Gioco
Lorenzo Renzi nuovo sindaco di Capraia al fotofinish: «L’ultimo voto arrivato in gommone» – Video
Sconfitta Marida Bessi per una sola preferenza: «Spoglio da cardiopalma». E il neo primo cittadino tende la mano alla sfidante e spiega il suo progetto per l'isola
CAPRAIA. C’è chi, e sono diversi da una parte e dell’altra, sul 146 pari non ha avuto il coraggio di guardare il presidente di seggio aprire l’ultima scheda. Quella decisiva per eleggere il nuovo sindaco di Capraia. Alla fine il numero 147, quello magico per governare il futuro dell’isola dell’Arcipelago Toscano più lontana dalla costa italiana, ha premiato “Obiettivo Capraia”, lista civica guidata da Lorenzo Renzi, che sfidava la sindaca uscente ed ex presidente della Provincia di Livorno Marina Bessi.
«È stato uno spoglio al cardiopalma – racconta il neo sindaco, 58 anni compiuti il mese scorso, fiorentino di nascita, ma capraiese d’adozione – Arrivare in perfetta parità all’ultima scheda è stato come giocare alla roulette». Renzi ha seguito lo spoglio da casa, prima di andare a festeggiare con gli altri candidati della lista e scrivere sulla pagina Facebook un primo messaggio: «Vincere di un voto comporta una grande responsabilità nei confronti di tutta la comunità. Responsabilità che ci assumiamo fino da subito. Vi ringraziamo per la vostra fiducia! Siamo felici, commossi e riconoscenti!».
Ma sull’esito finale del voto c’è un curioso retroscena che svela lo stesso Renzi, mentre in lontananza si sentono suonare clacson e trombette: «Un nostro elettore ha perso la nave che doveva arrivare a Capraia prima di mezzogiorno. Così dall’isola (sapendo che l’esito sarebbe stato in bilico, ndr) sono partiti in due con il gommone e sono andati a prenderlo a Livorno. I tre hanno attraccato a Capraia alle 14, 50 (dieci minuti prima che il seggio chiudesse ndr) . Sul porto – va avanti – c’era una macchina che lo aspettava per portarlo in paese, al seggio, dove è entrato appena in tempo per votare».
Insomma, l’ultimo voto, quello decisivo, è arrivato in gommone e ha premiato la caparbietà di una lista e di un candidato che hanno proposto alla comunità un’alternativa che adesso dovranno mantenere e dimostrare con i fatti. E dovranno farlo, sapendo che politicamente hanno un vantaggio minimo, con una comunità che alle urne si è spaccata in due blocchi praticamente uguali. In consiglio comunale entreranno sette consiglieri della lista vincitrice, Marida Bessi e il candidato più votato di “Progetto Capraia” e Marco Tarelli, candidato della Fiamma Tricolore che ha preso solo due voti ma sarà nel mini parlamento capraiese.
Renzi spiega: «Intanto vorrei dire a Marida, alla quale voglio bene, che mi dispiace. Perché avrei preferito vincere o perdere di cinquanta voti, non di uno. Visto il risulto – va avanti – sarà necessario comportarsi di conseguenza». Una frase che suona come una mano tesa a Bessi, che in campagna elettorale aveva puntato sui progetti che era riuscita a far finanziare per l’isola con i fondi del Pnrr, circa dodici milioni di euro. E che nel momento in cui saranno ultimati cambieranno, in ogni caso, parte del volto di Capraia.
Ma L’obiettivo finale di Renzi – come ha più volte ripetuto – è arduo: «Vogliamo arrivare a far diventare Capraia un luogo dove vivere tutto l’anno sia una scelta e non una necessità, comodo e stimolante, con una Comunità di famiglie coesa, numerosa e stabile, sorretta da un’economia solida».
Molto di una navigazione che non sarà breve passerà dalla riqualificazione dell’ex carcere, chiuso nel 1986 e da allora rimasto per buona parte un rudere dove recentemente sono iniziate a fiorire delle attività agricole. Ma dove il vero nodo sarà quale tipo di spinta e natura turistica dare a questa zona. «Capraia – ha ripetuto Renzi in campagna elettorale – non può essere la Ginostra (isola delle Eolie) del Tirreno, ma deve puntare ad altro».
Vediamo dove sarà ormeggiata tra cinque anni.
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