Gioco
Biagio Antonacci racconta la “sua” Livorno: «Ponce dal Civili prima dei concerti»
Il cantautore milanese sabato 27 maggio al PalaModì. «Ci sono ancora biglietti disponibili. La mia fortuna? Che sono ancora capace di sperimentare»
LIVORNO. Dalla periferia di Rozzano al successo. Nel mezzo tanta gavetta, poi la prima vera hit “Liberatemi” nel 1992 e la svolta che ha un nome, Ron, che produsse il suo primo album. Questa sera il Biagio Antonacci nazionale, a pochi mesi dal suo sessantesimo compleanno (a novembre) arriva al Modigliani Forum con tanta voglia di far ballare, cantare e far ricordare. Il suo pubblico. Quello che, magari, lo potrà pure incontrare al Bar Civili a farsi un ponce. Perché il cantautore a Livorno è legato. Perché come racconta in esclusiva al Tirreno, la Toscana e in particolare l’isola d’Elba dove ha una casa, rappresentano una parte di sé.
Il suo “Palco centrale tour” stasera approda in città, appuntamento toscano a cura di Leg Live Emotion Group. «Ci sono ancora biglietti disponibili», dicono dall’organizzazione.
Questo tour riporta Biagio Antonacci sul palco dopo più di 3 anni di silenzio. Ad accogliere i fan del cantautore milanese un palco, sistemato appunto al centro del palazzetto, che diventa l’occasione per Biagio per guardare negli occhi i suoi fan e condividere con loro i brani che hanno segnato la sua trentennale carriera e far ascoltare per la prima volta live gli ultimi singoli “Seria” (pubblicato prima dell’estate dopo quasi più di due anni di silenzio accompagnato da un video con protagonista Federica Pellegrini) e “Telenovela”, singolo attualmente in radio. Con Antonacci sul palco la band formata da Placido Salamone (chitarra e direzione musicale), Massimo Varini (chitarra), Emiliano Fantuzzi (chitarra, programmazione), Jacopo Carlini (piano, tastiere), Lucio Fasino (basso), Donald Renda (batteria) e Ernesto Lopez (percussioni). Per uno show all’insegna di brani entrati nel canzoniere italiano come “Convivendo”, “Non so a chi credere”, “non è mai stato subito”, “Vivimi”, “Sognami”, “Iris”.
Arriva a Livorno guardando il pubblico negli occhi. Antonacci, oggi, a pochi mesi dal suo 60esimo compleanno cosa racconterà al pubblico livornese?
«Vicino ai miei sessant’anni al pubblico livornese racconto la mia vita. È molto bello ancora dopo trent’anni poter raccontare la vita, con un pubblico giovane anche che ha ancora voglia di saltare, ballare e di ricordare».
Ha legami con Livorno? Che cosa conosce della città?
«Sì, ho legami con la città di Livorno. Il ponce e il Bar Civili per esempio, è il locale dove andavo sempre a Livorno, anche prima dei concerti».
Da “Liberatemi” che è stato uno dei suoi primi grandi successi ad oggi: come è cambiata la sua musica?
«La mia musica è cambiata perché si è rinnovata. La mia fortuna, se ancora oggi frequento i palchi e le radio, è perché sono stato capace di sperimentare. Ho fatto folk, rock, pop, latino, non mi sono fatto mancare niente. Nell’ultimo pezzo con Benny Benassi siamo vicini alla dance».
Tra i suoi brani cult, alcuni sono entrati ormai nel canzoniere italiano come “Convivendo”, “Non so più a chi credere”, “non è mai stato subito”, “Vivimi”, “Sognami”, “Iris”, lei ne ha un suo preferito?
«Queste sono tutte canzoni importanti per me, non ce n’è una particolarmente importante. Però chiudo il concerto con “Se io se lei” chitarra e voce, quindi vuol dire che è la canzone che ho dentro».
Ha progetti nel cassetto o sogni musicali da realizzare, magari anche qualcosa con suo figlio Paolo?
«Sì ho progetti nel cassetto, sperimentare sempre di più, magari fare un disco completamente dance. O magari fare un disco solamente chitarra acustica e voce. Ho un album nuovo in uscita entro la fine dell’anno. Ho scritto alcuni brani insieme a mio figlio Paolo, compreso ad esempio “Tridimensionale”».
Faccia un saluto al pubblico livornese e alla città tutta.
«Saluto il pubblico livornese da isolano dell’isola d’Elba dove ho una cosa. Quando sono lì mi sento toscano, parlo un toscano più elbano che livornese, ma siamo abbastanza vicini».l
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