Il Tirreno

Livorno

Il lutto

Addio al prof Guidi, docente di matematica e appassionato di piante. Il ricordo della figlia

di Claudia Guarino
Addio al prof Guidi, docente di matematica e appassionato di piante. Il ricordo della figlia

Livorno, aveva 70 anni: ha insegnato a lungo al Vespucci. «Babbo insegnava con passione e ironia, con lui la matematica non faceva paura»

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LIVORNO. «Ragazzi, allora, andrete alla fiera di Pontedera? Perché io ci sarò. Mi trovate alle 16 sul Tagadà». I ragazzi andavano, lo cercavano ma non riuscivano proprio a trovarlo. «Prof, ma non è venuto ieri?». «Come no? Non mi avete visto». «Babbo raccontava sempre questa storia agli studenti delle prime. E la riproponeva anche negli anni successivi. Funzionava quasi sempre. Finché i ragazzi non si ammoscavano che era uno scherzo». E giù risate.

Riccardo Guidi ha trascorso la sua vita in cattedra, insegnando matematica a generazioni di ragazzi. È morto dopo una malattia all’ospedale di Livorno. Aveva settant’anni e lascia un grande vuoto nei cuori delle tante persone che lo amavano. In quelli dei suoi ex studenti. E in quelli di sua moglie Laura Contini, ex docente di educazione fisica al Niccolini-Palli, e dei figli Elena e Alberto.

Originario di Castelfranco di Sotto, nel Pisano, dopo aver conosciuto sua moglie si è trasferito a Livorno, continuando, anno dopo anno, a insegnare matematica. Al Vespucci, prima e all’istituto Montale di Pontedera dopo, prima di andare in pensione nel 2019.

«Babbo insegnava con passione e ironia – dice la figlia Elena –. Con lui la matematica non faceva paura». Ed era un professore molto attento alle necessità dei ragazzi, specialmente di coloro che, per un motivo o per un altro, avevano maggiori problemi nell’apprendimento. «Diceva che i ragazzi andavano sempre aiutati. Mai ostacolati». E insegnava col sorriso sulle labbra. «Era il docente che spiava da dietro il giornale. Faceva i buchi in mezzo alle pagine, sbirciava da lì e diceva: “Guarda che ti vedo”».

L’ironia, insomma, era parte di lui. Così come il pollice verde. Accanto alla casa di famiglia, infatti, c’è una serra, tramandata di generazione in generazione, in cui prof. Guidi coltivava piante grasse.

«Era una passione che ha portato avanti per anni come hobby. Quando finiva di insegnare si rilassava e andava nella casa di Castelfranco di sotto immergendosi nelle piante, coltivandole e collezionandole. Ha peraltro trasmesso questa passione a mio fratello e per lui è diventata un’attività. Per noi, del resto, è stato un padre fantastico, l’abbiamo adorato».

La salma di Riccardo Guidi si trova alla camera mortuaria dell’ospedale, in viale Alfieri, ed è qui che oggi pomeriggio alle 14.30 ci sarà il funerale. Sarà dunque possibile dare l’ultimo saluto allo storico professore che ha saputo trasmettere ai ragazzi la passione per la matematica con preparazione e ironia. E all’uomo dal pollice verde che ha portato avanti con amore la serra di famiglia per poi tramandarla ai propri figli.


 

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