Gioco
Bachini, un calcio alla squalifica. «Un nuovo inizio, voglio allenare»
La procura dopo 17 anni ha cancellato la radiazione per i casi di doping all’ex calciatore livornese di Juventus, Udinese e Brescia
LIVORNO. «È una liberazione. Non trovo altre parole per descrivere questo momento». Jonathan Bachini non ci gira intorno e va dritto al punto. Dritto alla notizia che dopo diciassette anni cambia la sua vita e gli regala quella seconda possibilità che aspettava da tanto, troppo tempo. La Procura nazionale antidoping del Coni, infatti, ha accolto la sua istanza di revisione della sentenza di radiazione a vita presentata a gennaio, in conseguenza del cambio di normativa in merito: oggi le sanzioni sono più leggere e dunque la squalifica di Bachini è stata considerata già terminata. Il livornese, che in carriera ha vestito maglie importanti come quelle di Udinese, Juventus e Brescia, toccando pure la Nazionale maggiore, era stato squalificato nel 2006 dalla Commissione disciplinare della Lega professionisti per recidiva nell’uso di cocaina, decisione confermata dalla Commissione di Appello Federale della Figc, dopo che negli anni precedenti aveva avuto già uno stop di nove mesi. Adesso, a poche ore dal suo 48esimo compleanno (compiuto il 5 giugno) , l’inizio di un nuovo capitolo della sua vita.
«È stata un’emozione forte per una notizia in cui sinceramente ormai credevo poco – spiega l’ex calciatore -. Dopo tre tentativi rigettati dalla Federazione non avevo grande fiducia. Chi invece ci ha creduto tantissimo e ha fatto un lavoro eccezionale è stato il mio avvocato Anna Maria De Mattei, di Brescia. L’artefice di tutto questo è lei e non smetterò mai di ringraziarla per questo».
Appena saputo la notizia, ha ripensato a questi diciassette anni?
«A dir la verità, no. Nel momento in cui ho ricevuto la notizia non ho pensato ad altro, finalmente mi sono sentito libero. Ho sempre detto che per quello che ho fatto era giusto che pagassi, ma non in questo modo, con la radiazione, e soprattutto per così tanto tempo».
Rispetto al 2006 chi è Jonathan Bachini?
«A livello caratteriale sono lo stesso. Non ho mai fatto pesare il fatto di essere calciatore anche quando lo ero, ho sempre cercato di rimanere umile. In questo tempo sono maturato e con la testa di ora sicuramente non avrei commesso certi errori. Avrei finito la carriera in modo diverso, in linea con quello che con tanto sacrificio mi ero conquistato all’inizio del mio percorso. Di sicuro il rimpianto per come è andata ce l’ho».
E adesso cosa ha in mente?
«Lavoro, ma vorrei tornare nel calcio. Quello è il mio obiettivo, quello è il mio mondo e questa seconda possibilità è ciò che aspettavo da anni. Voglio riprendermi il tempo che ho perso e prendere i patentini per allenare. Non è detto che un buon giocatore debba essere per forza un buon allenatore, ma anche come osservatore o talent scout voglio tornare nel mondo del pallone. La prima parola che ho detto da piccolo è “palla”, penso che basti per descrivere la mia passione (ride, ndr)».
Su Facebook non appena è uscita la notizia, tantissimi livornesi l’hanno condivisa con grande felicità. Che effetto le fa?
«Faccio una premessa: non ho né Facebook, né Whatsapp, nessun social, però tramite amici e conoscenti ho saputo che tanti sono stati felici di questa notizia e c’è stata una bella reazione. Mi fa solo che piacere, è ovvio«.
Dal mondo del calcio, sempre un ambiente particolare, le è arrivato qualche messaggio?
«È un mondo difficile, in cui non è semplice trovare grandi amici, ma anche perché capita spesso di cambiare squadra. Di sicuro è un mondo che ti manda dalle stelle alle stalle in un attimo. Dal chiederti gli autografi al non sapere neanche chi sei. I messaggi? Sì, mi ha scritto Edoardo Piovani, il team manager del Brescia, Alessandro Doga, i gemelli Filippini, tanta gente».
Ha giocato veramente con dei fuoriclasse, chi le è rimasto più impresso?
«È difficile nominarne solo alcuni ma aver giocato con e contro giocatori come Pirlo, Guardiola, Davids, Del Piero è stata una fortuna. Tutti mi hanno lasciato qualcosa, ma se devo sceglierne due che erano di un altro pianeta dico Zinedine Zidane e Roberto Baggio, campioni assoluti».
Su Facebook qualche amico ha scritto che adesso per lei inizia il secondo tempo. È d’accordo?
«Mi auguro anch’io che sia così. Voglio approcciarmi a questo nuovo capitolo con entusiasmo e tanta voglia di ricominciare. Non vedo l’ora».
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