Gioco
I ragazzi del Ca’ Moro non mollano. Gestiranno lo chalet del lago Alberto
Il progetto del recupero della barca non è sospeso ma arriva una nuova avventura
LIVORNO. Se è vero il famoso detto per cui se si chiude una porta si possa poi aprire un portone, può pure accadere che, chiusa un’esperienza marina, si presenti subito la felice opportunità di un’esperienza lacustre. Stiamo parlando della splendida storia del "Ca’ Moro", gestito dai ragazzi down, esperienza venuta accidentalmente meno con l’affondamento della barca - ristorante.
E’ infatti notizia di questi giorni dell’affidamento, in comodato gratuito, della gestione dello chalet del Lago Alberto, (all’interno della tenuta Bellavista Insuese) in zona Guasticce da parte della proprietaria Sabina Vitarelli, alla cooperativa diretta da Marco Paoletti realtà che rappresenta giuridicamente i ragazzi. Il posto è splendido tanto quanto l’entusiasmo di quelli che saranno camerieri al laghetto, inquadrati regolarmente con un contratto di "cameriere" e con uno stipendio e un orario già prefissato. Alberto è il nome del padre di Sabina e la stessa figlia ha voluto ricordare il genitore attribuendo al laghetto il suo nome.Fra i presenti a bersi un caffè allo chalet Lorenzo Bacci, già sindaco di Collesalvetti, e Daniele Tornar medico di famiglia in pensione, storica anima dell’Associazione Persone Down che racconta come il progetto del Cà Moro non sia morto ma sospeso «perché grazie alla generosità dei livornesi abbiamo raccolto fondi con i quali potrebbe essere possibile mettere in cantiere, è il caso di dirlo, un analogo progetto».
Ma il futuro è ricco di novità: «Intanto nella nostra storica sede della Casa del Mulino - aggiunge - incrementeremo la nostra attività aprendo pure la nostra associazione a ragazzi con problematiche diverse da quelle dei nostri ragazzi».
Al laghetto sono infatti presenti anche ragazzi autistici. «E poi, grazie alla collaborazione con Uappala Hotel, è in essere il progetto di aprire una struttura turistico alberghiera nel quartiere Venezia».Attenzione:in realtà il progetto dello chalet al lago ha già vissuto il battesimo del fuoco: per Pasqua e Pasquetta la struttura era aperta e sono state registrate ben un migliaio di presenze.
Il tutto grazie anche alla collaborazione con l’Associazione Nazionale Carabinieri, che ha regolato il traffico per la lunga strada sterrata che porta nel luogo, al contributo degli imprenditori Enrico Cafferata e ColleCoop, che hanno supportato economicamente il progetto e alla Rea che ha ritirato dei rifiuti all’indomani della due giorni festiva. La parola torna alla mecenate dell’integrazione sociale ovvero Sabina Vitarelli che racconta come il posto abbia vissuto momenti emozionanti come la serata della "Lirica al Lago" uno spettacolo indimenticabile visto il contesto paesaggistico con l’esibizione di cantanti e musicisti.
«Ed è da non perdersi la "lucciolata"- racconta la proprietaria della tenuta -ovvero quelle serate nel periodo luglio-agosto quando in un’area limitrofa al laghetto si danno appuntamento centinaia di lucciole. Non chiedetemi perché si incontrino qui».Questi i nomi dei già sperimentati camerieri: Davide Tornar, Valentina Negrini, Marco Visconti (figlio di Giovanni presidente della cooperativa),Federico Parlanti, Giorgio Cetra, Edoardo Moscato con un ringraziamento pure ai volontari impegnati nel progetto come Mario La Rocca,Giulia Voliani,Paolo Faccenda, Federica Rossi e Dario Penco.
