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Livorno, le banche verso l’ok al piano: in vendita tutti i beni di Spil, a cominciare dall'ex Odeon
La società ha accumulato oltre 27 milioni di euro di debiti. L'assessore: «Questo significa che i beni sono in grado di coprire il debito. In passato è già stato ceduto 20% della Paduletta»
LIVORNO. Mancherebbe solo l’ultimo ok, da parte di una delle banche coinvolte, per dare il via libera all’operazione di liquidazione di Spil, la società partecipata al 61% dal Comune di Livorno e oggi travolta da oltre 27 milioni di euro di debiti. Molti dei quali accumulati per la scellerata operazione dell’ex cinema Odeon trasformato in un parcheggio.
Ad annunciarlo l’assessore allo sviluppo economico del Comune di Livorno Gianfranco Simoncini a margine della conferenza stampa di bilancio al termine del quarto anno di mandato della giunta guidata da Luca Salvetti e ribattezzata dallo stesso sindaco “Il quarto vien da sé”.
«Con Spil – ammette Simoncini – avevamo trovato una situazione di grande sofferenza. E il piano di ristrutturazione del debito che avevamo pianificato ha incontrato difficoltà perché nei due anni e mezzo del Covid il mercato immobiliare è rimasto bloccato. Adesso in discussione con le banche c’è un nuovo piano di ristrutturazione che pare sia sul punto di essere approvato e prevede la vendita di tutti i beni (si parla di asset ndr) a cominciare dall’ex cinema Odeon, le aree intorno al centro intermodale, ma anche alcuni immobili, abitazioni e magazzini importanti».
Soldi che, nel momento in cui saranno incassati, serviranno coprire i circa 27 milioni di euro di debiti che la società ha accumulato in questi anni. I numeri dati nell’ultima commissione del consiglio comunale che risale alla fine di marzo e che fotografano la situazione dei conti della società, sono in effetti inquietanti. Al 31 dicembre 2022 Spil presentava debiti verso le banche per 24 milioni e 206mila euro, più altri 3,6 milioni per debiti diversi, per esempio l’Imu non versata o il milione e 300mila euro che il giudice ha riconosciuto alla Camera di Commercio quando a suo tempo ha deciso di uscire da Spil.
È bene ricordare che nella società figurano anche Provincia, Comune di Colle, Monte dei Paschi e Banco Popolare, ma le banche hanno ceduto i loro crediti ad altri soggetti, come Illimity e Amco, partecipata dal ministero. «Questo – prosegue Simonicni – significa comunque che i beni sono in grado di coprire il debito. In passato è già stato ceduto 20% della Paduletta».
L’assessore parlando di Spil ricorda anche il destino diverso di altre due società partecipate: Aamps e Liri. «Per Aamps abbiamo chiuso il concordato in anticipo diventando il maggiore azionista di Reteambiente, per Liri invece porteremo nell’ultimo consiglio comunale di fine giugno l’atto per chiudere la vicenda del finanziamento attivato al momento della nascita. A quel punto – conclude – il patrimonio Liri, vale a dire tutta la rete idrica e del gas tornerà di proprietà dell’amministrazione comunale e la società sarà chiusa».
Costituita nel 2003 – si legge sul sito dell’amministrazione – la società è proprietaria delle reti del servizio idrico e del gas e gestiva per conto del Comune, le farmacie sul territorio comunale. La società è in liquidazione dal 6 agosto 2014.
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