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A Livorno il Pd apre all’alleanza con i 5 Stelle. Lettera ai partiti di centrosinistra

di Juna Goti
A Livorno il Pd apre all’alleanza con i 5 Stelle. Lettera ai partiti di centrosinistra<br>

Mirabelli: «La destra alle porte della città, confrontiamoci su tre temi»

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Livorno Se si pensa alla guerra che si fanno tutti i giorni sui banchi del consiglio comunale, viene da dire: sì, vabbè, è una mossa di facciata che porterà a poco o nulla. Ma se si guarda alla storia recente di Livorno, ai pentastellati che nel 2014 sconfissero per la prima l’allora partitone per poi perdere nel 2019, e a tutti i mal di pancia che hanno caratterizzato la cronaca cittadina degli ultimi anni, quello che sta per accadere rappresenta comunque un punto di svolta. Il Pd ha deciso di scrivere al Movimento 5 Stelle e ad altre forze politiche da sinistra al centro per provare a costruire un’alleanza, o almeno a sondare il terreno, in vista delle elezioni che tra un anno decideranno il sindaco. «Perché vogliamo mantenere fede agli impegni che ci siamo presi al congresso e tenere i piedi nella realtà politica toscana», premette il segretario comunale dei Dem, Federico Mirabelli: «In Toscana alle ultime amministrative hanno vinto le destre, è un segnale che ci deve far riflettere e preoccupare, ormai stanno vincendo dal 2018. Si stanno avvicinando le elezioni regionali del 2025 che saranno una partita molto aperta, le destre rischieranno di presentarsi con una posizione di forza in base a come andranno le amministrative del 2024. Quindi dobbiamo provare tutti, come forze del centrosinistra, a fare un fronte comune, a mettere in campo una forma di resistenza alla crescita delle destre. A partire da territori come quello di Livorno». «Da qui – annuncia così il segretario – partiamo per un confronto aperto con tutte le forze che si riconoscono nel centrosinistra, un confronto di merito sul futuro della città. Lo vorremmo fare dai prossimi giorni, è il momento di aprire questa fase».

Segretario risiamo al “tutti contro le destre”? Davvero può bastare?

«Il fronte serve per arginare la destra, che non ha un progetto per la nostra città, per i nostri territori, non ha neanche una classe dirigente all’altezza, come vediamo in consiglio comunale. Non è sufficiente essere solo contro la destra, ma è necessario mettere anche in campo un progetto aderente ai bisogni dei livornesi. E su questo noi chiediamo un confronto a tutte le forze del centrosinistra».

Quali?

«Da Azione a Buongiorno Livorno. Tutte quelle che si riconoscono nel centrosinistra. Non abbiamo pregiudiziali nei confronti di nessuno».

Faccia nomi e cognomi: scriverete anche al Movimento 5 Stelle?

«Sì: Movimento 5 Stelle, Buongiorno, Italia Viva, Azione, anche Potere al Popolo, e ovviamente Sinistra Italiana, socialisti, +Europa, che fanno già parte della coalizione delle politiche. Da oggi chiederemo un incontro a tutti. Abbiamo preparato una lettera proprio partendo dal quadro che emerge dalle ultime amministrative e dalla necessità di misurarsi sul futuro della città. Vogliamo proporre di sfruttare il tempo che abbiamo da qui a dicembre per un confronto su alcune questioni che riguardano Livorno. Io ne metto sul piatto tre. Il lavoro: facciamo una riflessione insieme sul modello di sviluppo della città, che è molto legato alle infrastrutture, alla portualità, alla logistica, ma che si dovrà misurare anche con le grandi trasformazioni della transizione ecologica. Poi la sanità: mettendo da parte il tema dell’ospedale nuovo, quale sanità pubblica vogliamo valorizzare nella nostra realtà, quali contenuti vogliamo mantenere o mettere nel presidio ospedalieri. E l’emergenza abitativa: il problema si può ripresentare con forza nei prossimi mesi se si va a vedere il dato dell’occupazione, dell’inflazione, il caro mutui. Insieme che tipo di risposte possiamo dare?»

Sono temi su cui spera davvero di poter costruire un’alleanza?

«Sono temi che riguardano la città sui quali dobbiamo misurarci tutti ed eventualmente costruire un’alleanza».

Scusi però, siamo realistici. Sulla Darsena Europa Bl ha presentato anche un’osservazione al ministero con la sinistra pisana. Sull’ospedale la posizione di Bl e M5S è nota e diversa da quella del Pd. Sul Piano strutturale e sulla nuova area industriale al Puntone del Vallino state già litigando. Come pensate di poter mettere in piedi un dialogo quando vi fate la guerra tutti i giorni?

