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Livorno, l’assessora Viviani e le critiche al piano opertivo: «Abbiamo trovato aree per lo sviluppo industriale»

di Juna Goti
Livorno, l’assessora Viviani e le critiche al piano opertivo: «Abbiamo trovato aree per lo sviluppo industriale»

Risponde a tono da Roma l’assessora all’urbanistica: «Nessuna urbanizzazione selvaggia». E spiega quali attività andranno al Puntone del Vallino

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LIOVRNO. «Il sacco di Livorno? Manco per niente. Rifiutiamo questa definizione che è esageratamente scenica per fare colpo e che niente ha a che vedere con la variante al Piano strutturale che contiene strategie di sviluppo per la città che erano del tutto assenti nel piano del 2019». Risponde a tono da Roma l’assessora all’urbanistica Silvia Viviani.

Lo fa guardando a due punti. Il primo: «L’ampliamento del territorio urbanizzato non equivale a una potenzialità edificatoria tout court. Insomma, inserire nuove aree non vuol dire urbanizzarle. Anche un prato può stare nel territorio urbanizzato, fa parte della città. Se c’è un bosco, bosco rimarrà». Allora perché questa operazione? «Gli uffici hanno fatto una ricognizione puntuale. Ci sono aree che potrebbero vedere piccoli completamenti o interventi pubblici. Intanto non parliamo di 133 ettari, perché per metà sono già edificati ed è stato un errore non inserirli prima. Per il resto si parla soprattutto di rivisitazione dei perimetri in modo che abbiano una logica». «Noi allarghiamo il perimetro – controbatte poi – ma abbassiamo la potenzialità edificatoria. Complessivamente (tra residenziale, sociale, commerciale, ricettivo, direzionale) nel piano del 2019 la nuova edificazione era di un milione e 59mila metri quadri, ora scende a un milione e 35mila. Non si mistifichi».

La grande differenza tra il vecchio e il nuovo piano, dice la stessa Viviani, ruota proprio intorno al Puntone del Vallino: «Fuori dal tessuto urbanizzato loro avevano previsto di costruire zero, noi circa 120mila metri quadri, soprattutto in quell’area. L’amministrazione comunale lo ha proposto alla Regione con una conferenza di pianificazione. Perché Livorno è una città industriale che ha bisogno anche di dare risposte alle imprese. E le aree non ci sono. Il Picchianti non basta, no. Lo sa che è venuto un imprenditore a chiederci 6mila metri per fare bici elettriche e abbiamo dovuto rispondere che non ci sono aree? Ci sono attività che hanno bisogno di suolo libero». «Io non so nemmeno – controbatte a domanda – di chi sono le proprietà e non mi interessa. Le dico che negli strumenti urbanistici inseriremo la previsione, se poi nei cinque anni successivi non dovessero essere approvati i piani attuativi, decadrà».

Ma quali attività andranno al Puntone del Vallino? «Non ci andranno attività nocive – risponde – si parla di aree produttive che devono essere ecologicamente attrezzate». «I 5 Stelle – controbatte anche l’assessore al lavoro Gianfranco Simoncini – avevano azzerato tutto. A Vallin Buio ci sono attività a destra e a sinistra, aggiungiamo spazi dove si possono insediare le imprese. Ci siamo stancati di rispondere che non abbiamo aree».l
 

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