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Il lutto

Livorno, muore conosciuto marmista: sua la firma sulla statua del marinaio

di Claudia Guarino
Livorno, muore conosciuto marmista: sua la firma sulla statua del marinaio

Super tifoso del Livorno calcio, Salvadorini in città aveva un luogo del cuore

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LIVORNO. Ogni firma sulle sue opere rappresentava il percorso intrapreso per arrivare alla creazione. Lì dentro c’era tecnica. E c’era la professionalità di una preparazione decennale. Ma c’era anche l’empatia. Quella di chi sa prendersi a cuore il proprio lavoro e le persone con cui, quotidianamente, ha a che fare. Egisto Savadorini è stato il marmista di Livorno per anni. Suoi sono molti dei marmi presenti nei cimiteri della città. E suo è il basamento della statua del marinaio, all’Accademia. È morto nella serata di giovedì all’ospedale di Livorno. Aveva 75 anni e lascia una famiglia numerosissima, tra cui il figlio Maurizio, a cui ha tramandato l’attività che porta il suo nome.

«Negli anni Sessanta ha iniziato a lavorare come marmista con Razzauti, che per lui è stato come un padre – raccontano i familiari –. E nel 1980 ha preso lui l’attività». All’inizio era in via Pera. Poi, negli anni Novanta, la Egisto Salvadorini lavorazioni marmi e graniti si è spostata in via Cestoni, dov’è tutt’ora. Egisto Salvadorini ha creato gran parte delle opere di marmo che si trovano all’interno dei cimiteri della città: Lupi, Misericordia, Ardenza e Antignano. E, insieme al figlio, ha lavorato alla statua del marinaio all’Accademia, inaugurata nel 2014. «Per lui l’azienda era una seconda famiglia, anche perché in tanti lavoriamo lì – proseguono i familiari –. Era marmista eccezionale. Ed era un padre e un nonno altrettanto eccezionale».
 

Super tifoso del Livorno calcio, Salvadorini in città aveva un luogo del cuore: «C’era un barbiere in via Mastacchi, soprannominato panino. Lui aveva un gruppo di amici e spesso si ritrovavano tutti lì a parlare del Livorno. Era molto legato a quel posto e a quelle amicizie».

E di amicizie ne aveva tante anche nella Cna, di cui è stato per anni presidente della sezione marmisti. «Egisto – ricorda il direttore di Cna Livorno Dario Talini – è stato per noi, soprattutto nel suo settore di lavoro, un autentico punto di riferimento. Ricordo che appena entrato in associazione assunsi il coordinamento sindacale dei marmisti ed ebbi subito modo di capire l’autorevolezza che aveva nella categoria. Insieme all’allora direttore Gino Baldi, suo coetaneo, cresciuti insieme a Shangai, abbiamo affrontato vertenze di settore con enti e istituzioni locali inerenti l’arte funeraria, in difesa di tutti gli artigiani del lapideo. Per tanti anni è stato il presidente dei marmisti. La sua impresa era dal primo giorno di costituzione in Cna ed è la stessa cosa per quella adesso guidata dalla sua famiglia, a cui va l’affetto e il cordoglio della presidenza, della direzione e di tutti i colleghi degli uffici di Livorno. Egisto era molto legato ai valori della tutela e lo sviluppo delle piccole e dello sviluppo delle medie imprese artigiane. È stato un esempio».

Chi volesse dargli un ultimo saluto può farlo oggi (sabato 6). Il funerale, con esequie curate dal servizio di onoranze funebri della Svs di Livorno, si terrà alle 11 nella chiesa accanto alla camera mortuaria dell’ospedale, in viale Alfieri. 

 

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