Il Tirreno

Livorno

Il caso

«Si è segnato ore mai lavorate»: indagato il comandante dei carabinieri del radiomobile di Cecina

di Stefano Taglione
«Si è segnato ore mai lavorate»: indagato il comandante dei carabinieri del radiomobile di Cecina

Il luogotenente, ormai ex responsabile dell’aliquota, è stato trasferito alla stazione Guardistallo. Ora è in ferie

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LIVORNO. Si sarebbe segnato diverse ore di straordinario. Mai lavorate, secondo l’accusa. Per questo il luogotenente dei carabinieri Francesco Loddeni – ormai ex comandante dell’aliquota radiomobile della Compagnia di Cecina – è indagato dalla procura militare per tentata truffa ai danni dello Stato. Sei giorni fa il militare cinquantenne ha ricevuto l’avviso di garanzia da parte della magistratura ed è stato trasferito dal reparto dove per anni ha lavorato alla stazione dell’Arma di Guardistallo, al confine fra le province di Livorno e Pisa, dove non svolgerà un ruolo di comando. Al momento, tuttavia, ha preso un mese di ferie, quindi non è ancora operativo nel nuovo incarico, che non lo vedrà più coordinare il pronto intervento cittadino della Compagnia di Cecina – che ha competenza anche sui territori di Rosignano Marittimo, Bibbona e Castagneto Carducci – come faceva finora.

Le indagini

Loddeni – che prima di passare all’aliquota radiomobile ha fatto parte della stazione di Cecina, città dove è conosciutissimo – è stato segnalato alla magistratura da un esposto (non è chiaro se firmato o anonimo) che ha dato poi il via agli accertamenti. Gli inquirenti hanno quindi iniziato a fare luce su quelle accuse, verificando ciò che veniva addebitato al luogotenente cecinese di origine siciliana. L’inchiesta, da parte della procura militare, è stata delegata sempre all’Arma: sono stati i colleghi del nucleo investigativo del comando provinciale a indagare sulle presunte ore di straordinario che l’appartenente ai carabinieri si sarebbe segnato a fine mese. Per il momento il fascicolo è in mano alla procura militare e non è ancora chiaro se sarà coinvolta anche quella ordinaria, nel caso quella di Livorno ovviamente. Sulla vicenda, in questa fase ancora iniziale delle indagini, nessun commento da parte del comando provinciale dei carabinieri, parte attiva nell’inchiesta, visto che ha ricevuto la delega dai magistrati per verificare se ciò che era riportato nell’esposto fosse vero.

Lo spostamento

Lunedì scorso Loddeni è venuto a conoscenza dell’indagine nei suoi confronti dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia della procura e ha nominato un avvocato difensore che lo assisterà nel procedimento. Da quel momento, visto che l’indagine è di fatto stata svolta internamente, è avvenuto lo spostamento di ruolo: dal comando dell’aliquota radiomobile della Compagnia di Cecina, dove lavorava da diversi anni, martedì scorso è stato quindi trasferito alla stazione di Guardistallo, a circa dieci chilometri di distanza, dove non era mai stato prima. Nonostante l’alto grado di luogotenente – il primo fra i marescialli, quindi superiore ai sovrintendenti e agli appuntati – non comanderà la caserma. Nel comune pisano, tuttavia, non è ancora arrivato: per il momento, infatti, ha preso un mese di ferie e quindi, solo una volta terminate, riprenderà regolarmente servizio. Per lui non c’è naturalmente mai stata alcuna sospensione dal lavoro.

Cosa succede ora

Loddeni non è stato ancora ascoltato dai magistrati: avendo ricevuto l’avviso di garanzia lunedì scorso, tuttavia, nei prossimi giorni potrà decidere se esporre la sua versione dei fatti (per ora il procedimento è avvenuto in assenza di contraddittorio, quindi lui non ha ancora parlato) o presentare delle memorie difensive. Per il momento l’Arma non lo ha sospeso, ma spostato in un altro reparto: dal radiomobile a una delle stazioni della Compagnia.

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