Il Tirreno

Livorno

La polemica

Piscina Camalich, l'affondo di Perini: «Nelle corsie nuotatori tutti “appiccicati” come branzini a Orbetello»

Alessandro Perini
◗
Alessandro Perini

Secondo il consigliere comunale di Fratelli d'Italia «bene il centro federale, ma la vasca non deve diventare di proprietà degli agonisti»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Non solo i problemi strutturali, ora emerge anche la scontentezza sulla gestione e la fruibilità della Camalich da parte degli utenti paganti. Dopo aver presentato già un’interrogazione, chiederò al Comune anche la documentazione relativa alle modalità con cui il gestore si è impegnato ad erogare il servizio pubblico».

A scriverlo, dopo l’articolo pubblicato ieri dal Tirreno sul timore di alcuni nuotatori amatoriali sul mantenimento di un servizio ottimale alla Camalich dopo che verrà attuato il centro federale, è il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Alessandro Perini. Il politico livornese si concentra sulle parole del presidente di Livorno Aquatics Stefano Franceschi, a capo della società che gestisce l’impianto pubblico in concessione da palazzo civico, non convincenti a suo parere sulla bontà del futuro progetto del centro federale che consentirà alla struttura di via Allende una cogestione Comune-Federazione italiana nuoto che permetterà risparmi energetici dell’ente pubblico locale, non più solo a fronteggiare spese sempre più alte a detta dello stesso sportivo labronico.

«A detta di Stefano Franceschi, che gestisce le piscine comunali di Livorno – prosegue infatti Perini – con la nascita del centro federale “non cambierà nulla” per gli utenti. Per noi di Fratelli d’Italia il centro federale si può fare a patto che sia garantito spazio adeguato anche a chi pratica il nuoto non agonistico. La piscina è comunale e, in quanto tale, è stata pagata e finanziata dai livornesi, non dai campioni. Così non è pensabile che la struttura venga regalata a chicchessia, per trasformala in una sua personale scuola di nuoto degna di essere frequentata solo dai “campioni olimpici”. Le promesse del gestore non ci bastano. Lo stesso ha recentemente mistificato la realtà delle piscine, dicendo che grazie al sindaco sono un fiore all’occhiello nazionale. In realtà cascano a pezzi e questa sviolinata politica è stata smentita dalla testimonianza del padre del bambino rimasto ferito nel crollo del soffitto delle docce».

«Allo stesso modo – prosegue il consigliere comunale qualche mese fa passato dalla Lega a Fratelli d’Italia – Franceschi è smentito quando promette che per il nuoto libero non cambierà nulla. In realtà lo schiacciamento del nuoto libero c’è già stato. Rispetto alle gestioni passate, il nuoto libero ha già perso spazio. Nella piscina Camalich (quella da 50 metri) sono rimaste solo due corsie: una per anziani e riabilitazione, l’altra per tutti quelli che, al di là delle loro capacità, in qualche modo nuotano. In quest’ultima corsi c’è di tutto: chi usa le pinne, chi la tavoletta, chi va veloce, chi va piano. Tutti appiccicati “come i branzini negli allevamenti di Orbetello”, mi riferiscono gli utenti. E che nella piscina Camalich non ci sia più spazio per gli essere umani, ma solo per i campioni, trova indirettamente conferma anche nelle parole del gestore che, sempre a Il Tirreno, ha dichiarato che “gli agonisti già si allenano alla Camalich”. Non funziona così. Nelle piscine comunali deve esserci spazio per tutti e anche chi non farà la storia del nuoto mondiale merita attenzione». l

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web