Il Tirreno

Livorno

Commercio

A Livorno abiti usati a domicilio con la Riusomobile: «Così aiutiamo tanta gente»

di Franco Marianelli
A Livorno abiti usati a domicilio con la Riusomobile: «Così aiutiamo tanta gente»

Da Antignano a Shangai, il mezzo gira tutti i rioni. Del Bubba: «Qui non si spreca: livornesi generosi»

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Esiste a Livorno un negozio di abbigliamento nel quale il prezzo del capo di vestiario lo fissa il cliente, dove il proprietario annuisce sempre se non addirittura offre lui uno sconto e in determinati casi potrà pure regalare. Non solo: ve lo portano pure nella piazza sotto casa con l’originale Riusomobile.

Da Antignano a Montenero, passando da San Jacopo, Fabbricotti poi la Leccia, per arrivare nei quartieri nord Shangai e Corea e il centro con Garibaldi e Pontino: il recupero del vestiario viaggia anche su 4 ruote.

Il punto nevralgico di questa economia circolare e di solidarietà tra i rioni ha il suo quartier generale è via della Pina d’Oro, tra piazza della Repubblica, piazza Garibaldi e piazza dei Mille: il nome del negozio è Mezclar 22 dove la parola è la traduzione in spagnolo dell’italiano “mescolare”.

Mescolare in via della Pina d’oro non può che avere un duplice significato: uno riferito alla specificità del negozio associato a un progetto di recupero del vestiario usato di tutti i tipi per rivenderlo al miglior offerente, l’altro a tutte le tipologie di colori delle persone (dal bianco al nero, dal giallo cinese al bruno pakistano) che popolano la zona. Ma si “mescola pure nei quartieri (ipotesi due) perché l’attività del Mezclar è principalmente ambulante e con un furgoncino ad hoc i soci da tempo hanno organizzato dei gemellaggi, anche qui mescolando il sociale e commerciale, tra tutti i quartieri.

Lo scorso 3 aprile la mattina i soci si recarono nella piazzetta di Antignano per la raccolta dei vestiti e la sera alla Leccia per l’offerta a prezzi volontari degli stessi vestiti, il 7 in piazza delle Carrozze a Montenero e la sera a Shangai e così via senza risparmiare zona della città alcuna. «Tutto nasce da un progetto del 2017 della Regione Toscana – racconta Filippo Del Bubba, coordinatore del servizio, nel negozio con Emilia Trevisani – in funzione antidegrado di alcuni quartieri cittadini come quello di piazza della Repubblica. Io ed altri soci dell’associazione, che porta lo stesso nome del negozio, presentammo un progetto che fu approvato e da allora siamo qui».

Si può donare anche al pomeriggio. «I livornesi sono generosi ma in alcuni casi – continua – ci rendiamo conto che siamo noi a fare un favore a loro perché permettiamo di liberare la casa da indumenti che non servono. Sociale, commercial-popolare ma anche ambientale visto come la Comunità Europea abbia approvato da tempo una normativa antisprechi che preveda l’allestimento di cassonetti per abiti in funzione antispreco. Ma in Italia come spesso per le questioni ambientale siamo in ritardo».

In via della Pina d’Oro ci sono i coniugi Piero Paperini e Meri Del Nista affezionati clienti del negozio «nonostante si abiti lontano». Lasciano degli abiti da signora e si interessano ad altri capi di abbigliamento. «È un negozio fantastico perché permette di vestirsi a prezzi bassissimi e fa sì che non si sprechi niente». Stessi pareri degli amici Paola Meschi e Franco Razzauti: «Stiamo cercando dei pantaloni. Veniamo spesso qui, oggi per comprare, altre volte per lasciare abiti».

Convinta della scelta “ideologica” la giovane Aurora Casabona: «Qui il prezzo è libero, i vestiti bellissimi e inoltre il Mezclar è un luogo di incontro».

Gli operatori del Riuso organizzano pure un doposcuola per bambini stranieri che momentaneamente si appoggia alla iniziativa analoga di Potere al Popolo in via Mentana.

«Un ringraziamento alla Chiesa Valdese e a quella Battista che grazie al loro 8/1000 hanno permesso di finanziare le nostre iniziative».

Prossimo appuntamento in piazza l’11 giugno – in piazza Garibaldi, «È ledizione annuale de “La città sostenibile” – dice Del Bibba – Si parlerà della buona pratica del riuso con i cittadini oltre che alla organizzazione del mercato. Vogliamo riappropriarci di un banco nella piazza per farci un laboratorio del riuso oltre che un centro di incontri. Per molte persone questi banchi servono solo a nascondere la droga – termina Del Bubba – noi i vogliamo utilizzarne uno per esporre alla luce del sole non solo gli abiti ma anche le nostre idee».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web