Gioco
Livorno, al poliambulatorio uno sportello solo e decine di persone in fila: «Oltre 90 minuti per un campione»
Servizio al rallenty al pian terreno del settimo padiglione dell’ospedale nonostante lo Zero Coda: «Numero preso alle 11.16, la consegna alle 12.50»
LIVORNO. «Menomale lo chiamano zero coda: dovevo essere chiamato alle 11.41 e a mezzogiorno e un quarto sono sempre qui che aspetto», si lamenta un livornese che deve farsi il prelievo.
Mercoledì mattina al pian terreno del settimo padiglione, che da qualche anno – da quando è stato chiuso il poliambulatorio per lavori che dovevano terminare a fine 2021 e sono invece ancora in alto mare – ospita le attività di prelievi, cup e consegna campioni.
Insieme a lui ci sono una trentina di persone che aspettano. Le piccole sale di attesa sono tutte piene. Due oss gentilmente cercano di tranquillizzare gli utenti. «Siamo in ritardo», spiegano. «Scusate».
Ma non è la mezz’ora di attesa il problema. È il motivo per cui questa situazione si crea frequentemente, secondo la testimonianza di chi frequenta spesso il centro prelievi dell’ospedale.
Lo racconta bene le foto che pubblichiamo a fianco: decine di persone in attesa, un solo sportello aperto, il D. Gli altri quattro hanno tutti le tendine abbassate.
«È la politica dei risparmi», si lascia scappare un operatore. Vecchia storia che si ripete da anni e lo “Zero coda”, seppur abbia migliorato la situazione, organizzando gli accessi, non ha risolto il problema reale che è il risparmio sul personale.
I ritardi sono di una mezz’ora per chi ha prenotato, ma arrivano a 100 minuti per chi arriva senza la prenotazione. Cento minuti. «Signore non ha prenotato, deve attendere», viene risposto due volte a un uomo che ha preso il bigliettino per la consegna del campione biologico alle ore 11.16. «Sul bigliettino c’è scritto che non ho persone davanti ma sono le 12.23 e ancora non sono stato chiamato», risponde quello. «Non ha prenotato, bisogna che aspetti», replica l’Oss. Come se la mancata prenotazione – che è prevista dall’organizzazione messa in piedi dall’Asl - possa giustificare un’attesa di oltre un’ora.
«Alla fine – racconta l’uomo – un’infermiera di buon cuore mi ha preso in carico alle 12.50, ma allo sportello non mi hanno mai chiamato. Poi quando le ho detto che dovevo consegnare il campione, l’infermiera mi ha detto che sarei dovuto tornare il giorno dopo perché ormai erano stati spediti al laboratorio. Lo stesso è toccato a chi era dopo di me. Alla fine, insistendo, mi hanno ritirato il campione dicendomi che l’avrebbero spedito il giorno dopo e spiegandomi che è il computer che chiama i numeri, dunque l’operatore non ne ha colpa. Ma se a mezzogiorno, come mi è stato detto, i campioni biologici vengono spediti in laboratorio, e il computer sa che ci sono utenti che hanno preso il numerino per consegnarli ma non li chiama, significa che qualcosa non funziona».
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