Gioco
Al teatro Quattro Mori c'è Frassica, ambasciatore di felicità: «Regalare svago fa bene»
L’attore e showman siciliano ambasciatore del Festival «Onorato da questo riconoscimento»
Livorno Comico, cabarettista, attore, conduttore televisivo e radiofonico, autore, cantante, scrittore. E da oggi anche “Ambasciatore di Felicità”: il grande Nino Frassica è orgoglioso di questo riconoscimento tutto livornese che arriva a 72 anni, nella serata del 6 maggio.
E lo riceverà sul palco del Teatro Quattro Mori dalla mani dell’attore Stefano Santomauro, l’ideatore del Sulla Felicità festival, un unicum a livello regionale, alla sua seconda edizione che a Frassica ha conferito questo titolo.
«Per me questo è un riconoscimento importante, non sarà per la vera felicità, ma questo rende felice me», dice in esclusiva al Tirreno il grande showman che nella sua carriera abbraccia altri mostri sacri come lui da Renzo Arbore in “Quelli della Notte” e “Indietro Tutta”, poi la conduzione di alcuni tv show come Ritira il Premio su Rai 2, “Colorado” su Mediaset per presentare Colorado. Affianca inoltre Piero Chiambretti nel programma Markette di La 7 e nel 1999, entra invece nel cast di Don Matteo, nato da un’idea di Enrico Oldoini, dove interpreta il ruolo del maresciallo Cecchini e recita insieme a Terence Hill e a Simone Montedoro. E poi tutti i suoi film, i suoi libri: insomma l’onore per la città di Livorno di avere come ospite Nino Frassica è grande. E lo showman non mancherà di far sentire la sua risata fragorosa non solo sul palco, ma anche in giro per la città, dove non mancherà di gustarsi il cacciucco alla livornese dalle 5 C, che ben conosce.
Adesso nella super carriera di Nino Frassica c’è anche il riconoscimento di Ambasciatore di Felicità. In un contesto globale e sociale sempre più complesso dove la felicità a volte sembra un optional, lei come lo vive?
«A volte mi capita di essere fermato dalla gente che mi fa i complimenti e qualcuno mi racconta che sono riuscito involontariamente a regalare momenti di divertimento e svago, in periodi in cui magari non stavano bene, per me questo è un riconoscimento importante».
Il Sulla Felicità Festival di Livorno rappresenta veramente un’innovazione a livello nazionale. Per lei la felicità cos’è?
«Regalare felicità agli altri aiuta ad essere felici, dopodiché, pur sapendo di sembrare scontato, sapere di stare bene e in salute è per me un’altra importante forma di felicità»
È mai stato a Livorno? Cosa conosce della nostra città?
«Per lavoro ho girato abbastanza tutta la nostra penisola, e non è la prima volta che vengo a Livorno, ma ammetto di non averla girata tantissimo purtroppo, ma conosco bene il cacciucco alla livornese».
Lei stasera sarà sul palco di uno di quei cinema-teatro che sempre più hanno difficoltà a sopravvivere, oggi, nel mondo della globalizzazione. Si sente di schierarsi a difesa di questi scrigni di cultura e socialità?
«Assolutamente sì, il cinema, così come il teatro sono luoghi bellissimi, io mi ci rifugiavo da bambino quando non volevo andare a scuola: era bellissimo vedere i film tramite gli “schermi giganti”, e a teatro l’emozione sul palco ma anche da spettatore è sicuramente molto forte. Ma è pure vero che questi oggi sono “luoghi” in difficoltà. Credo comunque che ci sarà la possibilità di una convivenza anche con le nuove modalità di fruizione della cultura».
La sua carriera comprende quasi ogni settore. Al momento ha progetti televisivi, editoriali oppure teatrali in partenza?
«Al momento non posso svelare molto, ma qualcosa in cantiere c’è: un nuovo libro edito da Mondadori, Don Matteo e poi in giro per l’Italia con il mio live e la Los Plaggers Band».
Nino Frassica e il suo libro “Paola” che racconterà anche stasera al pubblico livornese: è una storia vera. Come è arrivato a scriverla?
«Paola è una “storia vera” poco credibile. Molti libri scritti in precedenza erano legati ad un successo televisivo, come ad esempio Il libro di Sani Gesualdi” o Novella Bella, stavolta, non è legato ad alcun successo; avevo voglia di scrivere ed ho scritto questo romanzo, che si chiama “Paola, una storia vera” (e non è vero niente). L’obiettivo tuttavia rimane lo stesso: far ridere attraverso un racconto».
Il grande Frassica ha un sogno nel cassetto ancora da realizzare?
«Vorrei girare un bellissimo film, non sogno necessariamente un ruolo drammatico. Il mio forte posso darlo nel comico».l
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