Gioco
Generale di brigata muore a 64 anni: «Una persona speciale»
Livorno: il carabiniere viveva in città dal 2000. Il ricordo del colonnello Sica: «Un uomo rispettato da tutti»
LIVORNO. «Una persona speciale, squisita, unica. Nonostante sia arrivato a Livorno da poco tempo, ho avuto la fortuna di incontrarlo in alcune occasioni e sono stato subito colpito dalla sua sensibilità e dalla sua empatia». A ricordare Luciano Vincelli, generale di brigata in pensione scomparso nei giorni scorsi a 64 anni, è Piercarmine Sica, comandante provinciale dei carabinieri di Livorno dallo scorso settembre.
«La presenza di tantissimi colleghi al funerale e tutti i commenti positivi nei suoi confronti – prosegue – confermano quanto Vincelli abbia saputo essere una persona degna della più alta considerazione, sia nell’Arma sia nel contesto familiare. Era un uomo rispettato da tutti, animato da una profonda fede. Lo ripeto, una persona davvero speciale. Sono vicino alla famiglia in questo momento di grande dolore».
Vincelli se n’è andato una decina di giorni fa a causa di un problema cardiaco. Nato in provincia di Napoli, aveva vissuto a Roma, Torino, Trieste e Taranto prima del trasferimento a Livorno nel 2000. In forza al comando provinciale dei carabinieri , ha fatto parte della Seconda brigata mobile fino alla pensione, partecipando anche ad alcune missioni internazionali (Iraq e Kosovo) e ottenendo riconoscimenti dalla Francia e dal comitato internazionale della Croce rossa. Membro dell’Ordine militare di Malta, nel 2008 è stato anche nominato Cavaliere della Repubblica dal presidente Giorgio Napolitano.
Il generale di brigata lascia la moglie Maria Pia, con la quale stava per festeggiare i 35 anni di matrimonio, e il figlio Simone, 27 anni, digital planning nella sede milanese della Publicis Media, una delle più importanti agenzie di comunicazione e marketing del mondo. Ma la sua vita era stata stravolta poco più di dieci anni fa, nel dicembre del 2012, quando un tragico incidente stradale a Stagno si portò via l’altro figlio, Davide, ad appena 22 anni. «Un dolore che inevitabilmente l’ha sempre accompagnato in questi anni – il ricordo degli amici più stretti – Luciano era un uomo solare, sorridente e disponibile con tutti, segnato però da questa tragedia. Le sue passioni? Il tennis, l’Inter e la pittura a olio. È così che vorrebbe essere ricordato. Con le sue passioni, con la sua famiglia e soprattutto con Davide accanto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
