Gioco
Livorno piange Carlo Nodari: «È stato il re della pasticceria e della panificazione»
La sua famiglia aveva un forno in centro e lui ha lavorato a lungo per la Lupi
LIVORNO. Sessant’anni fa si era trasferito a Livorno per lavoro. Carlo Nodari, che fino a quel momento abitava a Brescia e faceva il panettiere, in poco tempo è diventato una colonna della Lupi, l’azienda labronica di pasticceria e panificazione poi confluita nella belga Puratos, per la quale Carlo – morto due giorni fa a 92 anni – era stato ben presto nominato ispettore, girando il mondo per verificare le linee produttive e dispensare consigli utili ai colleghi.
È lutto in tutta la città per la scomparsa del novantaduenne, che il 17 dicembre avrebbe festeggiato 93 anni. La morte è avvenuta due giorni fa: Nodari, con la sua famiglia, abitava in via dei Pelaghi, nel quartiere di Salviano e a Livorno, insieme alla moglie, mentre lavorava per la Lupi dava una mano a gestire il forno Scarpellini di via del Giglio, in centro, «dove quando arrivava il sabato, nel giorno di riposo in azienda, rivoluzionava tutto. Mio padre era il re della panificazione», sostiene il figlio Marco.
Per la multinazionale europea, infatti, ha girato il mondo. Nonostante l’acquisizione, infatti, il novantaduenne non solo ha mantenuto il suo impiego, ma lo ha accresciuto diventando supervisore di panificazione e pasticceria per tutto il gruppo, «visto che era molto esperto di entrambi i settori – prosegue il figlio – si occupava dei macchinari che dovevano essere tutti in linea per la produzione e sapeva ogni segreto dei lieviti». Si è fatto da solo, Nodari, visto che aveva appena la quinta elementare. Una gavetta prima nei panifici a conduzione familiare, uno dei quali anche a Viareggio, poi quello di Livorno in via del Giglio e infine nella Lupi, dove era stimato e benvoluto da tutti. «Con la Lupi – prosegue il figlio – ha realizzato il pane della carità per il Giubileo del 2000, quando c’era Papa Giovanni Paolo II. Ha ricevuto tantissimi premi e attestati, perché era veramente fra i migliori del mondo nel suo lavoro. La sua carriera lo dimostra».
Andato in pensione a 62 anni, in realtà ha smesso di lavorare poco tempo fa, visto che fino a fine anno veniva regolarmente contattato da chiunque avesse bisogno dei suoi preziosi consigli sulla panificazione e la pasticceria industriale e non, settori di cui è sempre stato un maestro. «Ha collaborato come consulente anche con Barilla, Alemagna e Scotti – prosegue il figlio – dato che chiunque lo cercava. Babbo aveva un ampio spettro di conoscenze e amava la tecnologia, si informava su tutto. Viveva per questo».
Il funerale, a cura della Svs di via San Giovanni, sarà celebrato lunedì 15 maggio alle 16 alla chiesa di Nostra Signora di Fatima, in Corea.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
