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«Eravamo stivati su una barca per 15»: Il racconto di un naufrago pachistano sbarcato a Livorno
Ha raggiunto il nostro porto con la nave "Humanity 1" dopo il salvataggio e quattro giorni di navigazione per 1.400 chilometri
Livorno «Ti dico che le nostre facce sorridono. Ma dentro siamo a pezzi». A parlare è Alex (è un nome di fantasia ndr) uno dei migranti a bordo della nave “Humanity 1” dell’omonima organizzazione non governativa tedesca mentre traduce le parole di un compagno di naufragio: «Eravamo sul ponte inferiore, la barca a bordo della quale siamo stati salvati era piccola – racconta – era per 15 persone, non per 80. Non si poteva nemmeno respirare ed era troppo freddo. Pioveva, il tempo era molto brutto e l’imbarcazione si muoveva male da una parte all’altra e abbiamo dovuto tenerla forte. Ci siamo coperti la faccia con le camicie, perché non volevamo vedere l’acqua. È stato molto spaventoso. Stavamo pregando e al mattino abbiamo visto la nave. Ora siamo qui».
A riportare il dialogo, avvenuto a bordo della nave umanitaria durante i 1.400 chilometri di viaggio, sono stati i volontari attraverso la pagina Facebook “Sos Humanity”. «Prima dello sbarco i sopravvissuti hanno ricevuto vestiti nuovi e controlli medici da parte delle autorità italiane – spiegano dalla ong tedesca – oltre a un ultimo spuntino del nostro equipaggio: biscotti sfornati a bordo di “Humanity 1”. Ci auguriamo che ricevano la protezione che cercano e meritano in Europa. Anche noi siamo grati. Il vostro sostegno ci permette di soccorrere coloro che altrimenti rischiano di essere respinti illegalmente in Libia o lasciati annegare nel pericoloso viaggio attraverso il Mediterraneo». l
S.T.
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