Gioco
Casa della Salute di Ardenza, ecco il bilancio a sei mesi dall’apertura
C’è un pezzo del reparto di Pneumologia, ma da gennaio nessun medico di famiglia ha chiesto di aprire lo studio all’ex distretto
LIVORNO. Quasi sei mesi fa – era il 2 gennaio – veniva inaugurata la Casa della Salute di via del Mare. Fu un evento, considerando i tempi biblici dei lavori, ma anche il fatto che Livorno era rimasta l’unica città capoluogo della Toscana a non avere una struttura di questo tipo, evoluzione del vecchio distretto o centro socio-sanitario. Al punto che a tagliare il nastro arrivò perfino il presidente della Regione Eugenio Giani.
La Casa della Salute finalmente partì ma – fu spiegato dai vertici Asl – affinché entrasse a pieno regime l’attività sarebbero stati necessari alcuni mesi. Ne sono passati cinque e mezzo ed è il momento di fare un primo bilancio, soprattutto a livello di servizi offerti ai cittadini.
Due elementi spiccano su tutti: il primo (positivo) riguarda il ventaglio di prestazioni a disposizione dell’utenza che sono aumentate e stanno aumentando; il secondo (negativo) è l’assenza, finora, dei medici di famiglia, che rappresentano (o dovrebbero rappresentare) una delle colonne portanti della Casa della Salute, il discrimine principale rispetto ai classici distretti come tutti noi li conosciamo. Arriveranno? L’Asl ci spera, ma in tutti questi mesi nessuno si è fatto avanti. E il timore è che gli ambulatori loro dedicati restino vuoti a lungo…
I nuovi orari
«Uno dei nostri obiettivi era passare progressivamente all’apertura della struttura sulle 12 ore e intanto siamo saliti a 10 ore, inserendo un’ulteriore seduta per i prelievi del sangue il sabato», spiega Cinzia Porrà, direttrice dei distretti sanitari.
Dal primo giugno infatti via del Mare ha allungato l’apertura fino alle 17.50 dal lunedì al venerdì per pratiche relative al CUP, all’anagrafe sanitaria, tessere sanitarie, protesica e richieste di trasporto.
Da ieri sono cambiati anche gli orari degli altri servizi. In particolare: i prelievi del sangue si possono effettuare dal lunedì al sabato con orario 7.15-11 (esclusivamente con prenotazione Zerocode), la consegna campioni biologici dal lunedì al sabato 7.15-11 (solo con Zerocode), l’ambulatorio infermieristico è aperto dal lunedì al venerdì 11.30-12.
Complicanze diabetiche
«Il 6 giugno – aggiunge Porrà - è partito il progetto obesità in collaborazione col reparto di Diabetologia guidato dal dottor Di Cianni. Si tratta di ambulatori interdisciplinari con la presenza non solo del medico diabetologo ma anche del dietista e di altri professionisti. E a breve partirà il progetto sulle complicanze del paziente diabetico. Speriamo già entro la fine del mese di giugno, con il contributo del cardiologo e dell’oculista. Al proposito stiamo aspettando la consegna di un nuovo retinografo».
Pneumologia
Proprio da oggi è previsto anche il trasferimento di una parte della Pneumologia nei locali ardenzini. Che cosa significa? «Alcune attività della Pneumologia che si svolgevano in ospedale saranno effettuate in via del Mare – spiega Porrà –. Stiamo parlando delle attività ambulatoriali di primo livello, mentre in reparto rimarrà l’attività di secondo livello. D’altra parte le Case della Salute sono vasi comunicanti con i reparti ospedalieri. E questo ci permette di operare non solo a beneficio dell’ospedale, portando fuori attività prettamente territoriali, ma anche di lavorare in una integrazione ospedale-territorio». In sostanza: non si dovrà più andare in viale Alfieri per le visite specialistiche a bronchi e polmoni.
La colonna mancante
Nei prossimi mesi l’obiettivo è di ampliare il ventaglio degli specialisti che lavoreranno all’interno di via del Mare. «Arriveranno anche la cardiologia e l’endocrinologia – dice Porrà -. L’attività consultoriale avrà uno sviluppo ulteriore, avremo sedute ulteriori da parte dei ginecologi il venerdì pomeriggio».
«Entro settembre – aggiunge la direttrice dei distretti - dovremmo avere i locali sfruttati nella misura del 60-70%».
Una parte importante del 30 per cento mancante dovrebbe essere riempita dai medici di famiglia. Che per adesso però latitano, evidentemente non attratti dall’idea di spostare il proprio ambulatorio nella Casa della Salute.
I medici di famiglia
«Nessuno ha presentato richiesta di andare», conferma Massimo Angeletti, coordinatore dei medici di famiglia livornesi.
Angeletti ammette che le aspettative erano altre. «Eravamo convinti che qualche collega si sarebbe fatto avanti. Evidentemente siamo una categoria abbastanza stanziale, i colleghi sono abituati al proprio ambulatorio e preferiscono non spostarsi, sebbene alla Casa della Salute gli studi siano molto belli».
Il timore è che ci sia da aspettare un po’ prima di vedere qualche medico di famiglia. «Speriamo con i nuovi giovani medici che prenderanno la convenzione e sostituiranno i prossimi pensionati – dice Angeletti -. Ci vuole qualcuno più coraggioso che faccia da apripista e i giovani possono essere più invogliati. La situazione è interessante, perché nella struttura c’è una segretaria apposta dedicata ai medici e formata alla gestione della medicina generale, le infermiere. Ci sono gli specialisti alla porta accanto, ci sono gli ecografi, è un attimo in caso di un’urgenza inviare l’assistito all’ambulatorio dello specialista, c’è il Cup al piano di sotto per cui ogni percorso per il cittadino si facilita».
Uno degli obiettivi delle Case della Salute d’altra parte è proprio fare in modo che il cittadino esca dal portone non solo con la prescrizione ma anche con la prenotazione degli accertamenti successivi per le necessità rilevate dai medici di base e dagli specialisti. Ma se i medici di famiglia non vanno manca una gamba.
I tentativi dell’Asl
«Gli specialisti stanno facendo a gara ad andarci, la struttura piace e spero che possa piacere anche alla medicina di famiglia – commenta Porrà -. Si tratta di un’opportunità che nulla toglie a ciò che stanno facendo nei propri ambulatori ma li può rinforzare nei percorsi».
L’Asl proverà a spingere anche se non essendoci rapporto di dipendenza la scelta è personale per ogni medico. «Abbiamo fatto un primo passaggio con i coordinatori dei medici di famiglia alla fine di gennaio facendo presente loro la possibilità di avvalersi della struttura – ricorda Porrà -. In questi giorni ci sarà un riaggiornamento perché oltre a prospettare loro le caratteristiche degli ambienti e degli ambulatori già attrezzati era opportuno fargli capire il ritorno positivo che potrebbe avere la vicinanza con le specialistiche. L’obiettivo è trovare la massima integrazione tra medicina di famiglia e ambito specialistico. Voglio essere fiduciosa, non vogliamo che i medici lascino i loro ambulatori, ma è un’occasione ulteriore per loro ma anche per l’utenza che potrebbe usufruire servizio più completo».
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