Gioco
A Livorno guardia medica presa d’assalto, nei festivi oltre 200 chiamate. Ecco come funziona il servizio
Per accedere bisogna prima chiamare il centralino
LIVORNO. «Si prega cortesemente di non bussare. Chiamare la centrale operativa». Il monito si trova su un foglio appeso alla porta della guardia medica di via Venuti. O meglio, dell’ex guardia medica. Adesso si chiama servizio di continuità assistenziale. Suonare, del resto, è impossibile. Anche volendo. Perché il campanello non esiste. C’è solo un involucro vuoto. «È una misura presa per la tutela di tutti – dice la dottoressa Milli Caschili, referente uf cure primarie – sia dei pazienti che del personale in servizio». Anche perché, spiega la dottoressa «il sabato e la domenica riceviamo anche 50/70 chiamate per ogni Aft (Aggregazione funzionale territoriale, ndr)». Che in totale fa più di 200 telefonate ricevute, in media, ogni sabato e ogni domenica dalla guardia medica di Livorno dove sabato scorso un uomo ha dato in escandescenze bussando ripetutamente alla porta e offendendo la dottoressa. Ma ecco come funziona il servizio di continuità assistenziale che, lo ricordiamo, è destinato a cambiare sulla scia delle disposizioni regionali.
Servizio su telefonata
Prima di tutto chi ha bisogno della guardia medica non deve andare in via Venuti e bussare. Ma deve telefonare al centralino (0586223456) spiegando all’operatore di cosa ha bisogno. Sarà poi l’operatore a passare la chiamata al medico della comunità assistenziale. In via Venuti – spiega la dottoressa Caschili – ci sono quattro medici per turno. «Uno per ogni Aft. E il paziente viene indirizzato all’uno o all’altro in base alla Aft del proprio medico curante». Le Aft sono i raggruppamenti in cui sono suddivisi i medici di famiglia che lavorano nei vari territori. A Livorno, appunto, ne esistono quattro (più una a Colle). Una volta che la chiamata del paziente viene “dirottata” dal centralino della guardia medica al dottore, è poi questo che fissa un appuntamento specificando l’orario in cui presentarsi in via Venuti. Quando il paziente arriva di fronte alla struttura al civico 48 non deve, appunto, bussare. Ma deve richiamare il centralino dicendo di essere arrivato. A quel punto l’operatore avviserà nuovamente il medico che appena può andrà ad aprire la porta.
Gli orari
La guardia medica, lo ricordiamo, assicura un servizio di assistenza, in ambulatorio o a domicilio, nei casi che si verificano durante la notte o nei giorni festivi o prefestivi, quando il proprio medico curante o il pediatra di libera scelta non sono in servizio. La guardia medica – come è possibile leggere sul sito dell’Asl Toscana nord ovest – entra in servizio nei giorni feriali dalle 20 alle 8; nei fine settimana dalle 8 del sabato fino alle 8 del lunedì e durante le festività infrasettimanali dalle 10 del giorno prefestivo fino alle 8 del primo giorno feriale. Per chi non è residente o domiciliato in Toscana il servizio è a pagamento: 20 euro per la visita ambulatoriale e 30 per la domiciliare.
Nervosismi
Non ci sono numeri da prendere e non c’è una vera e propria lista d’attesa. Ma il medico, nel fissare gli appuntamenti, distribuirà i pazienti nel corso della giornata. Dato che i dottori sono umani, potrebbero uscire per visite domiciliari ed esistono anche gli imprevisti, capita che le visite si accavallino. E che qualcuno si trovi fuori ad aspettare più del previsto. «Notiamo che c’è una situazione di nervosismo generale – sottolinea la dottoressa Caschili –, ma i colleghi cercano di rimanere tranquilli. Fortunatamente negli ultimi tempi non sono capitati casi di aggressione fisica, ma offese e minacce sì, anche di morte». Ma per quali motivi gli utenti della guardia medica danno in escandescenze? Per l’attesa? «Sicuramente l’attesa è un elemento. L’altro sono le richieste. C’è chi vorrebbe gli fossero prescritti i farmaci che vuole, ma non funziona così». E che nervosismi ed escandescenze non siano solo una chimera è chiaro anche dal cartello esposto in via Venuti: «Aggressioni verbali e fisiche, minacce e offese comportano immediata chiamata al 112 con relativa querela. Quattro medici si occupano di una popolazione di 160.000 persone e coprono il servizio di 150 medici di assistenza primaria e 14 pediatri, le chiamate vengono filtrate da soli due centralinisti per tutta la provincia di Livorno. La guardia medica non è un servizio di emergenza. (Nel senso che per le emergenze, eventualmente, c’è il pronto soccorso ndr)». Firmato, i medici della continuità assistenziale.
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