Gioco
“Scoprirsi” giovani con Lamberto Giannini: «Con questo libro li aiuto a cercarsi»
Il prof e regista guarda agli adolescenti: «Li amo così come sono: è il segreto»
Livorno Apocalypse Down. Potrebbe essere il titolo del prossimo spettacolo che vede protagonisti l’attore Paolo Ruffini e la Mayor Von Frinzius.
Lo anticipa il deus ex machina della compagnia inclusiva, Lamberto Giannini, mentre parla del suo “Scoprirsi”. Una “scorciatoia” letteraria. Pagine e parole che vogliono «grazie ai filosofi, scorciare la strada che porta i giovani a cercarsi e a credere in sé . Questo penso che sia il senso di questo libro, in cui dimostro anche che non uso mai me stesso, ma i miei amici, i filosofi, nei quali ho trovato tante risposte, tante spinte ai tanti interrogativi ai quali non sapevo rispondere da solo. Per questo cerco di far fare amicizia ai giovani con i filosofi», racconta lui che fa il regista per passione (il 25 e il 26 maggio debutta al Goldoni il nuovo spettacolo della Mayor “Scaraventati”), ma che da una vita è in cattedra.
Ogni mattina davanti a lui, negli anni, sono passati centinaia di studenti che studiando con Giannini filosofia, in realtà hanno parlato di mondo, di fiducia in se stessi, di relazioni. “Scoprirsi” è il suo ottavo libro: lo dedica ancora una volta a quelle «creature che io amo con tutto me stesso, le amo così come sono, non come uno vorrebbe che fossero: è questo il segreto. Devi mostrare che hai bisogno di loro, che li ami, che la mattina entri in classe e metti tutto il tuo entusiasmo, non il tuo giudizio. Lo stesso faccio nel teatro».
In questo libro “scaraventa” sé, per gli adolescenti?
«Ho scaraventato tutto quello che avevo dentro, con una parte poetica, una pedagogica e una filosofica. Ogni capitolo si introduce con una poesia e poi parlo di giovani e amore, di giovani e nichilismo»
Il nichilismo per i giovani è una trappola da cui aiutarli a uscire?
«Oggi i giovani sono intrigati e affascinati nella trappola del nichilismo anche a causa dei meccanismi sociali che gli adulti hanno creato loro, ma ora non bisogna assolutamente farli uscire: al contrario bisogna far capire loro quali significati si possono trovare nel nichilismo. In altre parole si può dar voce al nulla che pensiamo di essere».
Alcuni suoi colleghi si sentono disarmati davanti ai ragazzi di oggi, parlano di apatia. Lei che dice?
«Non vedo dimensione apatica, vedo in loro rassegnazione: si rendono conto che oggi non c’è un pensiero forte che li può salvare, che li può guidare, né religioso, né politico, I giovani oggi esprimono il bisogno che qualcuno creda in loro, nella loro forza, nella loro bellezza».
Li vede scaraventati nella vita creata loro dagli adulti?
«Oggi i giovani non possono fare un progetto di vita, perché sì, sono scaraventati nella vita. Però cosa possono fare? E cosa dobbiamo aiutarli a fare: possono dare significato alla loro esistenza se trovano un adulto significativo che crede in loro. Quindi io oggi vedo i giovani sempre meglio e dico che la loro ansia è giustificata, perché oggi è davvero difficile costruire un progetto esistenziale».
Pensa che siano intrappolati dal fenomeno del web e dai social, perdendo aderenza con la realtà?
«I social e il web sono strumenti potenti e pericolosi, ma questo è il mondo di oggi. È un po’ come il bar degli anni ’50 o la disco negli anni ’70».
Pensa che lei sia migliore anche grazie ai suoi studenti?
«Penso di essere una persona piena di limiti, piena di insicurezze che, grazie agli alunni, grazie agli attori ha trovato una forza che pensava di non avere. Questa forza mi è stata fornita da chi ha creduto in me. Per riuscirci ci vuole tanto lavoro, tanta attenzione, e qualcuno significativo, ovvero l’insegnante, che crede in te. Quando mi rendo conto che non credo in qualche ragazzo, o attore giovane, in qualche studente, mi arrabbio con me stesso, cerco di capire cos’è che non trovo, perché io ritengo che la bellezza sia, davvero, profondamente dentro le persone».l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