Fra i meriti di questi ragazzi la capacità di rispondere alla più classica delle domande del cronista ("Sei felice di questa esperienza ?") in maniera del tutto irrituale. Si va dal "Sì" al "Sì, ma preferirei fare il dj", chi risponde divagando e spostando la conversazione sulla fidanzata e chi con onestà risponde "No" come magari penserebbero in tema di fatica tante altre persone extra associazione costrette però dal "politicamente corretto" ad esprimersi più diplomaticamente. Ma questi ragazzi dicono sempre la verità. Cntatti: Istagram o Facebook Lago Alberto Guasticce oppure chiamando il numero telefonico 344 0438076. i Franco MarianelliLivorno Se è vero il famoso detto per cui se si chiude una porta si possa poi aprire un portone, può pure accadere che, chiusa un’esperienza marina, si presenti subito la felice opportunità di un’esperienza lacustre. Stiamo parlando della splendida storia del "Ca’ Moro", gestito dai ragazzi down, esperienza venuta accidentalmente meno con l’affondamento della barca - ristorante. E’ infatti notizia di questi giorni dell’affidamento, in comodato gratuito, della gestione dello chalet del Lago Alberto, (all’interno della tenuta Bellavista Insuese) in zona Guasticce da parte della proprietaria Sabina Vitarelli, alla cooperativa diretta da Marco Paoletti realtà che rappresenta giuridicamente i ragazzi.
Il posto è splendido tanto quanto l’entusiasmo di quelli che saranno camerieri al laghetto, inquadrati regolarmente con un contratto di "cameriere" e con uno stipendio e un orario già prefissato. Alberto è il nome del padre di Sabina e la stessa figlia ha voluto ricordare il genitore attribuendo al laghetto il suo nome. ra i presenti a bersi un caffè allo chalet Lorenzo Bacci, già sindaco di Collesalvetti, e Daniele Tornar medico di famiglia in pensione, storica anima dell’Associazione Persone Down che racconta come il progetto del Cà Moro non sia morto ma sospeso «perché grazie alla generosità dei livornesi abbiamo raccolto fondi con i quali potrebbe essere possibile mettere in cantiere, è il caso di dirlo, un analogo progetto». Ma il futuro è ricco di novità: «Intanto nella nostra storica sede della Casa del Mulino - aggiunge - incrementeremo la nostra attività aprendo pure la nostra associazione a ragazzi con problematiche diverse da quelle dei nostri ragazzi».
Al laghetto sono infatti presenti anche ragazzi autistici. «E poi, grazie alla collaborazione con Uappala Hotel, è in essere il progetto di aprire una struttura turistico alberghiera nel quartiere Venezia».
Attenzione: in realtà il progetto dello chalet al lago ha già vissuto il battesimo del fuoco: per Pasqua e Pasquetta la struttura era aperta e sono state registrate ben un migliaio di presenze. Il tutto grazie anche alla collaborazione con l’Associazione Nazionale Carabinieri, che ha regolato il traffico per la lunga strada sterrata che porta nel luogo, al contributo degli imprenditori Enrico Cafferata e ColleCoop, che hanno supportato economicamente il progetto e alla Rea che ha ritirato dei rifiuti all’indomani della due giorni festiva. La parola torna alla mecenate dell’integrazione sociale ovvero Sabina Vitarelli che racconta come il posto abbia vissuto momenti emozionanti come la serata della "Lirica al Lago" uno spettacolo indimenticabile visto il contesto paesaggistico con l’esibizione di cantanti e musicisti. «Ed è da non perdersi la "lucciolata"- racconta la proprietaria della tenuta -ovvero quelle serate nel periodo luglio-agosto quando in un’area limitrofa al laghetto si danno appuntamento centinaia di lucciole. Non chiedetemi perché si incontrino qui».
Questi i nomi dei già sperimentati camerieri: Davide Tornar, Valentina Negrini, Marco Visconti (figlio di Giovanni presidente della cooperativa),Federico Parlanti, Giorgio Cetra, Edoardo Moscato con un ringraziamento pure ai volontari impegnati nel progetto come Mario La Rocca,Giulia Voliani,Paolo Faccenda, Federica Rossi e Dario Penco.
Fra i meriti di questi ragazzi la capacità di rispondere alla più classica delle domande del cronista ("Sei felice di questa esperienza ?") in maniera del tutto irrituale. Si va dal "Sì" al "Sì, ma preferirei fare il dj", chi risponde divagando e spostando la conversazione sulla fidanzata e chi con onestà risponde "No" come magari penserebbero in tema di fatica tante altre persone extra associazione costrette però dal "politicamente corretto" ad esprimersi più diplomaticamente. Ma questi ragazzi dicono sempre la verità. Cntatti: Istagram o Facebook Lago Alberto Guasticce oppure chiamando il numero telefonico 344 0438076.
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