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Livorno

Urbanistica e polemiche

Piano operativo, l'attacco di M5S e Buongiorno: «È il sacco di Livorno, così viene cementificata la città»

di Juna Goti
Piano operativo, l'attacco di M5S e Buongiorno: «È il sacco di Livorno, così viene cementificata la città»

Sotto tiro anche la variante al piano strutturale: «Il perimetro si allarga di 133 ettari». Ecco tutte le critiche delle due capogruppo

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LIVORNO. Era il 7 aprile del 2019, ultimo vero passaggio amministrativo prima delle elezioni: in un consiglio comunale mezzo vuoto, con le opposizioni uscite dall’aula, il Movimento 5 Stelle di Filippo Nogarin approvò in extremis il nuovo Piano strutturale, la bibbia urbanistica della città. Allora andò in scena una battaglia tra forze politiche. Che oggi, a un anno da nuove elezioni, si riaccende. Sui banchi dei consiglieri comunali sta infatti entrando nel vivo la discussione sul nuovo Piano operativo di Livorno e sulla variante al Piano strutturale varato nel 2019, quello appunto voluto dai 5 Stelle. E la capogruppo Stella Sorgente, seduta di fronte ai giornalisti insieme a Valentina Barale di Buongiorno Livorno, parte subito durissima: «Questo di fatto è un nuovo Piano strutturale che per noi è il sacco di Livorno, tanto è lo scempio che porta con sé». «È un piano inaccettabile e pericoloso – rincara – perché si va ad ampliare il perimetro del territorio urbanizzato di ben 133 ettari, che equivalgono a un milione e 330mila metri quadri di nuove superfici potenzialmente cementificabili, circa 220 campi di calcio. Così, mentre il M5S aveva cercato di porre un freno a nuove edificazioni, qui si torna ai santi vecchi, a cementificare come se non ci fosse stata neanche l’alluvione». Accuse che poco dopo, da Roma, l’assessora all’urbanistica Silvia Viviani bollerà come «mistificazione».

«Ma questi numeri che sono negli atti – aggiunge intanto Barale alla vigilia della discussione prevista stamani in commissione – sono preoccupanti ed entrano in collisione con quella città sostenibile e con quel bilanciamento tra nuove costruzioni e desigillazione dei suoli annunciati dal sindaco anche pochi giorni fa».

La prima decisione urbanistica contestata dalle due capogruppo è la grande area industriale che, come anticipato dal Tirreno nell’aprile scorso, è prevista dal nuovo piano nella zona del Puntone del Vallino, tra Vallin Buio e Pian di Rota. «Si parla – riprende la parola Sorgente – di 123.500 metri quadri di nuove edificazioni in un’area di circa 160mila metri che diventerà per insediamenti industriali. Ricordo che poco distante c’è il rio Ugione che nel 2017 allagò l’Eni». E Barale: «Perché fare questo se c’è già un’area come il Picchianti dove non si riescono a far partire le attività industriali e dove anzi c’è una ritirata? È contraddittorio». Ancora Sorgente: «Forse ne hanno bisogno per attività nocive? In passato il Movimento 5 Stelle bloccò già un piano di iniziativa privata molto contestato dai comitati e da Vertenza Livorno». Poi Barale: «Non vorremmo ci fosse un disegno per il trasferimento di Ireos, non sarebbe la soluzione».

In termini urbanistici non sarebbe l’unico sforamento della Variante: «Nell’area delle Sughere e della Padula si parla di migliaia di metri quadri che passeranno da destinazione rurale a edilizia residenziale pubblica o sociale (per esempio case a canone concordato, ndr) e siamo vicino al rio Cigna».

È a questo punto che evidenziano che con la manovra urbanistica «entreranno nel perimetro del territorio urbanizzato anche aree come il “bosco dei consigli” alla Scopaia, un’uliveta in fondo a via San Marino (questo terreno è altro da quello della futura palestra, ndr), altre aree tra via delle Fontanelle e via Grotta delle Fate, in Collinaia nella zona di via Guelfi vicinissimo al rio Ardenza, a Montenero a macchia di leopardo, anche un pezzo di rocce e falesie in zona Maroccone o in via della Valle Benedetta, vicino alla Cheddite». «Dei 133 ettari che entreranno a fare parte del perimetro urbanizzato – aggiungono – il 50 per cento è costituito da aree già edificate, ma il 50 per cento da aree rurali, naturali o semi naturali. Siamo preoccupati e indignati. No al consumo di suolo? Saldo zero? Non è vero. L’unica cosa che tolgono dal piano sono 67mila metri quadri di aree commerciali».


 

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