maglietta, un cappello, una mutanda e una scarpa. E ancora confezioni di merendine, sigari, e tantissimi mozziconi di sigarette. Plastiche, polistirolo. Una lattina di estathè alla pesca scaduta nel 2010 e un brick estathè al limone scaduta nel 2011, tante bottiglie di birra, molti altri oggetti di plastica. Sono direttamente gli studenti del liceo Enriques a raccontare quello che stanno togliendo da spiagge, moletti, scogli. Con pinze, buste e tanta buona volontà.

«Addirittura la volta scorsa abbiamo trovato una sdraio. All’inizio abbiamo visto solo la punta di un pezzo di ferro che veniva fuori dalla sabbia. Scavando abbiamo scoperto che oggetto fosse», racconta il sedicenne Gianluca Munafò. L’adolescente, come un’altra trentina di ragazzi e ragazze della sua stessa scuola, in questi giorni sta pulendo alcuni luoghi-simbolo di Livorno. Grazie all’associazione Reset, infatti, all’interno del Pcto, l’ex alternanza scuola-lavoro, gli studenti delle classi terze e quarte del liceo Enriques, hanno avuto la possibilità di scegliere di lavorare al progetto “I Care Livorno” (“Io Curo Livorno”). «Curare il territorio è lo scopo principale del progetto, che prevede la raccolta dei rifiuti in alcuni siti della città. I ragazzi hanno autonomamente scelto quali parti della città ripulire: Villa Fabbricotti, Villa Mimbelli, Rotonda Carlo Azeglio Ciampi, Parco Pertini, Piazza del Logo Pio e moletto di Antignano», fa la cornice il presidente dell’associazione di volontariato Giuseppe Pera.

Lo Scoglio della Regina, è il luogo protagonista della pulizia raccontata dal Tirreno. «Parlare nelle scuole di come affrontare il cambiamento climatico è utile per noi giovani, e progetti come quello di Reset ci sensibilizzano al tema», continua tra gli scogli Ginevra De Sio, diciassette anni. «Per sensibilizzare usando il tempo al di fuori della scuola questo progetto va bene, perché la maggior parte di noi studenti, finita la scuola, non sa come occupare il tempo, e questo è anche un modo per socializzare», aggiunge la diciottenne Asia Santarella.

Quali sono i rifiuti più problematici da raccogliere? «Quelli di piccola dimensione, come le sigarette. Qui allo Scoglio della Regina ci vorrebbe qualche cestino in più, perché purtroppo chi è sfaticato butta le sigarette per terra, io ho sempre partecipato agli scioperi per l’ambiente, e se vedo qualche mio coetaneo gettare qualcosa per terra lo riprendo», dice la sua con fermezza la diciassettenne Silvia Battiato, che precisa «è triste sapere che il mare ha già portato via tanti rifiuti, ora irrecuperabili: la pulizia che stiamo facendo oggi dovrebbe essere fatta da intere classi, all’interno dei programmi scolastici, non solo come libera adesione ad un progetto di Pcto».

Per questi giovani ragazzi l’ambiente è il bene comune più prezioso che abbiamo: «è il benessere della comunità, se si inquina non si fa il bene comune. Sono solito pulire gli spazi pubblici nella zona in cui vivo», va avanti Antonio D’Alesio, diciassette anni. Che aggiunge che anche le scritte sui muri oggi non vanno più di moda, perché «se scrivi su una proprietà pubblica stai facendo un danno a tutti i cittadini».

«È facile che in adolescenza si punti alla trasgressione. Il lavoro di Reset, invece, rende attivi i ragazzi dell’Enriques, che hanno così l’opportunità di sensibilizzarsi al rispetto per l’ambiente», spiega la prof Mariella Calabresi, professoressa in pensione che insegnava all’Enriques e che ha proposto il progetto di Reset come Pcto alla scuola.

«L’anno scorso i partecipanti al progetto erano undici: quest’anno sono circa trenta. Portare i ragazzi a pulire la propria città serve a sfatare il mito dell’indolenza dei giovani», chiude con grande orgoglio il presidente di Reset Giuseppe Pera, quell’associazione che dallo scorso anno è entrata nelle scuole. È entrata nelle classi per “contagiare” i giovani alla protezione e all’attenzione del bene comune, come Reset ha fatto per contribuire alla rinascita delle Terme del Corallo.l
 

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