Il Tirreno

Livorno

Il lutto

Livorno piange Angelo Di Giorgi, cuoco ed ex imprenditore

di Stefano Taglione
Livorno piange Angelo Di Giorgi, cuoco ed ex imprenditore

Dal padre ereditò una ditta edile: è stato presidente degli industriali

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LIVORNO. Dal padre, morto quando lui non aveva ancora 30 anni, aveva ereditato la gloriosa azienda di famiglia. Un’apprezzata e conosciutissima ditta di costruzioni, che portava il suo nome. E per due mandati, fino al 2002, è stato il presidente degli industriali di Livorno e prima ancora dei giovani imprenditori.

Tutta la città è in lutto per la scomparsa di Angelo Di Giorgi, un passato da imprenditore edile e da ristoratore e un presente da cuoco per l’Oasi del Porto, il locale su viale Italia. Appassionato di basket e tifosissimo della Libertas, il sessantasettenne aveva inseguito la sua più grande passione, la cucina, iniziando a lavorare come chef. Persona riservata, «il suo carattere era mite». Lunedì scorso, in serata, è stato vittima di un malessere improvviso mentre era in casa, un’emorragia interna che lo ha costretto al trasporto d’urgenza al pronto soccorso e al ricovero in ospedale e 24 ore dopo, nella serata di martedì scorso, la morte che lo ha strappato all’affetto dei tantissimi amici e dei familiari. «Ci conoscevamo da una vita – è l’emozionante ricordo del manager livornese Bruno Crocchi – non ho parole per esprimere il dispiacere mio, della mia famiglia e di tutti gli amici e collaboratori con cui abbiamo condiviso questa ultima decina di anni. Riposa in pace Angelo, un abbraccio a tutta la tua grande famiglia».

Il 29 aprile scorso, Di Giorgi, aveva festeggiato 67 anni. Stava bene e nulla poteva far presagire a questa tragedia improvvisa che ha sconvolto i suoi parenti e gli innumerevoli conoscenti. Lascia la madre Rita, la moglie Fulvia Vanni, due fratelli e una sorella – Riccardo, Renzo e Rossella – quattro figlie (Assia, Angela, Alina e Alessandra) e due nipoti, uno dei quali, il maschio, nato pochi mesi fa. Erano la sua gioia, in particolare l’ultimogenito che era il primo maschio dopo ben cinque femmine fra figlie e nipoti. «Mio fratello era una persona molto semplice – racconta quasi in lacrime il fratello Riccardo fuori dalla camera mortuaria di viale Vittorio Alfieri – grande appassionato di pallacanestro, in particolare della Libertas, e nell’ultimo periodo ha fatto ciò che gli piaceva di più, la sua passione, cucinare. Mancherà moltissimo a tutti noi».

Il basket era il suo sport preferito. Poche le partite che si è perso sul parquet. Nel corso della sua vita è stato un grande amico del compianto Alberto Bucci, coach bolognese prima di Fortitudo e poi della Virtus, ma soprattutto della Libertas dall’85 all’89 e di quella maledetta finale persa contro la Philips Milano proprio nel 1989. Fin da ragazzo, col suo gruppo di amici-tifosi, frequentava la Baracchina rossa. E non si perdeva una trasferta o una gara in casa della sua squadra. Passione, quella per il basket, che accompagnava a quella per i fornelli. Se ultimamente lavorava come chef all’Oasi del Porto, sul lungomare, in passato ha aperto e portato avanti “La Spica”, il ristorante di via Grotta delle Fate che prendeva il nome dalla storica fabbrica livornese. Perché nella cucina era eccezionale, tanto da farne col tempo un lavoro.

Angelo abitava ad Antignano, dove tre giorni fa ha avuto il malessere improvviso mentre si trovava insieme alla sua famiglia. Innumerevoli i ricordi apparsi fin da ieri mattina sulla sua pagina Facebook. «Ciao Angelo, sei stato una persona eccezionale. Mancherai a chiunque ti abbia conosciuto. Riposa in pace», le parole di Pietro Paolo Barsacchi. «Gran signore, silenzioso e gentile», lo ricorda Riccardo Lenzi. «Sono costernato e incredulo, ci siamo visti pochi giorni fa», rivela Franco Sumberaz. «Una preghiera per lui», commenta il sacerdote don Paolo Razzauti. «Sono addolorato. Eravamo per qualche tempo soci in affari: persona di grande umanità e assoluta correttezza», lo ricorda Manrico Pera. Il funerale, a cura delle onoranze funebri della Svs di via San Giovanni, si celebrerà stamani alle 10 alla camera mortuaria dell’ospedale.

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