Il Tirreno

Livorno

La protesta

«Qui non si fanno assunzioni illecite». Prima maxi assemblea di Aamps e Avr

di Juna Goti
«Qui non si fanno assunzioni illecite». Prima maxi assemblea di Aamps e Avr

A Rifiuti Zero: «Lascino in pace i lavoratori». Arrivate 550 domande per i bandi da spazzini

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LIVORNO. Prima delle parole, lo raccontano i colori: le casacche in parte arancioni e in parte gialle. Ieri mattina, per la prima volta, i lavoratori di Aamps si sono riuniti in assemblea insieme agli spazzini di Avr. È successo nel piazzale di via dell’Artigianato, proprio sotto all’inceneritore che intanto continua a bruciare. C’erano i sindacalisti di Cgil, Cisl, Uil e Fiadel. C’erano gli addetti dei diversi servizi che ruotano intorno al ciclo dei rifiuti. E c’era il sindaco, invitato a parlare.

Perché questa maxi assemblea sindacale? Perché mentre non si placa la polemica con il coordinamento Rifiuti Zero, ormai divorziato dal Comune, e mentre va avanti l’indagine di finanza e Corte dei Conti su impianto e assunzioni, «ci preoccupa che si mettano di nuovo i cittadini contro i lavoratori».

Lo ripetono a turno i sindacalisti. Ci sono Emiliano Sartorio, Mauro Basile, Catia Mazzanti e Manuel Menichetti (Fp Cgil) con Alessio Bianucci ed Esteljano Zanaj (Cisl), Massimo Marino e Massimo Zannotti (Uil), Piero Pineschi e Filippo Ferrari (Fiadel). «Non ci preoccupa l’inchiesta – è la premessa – abbiamo fiducia nella magistratura e nell’operato dell’azienda, ci preoccupa che così – il riferimento è agli interventi di Rifiuti Zero, fino all’ultimo esposto alla magistratura contabile – si rimettono i cittadini contro i lavoratori, che non hanno alcuna colpa delle scelte aziendali o politiche. I lavoratori non fanno il piano industriale, non decidono se l’inceneritore sta aperto o se la raccolta deve essere fatta in un certo orario. Ci siamo già passati sei anni fa, in era 5 Stelle, quando i lavoratori venivano attaccati ed erano diventati uno dei bersagli, non vogliamo che si ripeta». E a Rifiuti Zero: «Porti avanti la propria attività, ma lasciando in pace i lavoratori. Nessuno deve permettersi di dire ai cittadini che qui si fanno assunzioni illecite, la procura farà la sua indagine, poi vedremo chi ha ragione».

Va avanti così per un po’, intervento dopo intervento. Come quando, per esempio, Sartorio dice al microfono che «ormai siamo abituati a sentirci dire che Aamps è un carrozzone, non è così», «noi andiamo avanti con serietà», «ci dicono che facciamo scioperi vergognosi, noi ce li paghiamo», «abbiamo chiesto di tenere aperto l’inceneritore fino a quando non ci saranno impianti alternativi perché altrimenti non c’è futuro» e «bene ha fatto il Comune a uscire da Rifiuti Zero, che si è scagliato contro i lavoratori». E ancora: «I lavoratori di Aamps sono un’eccellenza», «non è vero che costano troppo, la professionalità va pagata, non è stata pagata in Avr per anni», «l’esternalizzazione dello spezzamento fu un errore, ora finalmente si cambia». Po: «Il bando che è uscito è regolare, se sono state previste premialità è perché ci sono persone che lavorano in Avr da vent’anni».

Questo, inutile girarci intorno, è uno dei temi più caldi. Si capisce da almeno un paio di domande che arrivano dalla platea di tute arancioni: «Quando uscirà la graduatoria?». Aamps guardando allo spazzamento ha pubblicato due avvisi di selezione aperta del personale (di primo e di secondo livello) scaduti il 20 marzo. Un doppio bando che, per le voci di assegnazione dei punteggi, Rifiuti Zero ha definito «una presa in giro».

Gli spazzini di Avr che contano di essere internalizzati da ottobre sono una novantina, la graduatoria è attesa per fine mese. Ma gli uffici potrebbero metterci un po’ più di tempo a controllare tutte le carte perché alla fine – è notizia di ieri – considerando entrambi gli avvisi, a inviare la domanda sono stati più di 550 candidati. Si vedrà come andrà a finire.

«La città dovrebbe festeggiare – interviene Marco Niccoli – questo servizio è stato fuori da Aamps per troppi anni, ritroviamo un pezzo mancante della famiglia». «È la prima volta che facciamo l’assemblea insieme perché è giusto che parliamo con una voce sola», dice anche Basile.

Fa scattare l’applauso un lavoratore che grida ai vertici dell’azienda che semmai «devono fare i controlli sulla differenziata, assumere ispettori ambientali, perché i cestini per strada sono pieni di buste della spazzatura di casa».

Ma uno dei momenti più delicati si registra quando Mazzanti chiede «da chi sono stati forniti tutti quei dati aziendali a Rifiuti Zero». Poi chiama l’amministratore unico di Aamps, Raphael Rossi, a pronunciarsi in assemblea sull’inchiesta e sulle posizioni del coordinamento. Lui raccoglie l’invito al microfono: «La nostra è un’azienda pubblica e deve rispondere di tutto quello che fa con trasparenza, a tutte le istituzioni che sono addette al controllo, come la finanza. Siamo sereni perché sappiamo come operiamo, male non fare paura non avere». Ok, ma sulle parole di Rifiuti Zero, chiede la sindacalista? «Se qualcuno ritiene che si sia operato male e fa denuncia è giusto che chi di dovere indaghi, io poi non replico ai pareri dell’uno o dell’altro».


 

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