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Ruffini torna a scuola nella sua Livorno per una lezione sul bullismo: «Parliamo d’amore»
L’incontro è avvenuto alle medie Fermi, istituto Micheli-Bolognesi. Con la III A ha parlato del film Ragazzaccio
LIVORNO. Paolo Ruffini sale “in cattedra”. A parlare di bullismo (e non solo) . Lo fa all’istituto comprensivo “Micheli-Bolognesi”, per spiegare ai ragazzi della III° A delle medie Fermi, quartiere Shangai, il suo film “Ragazzaccio”, del 2022, un’opera realistica e schietta – presentata al “Giffoni Film Festival” a luglio 2022 prima di uscire nelle sale ad ottobre dello scorso anno (adesso è su Sky Cinema) – che racconta in maniera estremamente accorata e con le parole giuste quello che hanno passato/subìto gli adolescenti nel primo lockdown del 2020 (la Dad, la solitudine, l’isolamento, la paura del virus, la perdita delle relazioni umane, la mancanza d’amore reciproco) . Un lavoro che parla anche di come, lasciandosi trascinare dai compagni pur di essere accettati, si può finire nei guai.
Un film che ha fatto molta presa sui ragazzi, tanto che il professore d’Italiano e Storia della classe, Claudio Marmugi, ha cercato di invitare l’autore e regista per parlarne insieme agli alunni dopo la visione.
Grandissimo comunicatore, molto generoso nel concedersi ai ragazzi, Paolo Ruffini non si è sottratto all’invito ed è rimasto un’ora con la classe, tenendo, di fatto, una lezione sull’Amore ai tempi del Coronavirus.
Tempestato di domande incalzanti come “Ha preso spunto da un fatto realmente accaduto? ”, “Il protagonista somiglia a com’era lei da giovane? ”, “Come ha girato il film e in quanto tempo? ”, il regista e sceneggiatore, accompagnato a scuola da Ivana Di Biase (co-regista insieme a Ruffini di un’altra opera fondamentale, “Perdutamente” sul dolore provocato dall’Alzheimer) , ha risposto a tutte le curiosità, analizzando anche la società contemporanea.
«Ora ve le faccio io delle domande», ribatte l’artista.
«Quali sono gli argomenti di cui sentite più parlare in televisione dagli adulti? La guerra, i virus, l’odio tra i popoli. Vi siete mai chiesti come mai l’amore non fa notizia? Eppure è così importante per tutti noi».
Il film (che utilizza un linguaggio anche forte, colorito, estremamente calato nel reale) , anche grazie alla recitazione di un cast strepitoso e in stato di grazia (Sabrina Impacciatore, Massino Ghini, Beppe Fiorello, Alessandro Bisegna, Jenny De Nucci) , è arrivato diretto ai ragazzi che, quasi come se fosse un “documentario” su quello che hanno vissuto nel loro recente passato, si sono immedesimati totalmente nella vicenda.
Non è la prima volta che Marmugi, in accordo con la dirigente scolastica Cecilia Semplici, intreccia la didattica del reale con il “programma”.
Nei giorni scorsi, l’attrice Alessia Cespuglio era entrata nella stessa classe per raccontare il periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale a Livorno, offrendo, di fatto, agli alunni un’anteprima del suo spettacolo “1922. Perché non dobbiamo aprire? ” che si terrà in Fortezza Nuova il 6 giugno.
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