«Il fatto di vivere questa fase di governo noi come maggioranza e loro come opposizione non aiuta, ci costringe a misurarci con la quotidianità. Ma lo sforzo che vogliamo chiedere per arginare le destre è per un confronto sul futuro. Darsena Europa e ospedale nuovo per noi sono elementi fondamentali per lo sviluppo, sono scelte che stanno ormai nel corpo della città. Proviamo a fare una discussione su quello che c’è dietro, discutiamo di quale sanità pubblica, di quale modello di sviluppo. Su questo proviamo a trovare elementi di convergenza».

Mi sta dicendo che state superando gli anni di Nogarin? È la prima volta che fate un passo ufficiale a Livorno verso il M5S, o sbaglio?

«Sì, è la prima volta. Certo questa città ha una sua storia, nessuno pensa di cancellarla. Ma di fronte alla fase che dobbiamo affrontare, dobbiamo avere il coraggio di guardare al futuro».

A Pisa, però, non è stata felice l’alleanza coi pentastellati, che tra l’altro si sono fermati al 3 per cento: la destra ha rivinto.

«Il problema vero del centrosinistra in Toscana è in generale una coalizione poco strutturata. Nelle diverse esperienze elettorali, se si guarda a città come Pisa, Siena o Massa, è cambiata la connotazione del centrosinistra in questi dieci anni, mentre la destra rimane sempre costruita sugli stessi tre partiti. Poi magari cambia la guida politica, ma la struttura resta la stessa. Invece le varie formule adottate nei diversi comuni non hanno dato risultati positivi per il centrosinistra. Vuol dire che serve anche a noi in Toscana una coalizione più strutturata. Perché non fanno vincere le formule, conta avere programmi credibili e proposte concrete sulle quali far vivere i progetti».

Senta ma quanto vi fanno paura le destre? Teme che possano vincere questa volta a Livorno?

«Sono arrivati alle porte di Livorno, vedendo le ultime politiche di settembre. Il centrosinistra ha dimostrato in quel momento di essere avanti, però è un dato che non si può dare per scontato: anche a Pisa alle politiche il Pd e il M5S messi insieme erano largamente maggioritari, invece alle amministrative ha vinto la destra. A maggior ragione, quindi, quello che conta è il progetto, la credibilità, il rapporto con la città».

Il consiglio comunale ha iniziato a discutere l’atto più importante di questi cinque anni: la variante al Piano strutturale e il nuovo Piano operativo. M5S e Bl lo hanno definito “il sacco di Livorno”.

«Più che il sacco di Livorno, nella loro conferenza stampa ho sentito un sacco di se e di ma, tante incertezze. In commissione il percorso sulla manovra urbanistica è appena iniziato, hanno posto una pregiudiziale senza ascoltare tutto».

Ma il Pd condivide la manovra o no? Lei, per esempio, cosa pensa della nuova area industriale al Puntone del Vallino?

«Non ci sono spazi nella città, quello era stato sbianchettato dai 5 Stelle. Solo altri tre elementi possiamo prendere in considerazione: recuperare alcune aree industriali, e su questo c’è un lavoro significativo sulle ex Ceramiche industriali e sulla ex Trw; andare a cercare piccole nuove aree per attività produttive; ragionare con il Comune di Collesalvetti e con la Regione sulle aree dell’Interporto. Poi devo dire che siamo sorpresi che forze di sinistra esprimano un giudizio negativo sulla possibilità di pianificare nel perimetro della città possibili risposte per l’emergenza abitativa».

L’assessora all’urbanistica Silvia Viviani è stata chiamata nel comitato dei saggi di Emiliano Fossi, e Francesco Gazzetti è entrato nella nuova segreteria regionale del Pd. Se lo aspettava?

«L’ingresso di Francesco Gazzetti è riconoscimento del partito di Livorno, è il nostro più alto esponente nelle istituzioni, dà forza al nostro territorio. Silvia Viviani è estremamente competente in materia di urbanistica».

Mi conferma che Luca Salvetti sarà il vostro candidato? Perché su questo M5S e Bl hanno posto condizioni, dicono no.

«Luca Salvetti è il nostro sindaco e lavoriamo perché si possa dare continuità all’esperienza, con l’obiettivo di allargare il più possibile il consenso intorno a questo percorso. Però penso che ora non sia il momento dei nomi o delle condizioni. È il momento del confronto. Poi gli obiettivi del Pd sono chiari».

Comunque il sindaco le primarie non le vuole fare, lo ha già detto.

«Il tema delle primarie non mi appassiona, non cambia di una virgola la vita dei livornesi. Quello che so e che possiamo dare per certo è che c’è un percorso regionale in costruzione, nel 2024 si voterà anche a Firenze, Prato Empoli dove non c’è il sindaco al primo mandato. Stando dentro a questo percorso vedremo come affrontare il tema. Ma le alleanze e i progetti non si costruiscono su questo». l

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