Il Tirreno

Livorno

Il lutto

Addio a Carlo Braccini, lo scrittore del Palio con Livorno nel cuore

di Claudia Guarino
Addio a Carlo Braccini, lo scrittore del Palio con Livorno nel cuore

Gli amici: «Con lui è morta una parte della città»

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Livorno Ha raccontato le bellezze di una città che amava dal profondo del suo cuore. L’ha fatto riscoprendo scorci, aneddoti e momenti di vita sepolti dalla polvere degli anni che passano. L’ha fatto scrivendo libri, divulgando sui social la memoria amaranto e, così facendo, liberando il passato dall’oblio del tempo. Il tutto con accanto sua moglie, Ilidia Sartini, che ieri mattina ha comunicato sulla pagina Facebook del marito quanto era già nell’aria fin dalla sera prima. «Carlo non è più tra noi». Carlo Braccini è morto all’ospedale di Livorno, dov’era ricoverato da qualche giorno dopo essersi sentito male. Aveva 66 anni e lascia un grande vuoto nei cuori delle tantissime persone che l’amavano che adesso, nel giorno del dolore più grande, si stringe intorno alla famiglia di Braccini in un caldo abbraccio.

«Sono devastato – dice Maurizio Quercioli, presidente del comitato organizzatore Palio marinaro –. Con Carlo se ne va un pezzo di storia del Palio e della città». Braccini si era avvicinato al mondo remiero anni or sono. E aveva contribuito a raccontare e forgiare la memoria anche di questa parte dell’identità livornese.

«Nel 2016 l’ho incontrato e gli ho detto: Carlo, bisogna pensare a come trasmettere la memoria. E così, insieme – spiega Quercioli – abbiamo creato Wikipalio, una pagina delle gare remiere dove molte persone hanno dato un contributo per ricostruire la storia del palio. Carlo era un profondo conoscitore del Palio e, più in generale, della storia di Livorno. E amava la città profondamente. A tal punto da tatuarsi il simbolo del Comune sul braccio».

Scrittore e uomo poliedrico, Braccini negli ultimi anni lavorava a Villa Serena come addetto ai servizi generali. «Era un uomo cordiale e allegro – racconta Paolo Pesci, vicepresidente della Cuore Liburnia, coop che opera a Villa Serena –. E affezionati agli ospiti. La sua morte, per noi, è stata un fulmine a ciel sereno. Esprimiamo cordoglio e vicinanza alla famiglia». Chi conosceva Carlo lo descrive come un uomo allegro e gentile. E, soprattutto, come una persona che andava oltre la superficie e l’apparenza, per scoprire l’identità profonda dei luoghi e degli altri.

La salma di Braccini è esposta da lunedì 24 aprile alla camera mortuaria dell’ospedale di Livorno, in viale Alfieri, in attesa di essere trasferita al cimitero comunale dei Lupi, alla Cigna, da un mezzo del servizio di onoranze funebri della Svs di Livorno.

«Carlo era una persona semplice e umile nella sua sapienza – ricorda Maurizio Quercioli –. È stato l’ispiratore di tante iniziative. E con lui è morta la voce del Palio».

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