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Livorno

Sicurezza all’ospedale

Psichiatria a Livorno, l’allarme del sindacato: «Minacce e violenze. Così il servizio rischia il collasso»

di Claudia Guarino
Psichiatria a Livorno, l’allarme del sindacato: «Minacce e violenze. Così il servizio rischia il collasso»

La denuncia del Fials dopo i fatti di Pisa: «Mancano posti letto e c’è poco personale»

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LIVORNO. Sono passati quattro anni da quando un paziente di Psichiatria staccò a morsi il dito di un’infermiera. Quello è stato probabilmente il caso più eclatante, ma nel corso del tempo di episodi simili, a Livorno, ne sono accaduti. Nel maggio dello scorso anno, per esempio, due pazienti si sono presi a testate ferendo gli infermieri che tentavano di separarli. E, non regolarmente ma quasi, c’è chi dà in escandescenze al pronto soccorso minacciando operatori e pazienti. A lanciare (di nuovo) l’allarme è il sindacato Fials, Federazione italiana autonomie locali e sanità, che pone l’accento su tre questioni: la carenza di personale, la mancanza di un protocollo con le forze dell’ordine e la carenza di posti letto nei servizi di Psichiatria.


Posti letto

«Dato che gli spazi nelle Rems sono insufficienti – dice Massimo Ferrucci, segretario di Fials Toscana – va a finire che i pazienti sono presi in carico ai servizi di Psichiatria che talvolta finiscono per assolvere un ruolo di controllo sociale del tutto improprio». Le Rems, lo ricordiamo, sono le residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, luoghi in cui, su decisione del giudice, può essere destinato un reo dichiarato incapace di intendere e di volere. Hanno preso il posto dei vecchi ospedali psichiatrici giudiziari e in Toscana ne esistono due: una a Empoli e una a Volterra. «Oltretutto (nei servizi di Psichiatria, ndr) c’è l’aggravante del ridotto numero dei posti letto che il parametro nazionale individua in un rapporto di un posto letto ogni 10.000 abitanti mentre in Toscana e in varie Assi attesta intorno allo 0,6». E questo, aggiunge Daniela Boem, segretaria provinciale Fials, «vale anche per Livorno. A Piombino non è stato aperto il servizio psichiatrico di diagnosi e cura per mancanza di personale e in questo modo si sovraccarica il servizio di Livorno con la conseguenza che i posti letto rimangono insufficienti».


Il personale

A questo, dice Ferrucci, «si aggiunge la diminuzione delle risorse di personale dedicato». Un contesto, questo, in cui si generano dei rischi per chi lavora. «Quando accade qualcosa in reparto – sottolinea Boem – le forze dell’ordine non possono intervenire all’interno, ma solo fuori». Per questo «Abbiamo chiesto più volte alle direzioni aziendali la stipula di specifici protocolli operativi con le forze di polizia per garantire un loro tempestivo intervento. È opportuno ricordare, per esempio, che nella struttura del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura di Livorno un utente ricoverato aveva procurato l’amputazione di un dito a un operatore». Del resto, con quanto accaduto a Pisa, dove la psichiatra Barbara Capovani è morta a seguito di un’aggressione subita davanti al Santa Chiara, «è chiaro che le aggressioni nei confronti degli operatori sanitari hanno raggiunto un livello così elevato che devono non solo indurre a riflessioni ma richiedono interventi immediati e l’individuazione di specifiche responsabilità. Non ci spetta stabilire ciò che devono accertare gli organi competenti, ma occorre porre, da parte delle autorità scientifiche e delle istituzioni, una precisa attenzione a quanto è avvenuto nelle trasformazioni sociali, in un arco di tempo relativamente breve, che hanno prodotto nuovi fenomeni caratterizzati da violenza, spesso mascherata da falso antagonismo sociale, verso singoli operatori appartenenti a specifiche aree come quella sanitaria dove i fatti avvenuti destano allarme».

«Si agisca»

Ecco perché il Fials, conclude Massimo Ferrucci, «a fronte di vari eventi di violenza verificatesi in particolare nelle strutture della Psichiatria, del Serd e del pronto soccorso, ha rinnovato la richiesta, alla Usl Toscana nord ovest, di adempiere alla legge (in materia di garanzie sulla sicurezza degli operatore, ndr). Abbiamo già richiesto all’assessorato regionale la ripresa del confronto con gli opportuni adeguamenti strutturali, organizzativi e di applicazione della vigente legislazione in generale per tutti gli operatori e in particolare riferiti ai servizi di Psichiatria. In assenza di risposte attiveremo le opportune iniziative nell’interesse della tutela dei diritti dei lavoratori».

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