Gioco
«I miei vestiti? Sono come quadri». Ranucci, dalle scene al nuovo atelier di Livorno
Il Nuovo Teatro delle Commedie apre in via Ricasoli un suo negozio presidio
LIVORNO. Un negozio teatrale. In via Ricasoli si trova l’originale attività che è anche un luogo di diffusione artistica e culturale. Che viaggia a braccetto, fungendo da presidio “in pieno centro”, col Nuovo Teatro delle Commedie. Questo è Asile, nato a inizio anno per iniziativa dell’associazione Pilar Ternera e sito in via Ricasoli.
A gestirlo Elisa Ranucci, creativa, attrice e grafica, che realizza i suoi capi di abbigliamento femminile, con uno stile ed un brand che sta pian piano facendo breccia sui livornesi (ma non solo) .
«L’idea – spiega Francesco Cortoni, direttore artistico Ntc – è nata con la volontà di aprire anche un’altra attività con l’associazione, perché attraverso la riforma del terzo settore, ci hanno permesso di farlo. Ed è venuto spontaneo pensare a Elisa, che già aveva il suo negozio a Pisa, con un brand indipendente, che, anche dopo la chiusura, è andato avanti sottotraccia. Lei ha sempre lavorato, producendo e stampando i suoi vestiti. Invece, per quanto riguarda il teatro volevamo allargare le attività, con un punto di prossimità maggiore, in centro. Per arrivare ai nostri associati e a chi ci segue. Quel punto in via Ricasoli è un posto dove possiamo fare abbonamenti, raccontare spettacoli, chiedere informazioni, insomma tutta una trafila di opportunità molto interessanti».
E c’è dell’altro. «Una cosa importante è il fatto che all’interno si potranno trovare anche piccole mostre a rotazione, di artisti livornesi: attualmente c’è Michele Stagni, pittore che inizia ad essere quotato. E dunque il negozio diventa anche occasione per proporre e fare arte. Lo spazio è piccolo, le attività limitate, ma stiamo crescendo. Una piccola luce».
Ranucci come trade d’union. «Le collaborazioni col teatro sono già in essere: lei cura la grafica e la comunicazione. Poi è attrice e ci ha dato una mano anche con gli outfit. Disegnando costumi per spettacoli importanti».
Ranucci è entusiasta dell’operazione, e sta operando a tutto gas. «Una cosa nata con l’aiuto del Teatro delle Commedie – dice – con cui collaboro dalla sua nascita nel 2013. Mi hanno proposto questa opportunità di aprire un punto vendita- spin off. Ne sono stata subito contenta perché avevo l’esperienza di Pisa e dunque riuscire ad arrivare a Livorno, è stato davvero super. Abbiamo aperto a gennaio, sono tre mesi pieni, e sono contenta dei risultati ottenuti: in città ho già una clientela affezionata che sta iniziando a capire la particolarità dei miei prodotti».
Un percorso lungo e pieno di soddisfazioni. «Io vengo dal mondo della comunicazione visiva e della grafica, essendo laureata in comunicazione visiva e disegno industriale a Firenze. Dopo la laurea mi sono trasferita a Parigi per un’esperienza lavorativa in una casa di moda, come addetta al disegno dei tessuti. Poi sono tornata in Italia, e nonostante le nuove occasioni, la passione per il disegno dei tessuti mi è rimasta molto viva. Mi sono rimessa in gioco questa cosa e nel 2016 è nato “Asile”: disegno, poi faccio stampare sui tessuti e un laboratorio mi confeziona i capi. Capi totalmente artigianali, a tiratura estremamente limitata; terminato quel metraggio stampo nuovi disegni e così via».
Nel frattempo ci sono stati sviluppi. «Promuovendo un brand artigianale e indipendente mi piace ospitare all’interno del punto vendita, dei brand che sposano la mia stessa filosofia. Livornesi e non. Adesso ho inserito i bikini di una ragazza romana, tutto esclusivo e nulla di industriale».
Tante le ispirazioni nel disegno dei tessuti. «Mi rifaccio all’arte, una collezione per esempio si ispirava a quella giapponese, e l’ultima è stata ispirata da Gauguin e dai paesaggi della Polinesia. La prossima che andrò a disegnare avrà il sapore del Marocco, scaturita da un viaggio che ho fatto di recente».
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