Toscana
Addio Bartalucci, uomo dei numeri. È stato un pilastro della Provincia di Livorno
Aveva 65 anni e dal 2015 era ragioniere capo al Comune di Viareggio. Faceva parte dell’associazione cattolica del “Cristo re”: «Da sempre uno di noi»
VIAREGGIO. Addio all’uomo dei numeri, questo era per lavoro il ragioniere capo, prima alla provincia di Livorno e poi al Comune di Viareggio, Alberto Bartalucci. Ma era anche all’uomo profondamente religioso, membro attivo della comunità della associazione livornese “Cristo Re” che fa capo all’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote. Bartalucci è scomparso domenica, a 65 anni, dopo una malattia che lo ha costretto a lasciare il lavoro al quale si dedicava con grande impegno, massima professionalità e gran senso del bene pubblico.
Entrato in provincia a Livorno nel dicembre 1997 come vice ragioniere capo, era poi diventato dirigente della Ragioneria generale dello stesso Ente. La presidente della Provincia, Sandra Scarpellini, lo ha ricordato così: «Ha svolto il suo ruolo, a volte ingrato, con rigore e fermezza, ma sempre con spirito di servizio e indiscussa professionalità».
Nel novembre 2015, attraverso il meccanismo della mobilità tra Enti, è arrivato a Viareggio nel ruolo di dirigente dell’Area economica e governance partecipate. Forse, all’epoca, il compito più difficile dopo quello del sindaco: si era appena insediata la prima Giunta Del Ghingaro e i conti da “governare” era quelli del dissesto dichiarato nel 2014.
«Siamo stati tanto tempo insieme, a lavorare, a fare conti, a far quadrare bilanci», è il ricordo di Del Ghingaro: «Con educazione e un sorrisetto a mezza bocca mi ha detto tanti no, quando osavo qualcosa di più di una granitica, a volte esagerata, prudenza amministrativa. Alberto è stato in questi anni il vero artefice di tutte le sistemazioni contabili, che hanno fatto uscire Viareggio dal dissesto, regalando nel contempo anni di ricchi investimenti. Da una voragine di debiti ha fatto trovare alla città una miniera di opportunità. Nessuno se ne deve prendere il merito perché è davvero in gran parte suo. Gli ho voluto bene fino che, compito, si è presentato al lavoro. E gliene voglio ancora di più oggi per l’esempio che ci ha dato nell’affrontare con fede e serenità un avversario che sapeva essere più forte e crudele di lui. Non era preoccupato per se stesso, ma per la sua famiglia, che ha protetto fino all’ultimo, senza risparmiarsi. Così come si è preso cura dei suoi cari lo ha fatto col suo lavoro, sempre, con un’attenzione professionale quasi affettuosa. Esistono ancora gli uomini delle Istituzioni e Alberto Bartalucci è stato uno di questi. Onore a lui».
Sono parole intense anche quelle sulla pagina Facebook della associazione “Cristo re” di Livorno: «Alberto è sempre stato con noi, uno di noi. Ponderatamente riservato prima, generosissimo e preziosissimo poi, è stato una colonna portante di tutti quei legami umani di cristiana amicizia che tra noi si sono sviluppati e consolidati: all’apertura dell’Apostolato dell’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote alla Villa del Sacro Cuore, alle pendici del colle di Montenero, così caro alla Santa Vergine, era presente coi i suoi figli allora piccoli. E che dono speciale ci ha partecipato, incoraggiando il figlio Giulio a servir Messa e le figlie Maria Chiara e Caterina a frequentare assiduamente la forma straordinaria della Santa Messa e dei Sacramenti». I funerali di Bartalucci – che oltre ai figli lascia la moglie Alessandra, si celebrano oggi, alle 15,30 nella chiesa di San Sebastiano.
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