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Livorno, l’ex Gran Hotel Corallo è ancora sul mercato: è in vendita a 7 milioni di euro
Sono quasi 10mila metri quadrati in stile liberty in una zona quella della stazione, che, in futuro, dovrebbe vivere un’esplosione di arte, turismo e cultura grazie al maxi progetto degli Uffizi del Mare
LIVORNO. Piazzare sul mercato quell’ex Gran Hotel e la sua storia non è sicuramente facile. Quella grande bellezza sfiorita internamente da restauri che non hanno tenuto conto dei fasti e delle decorazioni storiche di un tempo, oggi è in vendita a 7 milioni (il costo è quasi dimezzato rispetto all’anno scorso): sono quasi 10mila metri quadrati in stile liberty in una zona quella della stazione, che, in futuro, dovrebbe vivere un’esplosione di arte, turismo e cultura grazie al maxi progetto degli Uffizi del Mare alle Terme del Corallo, lì accanto. L’auspicio dell’agenzia romana che ne cura la vendita è quello che, presto, l’immobile possa tornare al servizio della città, invece di essere uno spettrale contenitore vuoto e da ristrutturare composto da 5 piani, due torrette, 100 posti auto, garage, sotterranei.
La storia e i suoi fasti Art Nouveau sono descritti anche nell’ incipit dall’ autore di The gourmet’s guide to Europe pubblicata a Londra nel 1908 che apre la lista degli hotel di prima classe di Livorno proprio con il Grand Hotel Corallo. E a coprire quella meravigliosa storia firmata da Angiolo Badaloni, inaugurata il 14 luglio 1907, ci sono, oggi, piani interi di pavimenti in moquette (al posto degli storici marmi) e un grande restauro anni ’70 che ha dovuto scegliere tra sicurezza strutturale oppure salvaguardia delle decorazioni. Il risultato è che in quei 9.600 metri quadri tra via Foscolo e piazza Dante la maggior parte degli stucchi e dei decori che si vedono nelle foto d’epoca, aimé, sono andati perduti. Una grande bellezza sfiorita al tempo frequentata da nobili danarosi e dal nostro Pietro Mascagni che là dentro aveva una sua personale suite.
L’ex gran hotel è ancora sul mercato. È sempre lì, sempre più fagocitato dalla vegetazione: un vero peccato se si pensa che era è stato costruito con 200 camere, aveva maestose scale di marmo proprio a servizio delle Acque della Salute lì accanto. Su ogni piano ci sono bagni (dopo la ristrutturazione là dentro avevano sede tanti uffici). Le due torrette sono malmesse. Un tempo ogni camera era munita di servizio di acqua corrente calda e fredda, e un servizio di ascenseur collegava i piani con la zona sociale al pian terreno, che comprendeva sale da pranzo, sale da fumo, sale di lettura ed al centro il grande salone di lusso affrescato da Ulisse Picchi e Oreste Malfanti che già aveva dipinto alcune sale delle Terme, decorato di stucchi e illuminato da centinaia di lampadine elettriche. Non c’è più niente. Al pian terreno nella parte posteriore del ristorante fu aperta la zona "Table d’hôte". Lì la pavimentazione sta franando. Giù nel piano interrato ancora resta il bancone di quel che era un club di Bridge e di biliardo che ha chiuso tanti anni fa. Poi in giardino c’è ancora la struttura che ospitava il bar a servizio degli uffici. L’immobile ha grandi potenzialità. Va ristrutturato, come si legge nell’annuncio. Ha una destinazione d’uso mista perciò si presta bene a soddisfare varie necessità.
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