Il Tirreno

Livorno

Celebrazioni in caserma

Festa ai vigili del fuoco di Livorno per la pensione di Daniele Pellegrini: «Che emozione» - Video

Stefano Taglione
Daniele Pellegrini mentre saluta tutti
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Daniele Pellegrini mentre saluta tutti

Entrato il servizio nel '91, a Livorno dal 1995: «Ricordo quel giorno, ero felice come un bambino». All’Elba è intervenuto come caposquadra nell’esplosione di uno stabile: «Non lo dimenticherò mai»

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LIVORNO. «Ricordo quel giorno di 32 anni fa quando mi arruolai: ero felice come un bambino. Il lavoro di vigile del fuoco ti fa provare delle emozioni che altrimenti non potrai mai conoscere. La maggior parte delle situazioni sono positive, perché salvi le persone e tutto si conclude per il meglio, altre purtroppo sono tragiche e non vorresti mai che accadano».

Non trattiene l’emozione Daniele Pellegrini quando di fronte ad amici, parenti e colleghi viene stato salutato nel tripudio generale nel piazzale della caserma di via Campania. La grande festa ieri pomeriggio, nell’esatto istante in cui il capoturno provinciale del turno C dei vigili del fuoco di Livorno conclude la sua carriera professionale. «Avrei dovuto staccare a mezzanotte – racconta – ma siccome mi hanno invitato nei distaccamenti, ho finito prima. Non potevo mancare».

I suoi primi turni da “angelo in divisa” furono tragici. Mentre era al distaccamento pisano di Santa Croce, nella zona del Cuoio pisano, da giovane militare ancora senza esperienza intervenne nell’esplosione di una casa a Fucecchio, mentre quattro anni fa all’Elba da capoturno e quindi con alle spalle una consapevolezza senza precedenti ha coordinato i soccorso dopo la deflagrazione di una villetta a Portoferraio, dove morirono due persone. In quel momento, Pellegrini, nella caserma isolana era solo “in prestito”, visto che dal ’95 è una colonna della centrale labronica. Che ora, senza di lui, farà senz’altro un po’ più fatica. «Quando ero giovane – prosegue il neopensionato – avevo una ditta privata, lavoravo bene, e ho scelto di fare questo lavoro rinunciando all’altro. Un ambiente che fin da subito mi è piaciuto tantissimo, con i colleghi si è creata una bellissima famiglia. Non sono assolutamente pentito, rifarei questa scelta mille altre volte».

Innumerevoli gli interventi nazionali ai quali Pellegrini è stato chiamato insieme ai pompieri labronici. «Sono stato in Umbria per assistere la popolazione colpita dal terremoto – sottolinea – poi tre volte per la stessa ragione in Abruzzo, una a Modena, mentre a Genova e in Versilia sono intervenuto durante le terribili alluvioni. Avrei voluto dare una mano anche durante quella di Livorno, nel settembre del 2017, ma purtroppo ero malato e non ho potuto fare niente. Da casa scalpitavo, volevo assolutamente dare una mano ai miei concittadini alle prese con un disastro naturale senza precedenti». Le esperienze, Pellegrini, se le porta «dietro tutte». «Come fai a dimenticarle? Quelle brutte, quelle belle, sono sensazioni che rimarranno per sempre. All’Elba sono stato anche nei primi anni Novanta, quanti incendi abbiamo spento in quel periodo...». l
 

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