Gioco
Livorno, al Terminal crociere nasce un’installazione permanente con le anfore “pescate” qui
In cantiere “Viaggiare per mare” per studenti e turisti: ci sono già stati sopralluoghi, è stato dato l’incarico a una società specializzata di predisporre il progetto
Livorno Non è né uno storico né un architetto Lorenzo Riposati, amministratore unico di Porto immobiliare. Quando ti stringe la mano mette subito in chiaro di essere un commercialista. Insomma, un uomo di numeri. Ma in realtà nasconde una passione sconfinata per l’arte e per tutte quelle cose che profumano di storia: come quel tavolo di legno recuperato al piano terra del silo da una vecchia nave della Toremar, o come le stampe che raccontano quante lire ci volevano per tenere i sacchi di grano nell’edificio di inizio Novecento. Così si entusiasma subito quando contattato dal Tirreno conferma che la società, partecipata da Autorità portuale e Camera di commercio, sta lavorando per portare all’interno del Terminal crociere una mostra archeologica permanente con anfore e reperti recuperati in mare davanti alla nostra costa.
L’hanno chiamato non a caso “Viaggiare per mare”. Nel verbale depositato dopo l’ultima assemblea di Porto immobiliare, si legge che il progetto «si propone di realizzare un’esposizione archeologica permanente che racconta a studenti, cittadini e viaggiatori, di marinai, porti, navi, merci e traffici commerciali in età romana lungo la costa livornese». Obiettivo: «Creare uno spazio non convenzionale di promozione del territorio e di educazione al passato attraverso un percorso tematico fortemente divulgativo dedicato all’archeologia marittima di epoca romana, accessibile agli studenti delle scuole del territorio, ai cittadini livornesi e ai viaggiatori».
L’installazione sarebbe realizzata sulle pareti del Terminal crociere, che è in affitto alla Porto 2000, grazie alla collaborazione con la Soprintendenza di Pisa e di Livorno: si parla di sei o sette pannelli di grandi dimensioni da sistemare all’interno del Terminal con almeno una decina di anfore greco-romane. Beni in parte della Soprintendenza e in parte nella disponibilità della Porto immobiliare dopo la famosa inchiesta sulla Porto 2000 di una quindicina di anni fa.
È bene precisare che la convenzione con la Soprintendenza deve ancora essere firmata, ma il percorso appare a buon punto: come si legge nel verbale ci sono già stati sopralluoghi, è stato dato l’incarico a una società specializzata (che ha già fatto un’installazione simile nel porto di Piombino) di predisporre il progetto, e un mese fa l’assemblea dei soci di Porto immobiliare ha deliberato all’unanimità di autorizzare il presidente a fare l’investimento.
«In quest’area, con la riapertura del piano terra del silo granario – racconta Riposati – vengono almeno 3mila visitatori all’anno, soprattutto bambini e ragazzi delle scuole, senza contare i turisti che in alcuni casi stanno qui anche tre o quattro ore. Quindi vogliamo mettere in piedi un percorso didattico, tra i pannelli ci sarà anche un angolo della legalità dove per esempio si spiega cosa fare se si trova un’anfora».
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