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Flop sagra dei baccelli e Salviano, l'assessore: «Solo nove ambulanti e hanno scelto loro dove andare»
Rocco Garufo difende gli uffici comunali, poi ammette: ««Sono il primo a essere dispiaciuto che la festa sia andata male in quella parte di strada, lo riconosco»
LIVORNO. «Vorrei smorzare il tono delle polemiche, andate un po’ troppo sopra le righe. Soprattutto dopo avere spiegato al presidente del circolo Arci e agli organizzatori che non c’è stata alcuna volontà di boicottare la festa». Chi conosce l’assessore al commercio Rocco Garufo sa che non deve aver reagito benissimo al post del Carli Salviano sull’ultima sagra dei baccelli, la 131, «boicottata dalle alte sfere». Botta e risposta a parte, la festa ha oggettivamente deluso molti, a cominciare dai commercianti, per le poche bancarelle presenti (ne erano state annunciate 25) e per il cuore di via di Salviano (dal rio Maggiore a via di Costanza) rimasto vuoto.
Perché? «Nel piano originario – risponde l’assessore – i banchi erano stati disposti lungo tutta la via di Salviano, avevamo messo in conto che i lavori al ponte sarebbero finiti ad aprile. Invece così non è stato e abbiamo pensato a una disposizione delle bancarelle sui due tronconi della via. Da parte degli uffici c’è stato il massimo impegno e correttezza, hanno fatto i sopralluoghi con il comitato organizzatore, tra l’altro quest’anno per la prima volta il Comune aveva messo a disposizione delle risorse per fare un po’ di animazione, che comunque compete al comitato, a noi spetta l’organizzazione del mercato». Appunto, il mercato: cosa è successo?
«Il punto – viene al dunque – è cosa non è successo. Abbiamo fatto un bando, avevano dato l’adesione 18 ambulanti, poi ne sono arrivati solo 9, e questo purtroppo non dipende da noi». Quella mattina, quindi, c’erano solo pochi banchi (e quelli dei baccelli sono da tempo sempre meno): «Gli uffici hanno chiesto che andassero dall’altra parte, ma hanno trovato più appetibile il lato di via di Levante».
Un passaggio che viene sottolineato anche nella ricostruzione affidata ieri dal Comune a una nota: «Sebbene l’amministrazione e gli uffici abbiamo lavorato per promuovere la sagra nella sua ritrovata collocazione originale, le domande di partecipazione non sono state molte, sicuramente non sufficienti a coprire entrambi i lati di via di Salviano. Per cercare quindi di incentivare la collocazione degli operatori anche lungo il secondo tratto, gli uffici hanno stabilito che il punto di incontro con gli operatori presenti alla spunta, la mattina della sagra, fosse l'incrocio tra via dei Pelaghi e via di Salviano. Nonostante questo però gli operatori hanno deciso di collocarsi nel tratto di via di Salviano che parte dalla rotatoria della Leccia». E «la normativa prevede la possibilità di scelta dei posteggi».
«Sono il primo – riprende Garufo rispondendo al Tirreno – ad essere dispiaciuto che la festa sia andata male in quella parte di strada, lo riconosco, perché poi davanti alla parrocchia è andata bene. Mi dispiace perché nessuno voleva fare la festa in un pezzo di quartiere. Noi comunque ci impegniamo per il rilancio, altrimenti non l’avremmo inserita nel piano del commercio».
«Chiederò un incontro al comitato – aggiunge – perché da parte del Comune rimane la volontà di rilanciare la sagra, anche con investimenti più corposi. Poi ognuno deve fare la propria parte, compresi chi organizza». «Ora dovremo capire – chiosa – come rendere la sagra più attrattiva per gli stessi operatori. Magari dedicando alcune parti a mercati diversi». E «si potrebbe pensare, con l’assessora alla mobilità, a far partire dal quartiere alcune iniziative in programma, questo sì». Parole che suonano come un mezzo mea culpa considerando che domenica più di mille bici hanno sfilato nel resto della città. Ma Garufo respinge l’accusa dei troppi eventi in contemporanea: «È la prima domenica di maggio, è normale». E conclude: «È andata così, spero ci sia la voglia di correggere gli errori, ripartire e superare le polemiche».
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