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Prezzi pazzi, la ricetta di Unicoop per risparmiare sulla spesa: «Puntate sui prodotti a marchio»
Aumenti, il punto del direttore generale Piero Canova. «I grandi marchi sono sempre più cari»
LIVORNO. Un aumento dei costi energetici, delle materie prime, del lavoro e della logistica. Ecco che cosa va a influire sulla cifra che compare sul cartellino dei prodotti in vendita al supermercato. A cui si deve aggiungere l’aumento del prezzo spesso imposto dalle grandi aziende fornitrici. E, in questa situazione, «l’unica arma che ha il consumatore di fronte alla volontà dei grandi marchi di migliorare i bilanci è non comprare più questo tipo di prodotti, ma concentrarsi su quelli col marchio dell’insegna». A dirlo è il direttore generale di Unicoop Tirreno Piero Canova, che fa il punto sulle attività della Cooperativa e sul caro prezzi.
Direttore, quali sono le componenti che influiscono nel determinare il prezzo di un prodotto al consumatore?
«Prima di tutto il costo d’acquisto (al fornitore, ndr). Noi abbiamo un sistema informatico che recepisce da parte dei fornitori i listini con le variazioni di prezzo. L’anno scorso ci sono stati vari aumenti, per esempio sui latticini. E su questo costo di acquisto vengono caricati tutti gli altri costi: logistica, energetici, lavoratori indiretti».
Quindi il costo d’acquisto dei beni al fornitore incide molto
«I produttori di marca si sono trovati per anni davanti a una situazione pressoché stabile. Poi, da settembre del 2021 sono iniziati gli aumenti, per cui tutti i grandi produttori hanno trovato una giustificazione. I produttori di olio stanno, per esempio, passando aumenti tra il 40 e il 50 per cento. Se vuoi il prodotto lo accetti, altrimenti salta la consegna. Detto ciò, mi piacerebbe molto avere conti tali per cui se un marchio aumenta del 40 per cento noi lasciamo il prezzo stabile, ma non possiamo farlo».
I consumatori cosa potrebbero fare per “parare” questi aumenti secondo lei?
«Dovrebbero provare in qualche maniera a sfilarsi da queste marche per andare a cercare il prodotto dell’insegna, nel nostro caso a marchio Coop».
Perché dovrebbero farlo?
«Faccio un esempio. Noi abbiamo creato delle confezioni di passata di pomodoro studiate, con tutte le garanzie del caso, per essere l’oggetto più economico possibile e per far sì che il prodotto sia venduto a un prezzo competitivo».
Poi ci sono le promozioni, come funzionano quelle di Unicoop Tirreno?
«Quando facciamo le nostre promozioni cerchiamo di dare un paniere d’acquisto equilibrato. Dove mettiamo, per esempio, pane, latte, ortofrutta. In modo tale da fare un servizio al consumatore»
Anche se esistono le promozioni, il consumatore nota che i prezzi di molti prodotti sono aumentati. Non tutti allo stesso modo però. Come si decide che cosa aumentare e di quanto?
«Normalmente creiamo un paniere di prodotti protetti e lì facciamo il minimo aumento possibile. E in questo paniere (oltre ai beni di prima necessità, ndr) ogni tanto inseriamo dei prodotti che diano anche un po’ di soddisfazione a chi consuma. Tra poco farà caldo, per esempio, e un bel gelato sarà gradito. Cerchiamo, insomma, di costruire un’offerta equilibrata».
Ma esiste qualche legge che norma il settore dei prezzi?
«Non c’è nessuna normativa. È un mercato libero dove ogni operatore può fare le politiche che ritiene più opportune e può concentrare la propria offerta su determinate categorie. Non c’è un cartello e non c’è una legge che ci imponga di lavorare su certi livelli di prezzo».
Com’è cambiato negli ultimi tempo il modo di fare la spesa?
«Il mercato si sta contraendo e lo scontrino medio scende. Si comprano le cose assolutamente indispensabili e se manca qualcosa si va in negozio per comprare solo quello. Le mega spese degli scorsi anni ormai non esistono più. Le persone non fanno più scorte e comprano solo il necessario, con grande attenzione alle offerte e cercando di evitare gli sprechi».
Molti di coloro che comprano nei supermercati Unicoop Tirreno sono anche soci
«Sì. E cerchiamo di tutelarli, investendo, per garantire loro un risparmio sulla spesa, con promozioni o creando prodotti a basso costo. Le nostre attività sociali, inoltre (per esempio la consegna della spesa a domicilio in collaborazione con associazioni di volontariato, ndr), nel futuro saranno mantenute e rafforzate».
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