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Livorno, appena sgomberati dalle Sorgenti rioccupano una casa popolare vicino alla stazione
L’alloggio in via Baroni: la famiglia, dopo lo sfratto, aveva usufruito dell’ospitalità in un hotel a spese del Comune
LIVORNO. La polizia municipale li ha sgomberati da un alloggio popolare che stavano occupando in via del Corallo, alle Sorgenti. Ma dopo pochi giorni – il tempo di sfruttare l’ospitalità di un albergo del centro, a spese dell’amministrazione, in attesa di trovare una sistemazione definitiva – una nuova casa l’hanno trovata davvero, invadendo un altro appartamento di Casalp, stavolta nella zona della stazione ferroviaria, in via Baroni.
Il condominio
Non c’è pace per il patrimonio pubblico cittadino, con una famiglia – padre, mamma e due figli piccoli – che evidentemente, senza guadagni e possibilità di fare altrimenti, ha deciso nuovamente di sfondare un’abitazione, in quel momento vuota, per andarci a vivere. Il condominio è quello di via Padre Nicola Baroni 30, all’angolo con via Bengasi, abitato da dieci famiglie: quasi tutti livornesi e parecchie anziane. L’immobile disabitato era al piano terra e dall’esterno fra l’altro non ci sono neanche più i segni dello sfondamento e tutto sembrerebbe a norma. «Abbiamo saputo – dice una vicina, chiedendo l’anonimato – e non è giusto che mentre le persone pagano, qui si occupi abusivamente».
Comune informato
Il Comune, naturalmente, è stato informato della vicenda. La polizia municipale, proprio su quell’appartamento, era riuscita a sventare diversi tentativi di occupazione, ma non l’ultimo. La famiglia in questione, con il padre, proprio nei giorni successivi allo sgombero di via del Corallo aveva protestato davanti a palazzo civico. L’uomo, fra l’altro, a quanto pare in quei giorni aveva anche trovato un impiego, ma nei giorni dopo il suo presidio davanti al municipio lo avrebbe perso.
Nuova ordinanza
Gli agenti locali stanno già predisponendo i nuovi atti per un’altra ordinanza di sgombero, che verrà calendarizzata dopo l’estate. «Purtroppo alcune persone, anche per problemi oggettivi a trovare alternative – spiegano dal Comune – non desistono da queste condotte se non dopo una serie di interventi».
Le occupazioni
A Livorno restano «poco meno di 60 occupazioni su poco più di seimila alloggi – spiegano ancora dal Comune – Una situazione imparagonabile rispetto al passato. In due anni sono stati recuperati 150 abitazioni e dall’inizio del mandato 180 (considerando che gli uffici hanno avuto 18 mesi di blocco per il Covid ndr)». Numeri imparagonabili in passato, «quando al massimo si facevano 25 interventi l’anno (nel 2022 l’ufficio casa e la municipale ne hanno eseguiti 89)»
Luglio di sfratti
Gli sgomberi continueranno anche quest’estate, con luglio che sarà il mese clou. Le varie forze dell’ordine, infatti, solo sul cosiddetto “libero mercato” – le abitazioni occupate, ma di proprietà privata – prevedono di farne 36 in 20 giorni. Dal punto di vista degli alloggi popolari, invece, il problema sono quelli vuoti. Pochi a Livorno rispetto ad altre città paragonabili come numero abitanti, ma sempre troppi per il Comune. Il livello ottimale di esercizio ha dato un indirizzo molto forte all’istituto provinciale che le gestisce, con un contributo straordinario di sei milioni di euro in due anni. L’obiettivo è infatti quello di invertire la tendenza, di assegnare le abitazioni pubbliche a chi è in lista e regolarmente ha fatto domanda per andarci ad abitare. E parallelamente, l’intenzione, è ovviamente quella di liberare quello occupate abusivamente.
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