Gioco
Da Capraia all’Elba, 12 ore in mare aperto per difendere i cetacei
Giorgio Riva ha nuotato per 35 chilometri
Marciana Trentacinque chilometri di mare. Da Capraia fino al faro di Punta Polveraia, a Patresi. Bracciata dopo bracciata, senza mai perdere la concentrazione e senza mai cedere il passo alla fatica. Con un solo obiettivo in testa: nuotare per accendere i riflettori sulla difesa del mare e dei cetacei, percorrendo la rotta battuta da balene e delfini tra la Capraia e la costa occidentale dell’isola d’Elba. Intorno alle 18 Giorgio Riva, nuotatore di fondo di Varese non nuovo a imprese del genere, è arrivato a Patresi, accolto dal calore e dagli applausi di tanti elbani che non si sono voluti perdere l’evento. Tra questi era presente anche il sindaco di Marciana Simone Barbi. Riva era partito alle 6,10 da Capraia, il luogo scelto come inizio della sua nuotata in solitaria. Ad accompagnarlo in questa epica nuotata l’elbano Giuseppe Debernardi di Sea Kayak Italy con il suo kayak di mare e dall’equipaggio del catamarano messo a disposizione dal Centro Cetacei dell’isola d’Elba. Il clima, per fortuna, è stato clemente con riva, fatta eccezione per un vento laterale che solo a tratti ha creato un minimo di apprensione. «Ho preparato a lungo questa traversata, mi alleno dallo scorso dicembre», racconta Giorgio al telefono.
Ha toccato la costa di Punta Polveraia da poco più di un’ora, la sua voce non sembra affaticata. Ma è stata dura, del resto come non può esserlo percorrere 35 chilometri bracciata dopo bracciata, per circa 12 ore. Il mare dell’Arcipelago toscano è ormai la palestra di casa per Giorgio Riva, il luogo delle grandi imprese. Il 27 maggio dello scorso anno il nuotatore di Varese completa il giro dell’isola in solitaria: circa 120 chilometri divisi in cinque tappe. «In quell’occasione decisi di nuotare per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle microplastiche, questa volta sono sceso in mare a difesa dei cetacei che transitano al largo della costa di Sant’Andrea. Ce l’ho fatta e sono soddisfatto». L’amore tra Riva e l’isola d’Elba è nato due anni fa. Anche se il mare, in questo caso, non fu l’assoluto protagonista del colpo di fulmine. «Sono venuto con la mia compagna Manuela – racconta – per percorrere la Gte (Grande traversata elbana, il sentiero che taglia in due l’isola d’Elba da cavo fino a Pomonte ndr). Ho conosciuto Vincenzo Anselmi, proprietario dell’hotel Belmare, e altri elbani, da lì è nata l’idea di compiere il giro dell’Elba a nuoto». Riva è arrivato a Patresi ovviamente affaticato, ma soddisfatto. «È andata bene, il meteo ha aiutato – racconta – le difficoltà maggiori in una traversata del genere? Non è semplice restare concentrati per ore, ma non ho mollato ed è andato tutto nel migliore dei modi».
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