Gioco
Al Cecioni di Livorno cinque aule prefabbricate: pronte per settembre in cortile
È l’ipotesi più accreditata per rispondere alla carenza di spazi del liceo. Ecco le soluzioni in campo per assegnare i locali della Gherardesca
LIVORNO. Cinque aule-prefabbricate, che in gergo si chiamano moduli. Per una capienza di circa 140 ragazzi. Saranno piazzate nello spazio esterno del cortile del liceo Cecioni per garantire gli spazi sufficienti a tutti gli iscritti dell’istituto cittadino, che si conferma come prima forza della città in quanto a matricole e a famiglie che lo hanno scelto. La soluzione provvisoria che permetterebbe alla scuola guidata dalla dirigente Manuela Mariani di “sistemare” la necessità di ulteriori aule, non è ancora ufficiale. Ma sembra l’ipotesi più accredita verso la quale andrà, a settembre, il liceo che ha registrato ben 476 richieste di iscrizione alle classi prime. Quel che è certo è che la Provincia da mesi è al lavoro, a studiare numeri, spazi e richieste dei singoli dirigenti, al fine di garantire un anno scolastico adeguato, nell’interesse degli studenti e della didattica.
Quella delle aule prefabbricate rappresenta una soluzione alternativa rispetto a quanto detto nei mesi scorsi: a inizio anno più volte era stato annunciato che il liceo Cecioni avrebbe potuto disporre dei vicini spazi (otto nello specifico) che la Provincia avrebbe “sistemato” e reso utilizzabili. Quei locali a settembre ci saranno, i lavori necessari si faranno d’estate e Palazzo Granducale garantisce che da inizio anno saranno messi a disposizione degli istituti superiori della città, in base alle necessità che emergono.
Non più del liceo di via Galilei, però, per il quale si ipotizza l’alternativa delle aule prefabbricate nel giardino della scuola. Moduli che, tra l’altro, hanno un costo di affitto annuo di circa 12mila euro l’uno. Ad oggi il Cecioni, con oltre duemila studenti, si divide tra la sede di via Galilei, le aule “ospitate” nel confinante Geometri Buontalenti ed altre collocate in uno degli edifici del vicino Itis Galilei, sempre guidato dalla dirigente Mariani.
Da settembre si aggiungeranno le 5 aule prefabbricate, per risolvere il problema degli spazi rispetto al mare di neo iscrizioni. Gli studenti delle quinte che escono, infatti, sono meno dei ragazzi che entrano: 308 contro 467.
Accantonata per il liceo Cecioni l’ipotesi Gherardesca, la Provincia sta lavorando anche in questa direzione. Per mettere a servizio quei locali per altre scuole superiori cittadine che ne abbiano bisogno. E contando che in quel bellissimo palazzo storico ottocentesco di proprietà di Palazzo Granducale c’è anche il prestigioso istituto musicale Mascagni, diventato conservatorio, viene da pensare che ci potrebbero essere delle affinità con il liceo Niccolini Palli e i suoi indirizzi Coreutico e Musicale. Si andrebbe a creare un ponte naturale tra studenti con ambizioni artistiche e la vicina università della musica. Sicuramente già la ex presidente della Provincia, Marida Bessi, aveva un grande sogno: quello di trasformare il complesso Della Gherardesca in un polo scolastico.
Obiettivo che ha sempre caldeggiato anche il numero 2, Pietro Caruso e, in continuità, la neo presidente Sandra Scarpellini. Ad oggi, comunque, da quei 55mila metri quadri totali della villa costruita nell’Ottocento per ospitare le persone più povere della città e diventato negli anni anche set di diversi film è già stato spostato Istoreco, che oggi si trova nella villa del Presidente. Gli uffici regionali per adesso sono ancora al complesso di via Galilei, così l’Ufficio scolastico provinciale rimane dove è (sarà una delle anime del polo scolastico). Per l’Arti (Agenzia regionale toscana per l’impiego) ancora non c’è una collocazione futura. E se le prospettive del Cecioni, per l’inizio dell’anno scolastico, sembrano delinearsi: è d’obbligo aspettare l’ufficialità da parte della Provincia.
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