Gioco
Livorno piange Bruno Caroti, ex bancario e presidente del Basket femminile
Storico dirigente, si è spento a 80 anni: era stato direttore della filiale di viale Ippolito Nievo della Banca commerciale italiana
LIVORNO. Dei suoi ragazzi non si perdeva né una partita, né un allenamento. Sempre alla palestra Lambruschini, il parquet della sua Basket Livorno, di cui era diventato il presidente. Livorno piange Bruno Caroti, storico dirigente della pallacanestro giovanile e in passato direttore della filiale di viale Ippolito Nievo della Banca commerciale italiana.
Caroti, proprio dopo la pensione, aveva trasformato quella sua grande passione sportiva in impegno dirigenziale, seguendo da vicino la società. Fino a pochi mesi fa era sempre sulle tribune, poi purtroppo un malessere lo ha costretto a stare lontano dal mondo del basket e due giorni fa, in ospedale, è morto a 80 anni. «Perdiamo una grande persona, mi dispiace tantissimo – commenta l’amico Massimo Faraoni, presidente del comitato regionale della Federazione italiana pallacanestro – Avevo sentito Bruno proprio tre giorni fa, era già ricoverato in ospedale, e dalla voce non avrei mai pensato a questo epilogo. Ha fatto un gran lavoro da presidente di Bf Livorno, dava tutto per i suoi ragazzi, seguendo ogni allenamento e ogni partita. Per loro lui c’era sempre, è stato un grande dirigente sportivo e mancherà veramente a tutti». Per il suo passato nel mondo della pallacanestro il Coni lo aveva anche premiato con la Stella di bronzo al merito sportivo.
Il funerale dell’ottantenne, la cui camera ardente è alla cappella mortuaria dell’ospedale in viale Vittorio Alfieri, verrà celebrato a cura delle onoranze funebri della Svs di via San Giovanni oggi alle 11. Poi ci sarà la cremazione. «Per me, un nonno gentile che mi ha sostenuto nel mio percorso di crescita – scrive ricordandolo Alessandro Andreotti – Come dimenticare tutte le domeniche in cui, dopo la partita del Livorno Basket, ce ne andavamo insieme a mangiare la pizza con mia mamma. O quella volta in cui raccogliemmo insieme, partendo da zero, più di 300.000 euro per permettere a una bambina di curarsi. Avevo solo 13 anni, a quei tempi. È passata una vita ma ricordo tutto come fosse ieri: le interviste per le televisioni, i giornali, pomeriggi interi al freddo fuori dal palazzetto dello sport a raccogliere fondi per quella bimba e la sua famiglia, il sito internet della banca che veniva aggiornato ogni 30 minuti con la somma raccolta, persone famose che donavano soldi e noi che ci stupivamo per il successo di quanto stavamo facendo e per i nomi dei vari personaggi che comparivano come donatori nell'estratto conto. Ricordo anche che Bruno era lì il giorno della mia maturità e che, usciti dall’orale, offrì da bere a me e mia mamma. Non mi vergogno di dire, anzi ne sono orgoglioso, che se ho potuto combinare qualcosa è stato anche merito suo: non solo perché mi ha aiutato quando non avevo soldi e avevo difficoltà a comprare i libri per la scuola, ma anche perché mi è stato vicino in tanti anni, quando ne avevo più bisogno, con la sua presenza». «Livornese, prima segretario della società Basket Livorno e poi presidente di Basket Femminile Livorno, lo ricordiamo da sempre appassionato di pallacanestro e persona sempre disponibile, in particolare verso i giovani atleti», scrive invece la Pielle. l
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