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Carabinieri, è il giorno della festa a Livorno: «In un anno 334 denunce per furti»

Stefano Taglione
Una delle ultime feste dei carabinieri a Livorno (foto d'archivio)
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Una delle ultime feste dei carabinieri a Livorno (foto d'archivio)

L’Arma riepiloga i numeri degli ultimi 12 mesi, con la ricezione di 12.000 querele. Alle 18 del 5 giugno la cerimonia in viale Fabbricotti, saranno 33 i militari premiati

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LIVORNO. Trecentotrentaquattro denunce per furto e 34 arresti. Sono alcuni dei numeri resi noti dal comando provinciale dei carabinieri di Livorno in occasione della festa dell’Arma che si celebrerà oggi pomeriggio, alle 18, nel cortile della caserma di viale Fabbricotti. Le cifre – che riguardano l’intero territorio labronico, dall’Elba a Collesalvetti – sono relative all’anno scorso e ai primi mesi del 2023 e risultano in netto aumento rispetto al periodo precedente, quando le denunce furono 188 e le persone finite in manette 18.

Quattro omicidi

«L’anno in corso – riepilogano i militari – è stato funestato da ben quattro omicidi, avvenuti in contesto familiare o tra conoscenti, per i quali hanno proceduto i carabinieri del comando provinciale di Livorno, i cui presunti autori sono stati tutti assicurati alla giustizia». Fra le operazioni che l’Arma ricorda vi sono «il sequestro, avvenuto il 28 giugno del 2022, di oltre 500.000 euro di beni intestati a un italiano ritenuto appartenente alla ’ndrangheta, alla Cosca Gallace di Guardavalle (Catanzaro), accusato di diversi reati fra i quali estorsione e l’associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga»; l’arresto, il 18 luglio seguente, «di un cittadino albanese per il porto abusivo di un’arma clandestina di fabbricazione russa, una Tokarev TT-33 con caricatore inserito e nove colpi»; due ordinanze di custodia cautelare, e una denuncia, per usura ed estorsione ai danni di un libero professionista livornese, con un’operazione analoga avvenuta qualche settimana più tardi; infine «un’estorsione smascherata ai danni di un’azienda vitivinicola della provincia» e l’arresto, più recente, dell’aggressore degli scali Novi Lena che ha sferrato un pugno a un imprenditore originario del comune versiliese di Camaiore.

«Truffe e rapine in calo»

«Il fenomeno delle truffe, per quanto insidioso e presente in provincia, ha continuato a far registrare un calo significativo nei confronti dei 12 mesi precedenti – spiegano dal comando di viale Fabbricotti – passando da 1.086 a 955, con una diminuzione del 12%, mentre sono 232 i presunti autori individuati e denunciati». Molteplici gli incontri organizzati in tutta la provincia dalle forze dell’ordine, 50 solo dall’Arma con mille persone coinvolte, in particolar modo anziani grazie alla collaborazione di diocesi e parrocchie, amministrazioni comunali e realtà del terzo settore. A fronte di «una diminuzione delle rapine, passate da 65 a 57 – riepilogano ancora i militari – sono stati assicurati alla giustizia 36 banditi a fronte di 24 del precedente periodo. Analogamente le estorsioni sono scese da 95 a 40, con un calo del 57%, ma i presunti estorsori individuati sono passati da 18 a 22». Ventisei cittadini, inoltre, sono stati scoperti nel percepire un reddito di cittadinanza non dovuto, con un recupero di 145.000 euro.

Violenza di genere

Massima attenzione sulle violenze di genere. «Sempre alta è l’attenzione sul tema – scrive l’Arma – con tre stanze dedicate all’ascolto delle vittime. L’attività di contrasto ha condotto l’Arma a operare quattro arresti in flagranza di reato». Oltre a questo i numeri parlano di 12 custodie cautelari in carcere, sette persone ai domiciliari, 18 ordini di allontanamento e divieto di avvicinamento alla persona offesa, tre obblighi e due divieti di dimora. «Per le violenze sessuali – proseguono i militari – ne sono state denunciate 19 negli ultimi 12 mesi, per le quali 13 sono state le persone denunciate e quattro quelle arrestate. Fra queste ricordiamo quella avvenuta la notte di Capodanno sull’Isola d’Elba», che ha portato i militari ad arrestare il trentasettenne di Procchio (Marciana) Alessandro Canovaro».

Tutti i numeri

Complessivamente, negli ultimi 12 mesi, le centrali operative dell’Arma hanno ricevuto circa 26.600 telefonate, dalle richieste di informazioni agli interventi più urgenti e delicati e hanno presidiato il territorio con 20.500 servizi esterni, nel corso dei quali sono stati identificate 70.000 persone, 46.000 mezzi e 1.200 servizi di ordine pubblico con un impiego di 2.000 militari. Dodicimila le querele presentate nelle caserme, pari al 71% di tutte quelle giunte alle forze dell’ordine. La percentuale si alza al 74% prendendo in considerazione il numero dei delitti denunciati all’autorità giudiziaria: su un totale di oltre 14.500, quasi 11.000 sono stati perseguiti dai carabinieri. «Questi dati – conclude l’Arma – raccontano la quotidiana e incessante attività svolta dai carabinieri a Livorno».

I premiati

In occasione della festa, prevista alle 18 di oggi alla caserma “Generale Amico”, saranno premiati 33 militari. Dieci del nucleo investigativo con l’encomio semplice rilasciato dal comandante interregionale “Podgora” per aver condotto «un’articolata e complessa indagine che ha permesso di disarticolare un pericoloso sodalizio collegato alla ‘ndrangheta, dedito al traffico illecito delle sostanze stupefacenti e ai reati, finalizzati alla penetrazione nel tessuto imprenditoriale locale della criminalità organizzata. L’operazione si è poi conclusa con l’arresto di 15 persone, con il sequestro di ingenti quantitativi di cocaina e di beni mobili e immobili. Oltre a loro cinque colleghi dello stesso reparto per aver sgominato un traffico di droga. Poi due militari della stazione di Venturina Terme per aver «fatto desistere una persona da propositi suicidi mentre si sporgeva pericolosamente da un cavalcavia stradale». Undici, inoltre, della Seconda brigata mobile premiati con «vari riconoscimenti per operazioni compiute in Italia a all’estero, in contesti particolarmente delicati quali Iraq, Somalia e Niger, mettendo a disposizione il proprio bagaglio umano e professionale al servizio della cittadinanza e delle istituzioni». Fra questi quattro del Gis (il Gruppo di intervento speciale) per l’arresto di un latitante e cinque del Primo reggimento paracadutisti “Tuscania per aver «prestato soccorso durante il difficile periodo della pandemia da Covid, per aver contribuito a incrementare la sicurezza del contingente italiano dagli attacchi terroristici e per aver rianimato, liberi dal servizio, un uomo colto da malore». 

 

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