Il Tirreno

Livorno

Il lutto

Livorno, muore a 49 anni mamma ed ex cestista. I ricordi: «In campo una vera combattente»

di Flavio Lombardi
Livorno, muore a 49 anni mamma ed ex cestista. I ricordi: «In campo una vera combattente»

Lascia il marito e la figlia piccola, che da lei ha eredita la passione per il basket. Le parole del fratello

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Se n’è andata a soli 49 anni, portata via da un male che si è affacciato pochi mesi fa. Lasciando nella disperazione il marito Stefano e la figlia piccola, che, da lei, ha ereditato la passione del basket e muove i primi passi in questa disciplina sognando un giorno di eguagliare la mamma: arrivata sino alla serie B, oppure, chissà, andare anche oltre.

Ci lascia Benedetta Sorrentino, una donna consapevole, col suo lavoro in un call center, dagli studi brillanti in biologia marina. Felice componente di una famiglia che tutti desiderano, con i normali problemi quotidiani che si risolvono sempre con l’amore e un sorriso. Rimasta con molti legami nel mondo della palla a spicchi, rinsaldati per seguire la figlia che forse aveva scelto proprio questo sport rimanendo affascinata dai racconti di mille battaglie.

Sì, perché nella pallacanestro, Benedetta è ricordata come una guerriera. Come testimonia Patrizia Fusi, sua compagna di squadra nell’Acli Basket, specialmente in era di sponsorizzazione Base, e arrivata con quella maglia a calcare i parquet sino alla serie cadetta. «Aveva il mio stesso ruolo, siamo state insieme tanti anni, era una guardia-ala – dice Fusi –. Brava giocatrice, una vera combattente, uno spirito agonistico incredibile. Un piacere sapere di scendere in campo con una che possedeva quel carattere. Ti dava quella carica in più, faceva bene al gruppo. Non voleva mai perdere, non si arrendeva e voleva sempre vincere. Se un allenatore le dava un compito cercava di applicare alla lettera le consegne. Ha sempre fatto così. Con Paolo Balestri, Stefano Neri, Luca Mori».

Proprio quest’ultimo, racconta: «L’ho guidata quando ho allenato in B sia a Livorno che a Pisa. Grande contropiedista, era nel punto giusto al momento giusto per trafiggere la difesa avversaria. Elemento di carattere, ma mai sopra le righe. Fuori dal campo, la voglio ricordare in barca alla Meloria. Si tuffava, immergendosi come un pesce e quando tornava su, aveva degli occhi brillanti. Tanti mi hanno chiamato una volta appresa la notizia. Da un po’ non la vedevo, ma d’un botto sono riaffiorati i ricordi della ragazza che era».

Il fratello Raffaele completa il profilo di questa atleta, che è stata una persona alla quale era impossibile non voler bene. «Come sportiva, è stata una figura che spiccava per la propria grinta. Nonostante il suo 1,78 di altezza, andava a cercarsi l’uno contro uno su avversarie che la sovrastavano fisicamente. Uno scricciolo ma davvero abile a segnare il canestro e prendersi anche il fallo per il tiro libero aggiuntivo. Insomma, era brava a mettere a referto i tre punti anche se agiva lontana dalla linea della tripla che all’epoca era piazzata ai 6,25».

Nella vita privata, un tesoro, come dice ancora il fratello. «Una mamma tenera, la sua bimba era tutto per lei. Premurosa, apprensiva, molto presente e disponibile. Una vera catastrofe, perché ci lascia troppo presto e perché soprattutto non ha potuto godersi la sua famiglia come desiderava e come era giusto che fosse».

Come si dice in questi casi, cercando una consolazione che tuttavia non troviamo, forse c’è un disegno divino tutto speciale per lei. Ma noi, che siamo umani e non possiamo capire, ci chiediamo il perché.

La salma, è esposta alla stanza mortuaria dell’ospedale, il funerale è fissato per questa mattina (martedì 18) alle ore 11. Alla famiglia tutta, le più sincere condoglianze della redazione de Il Tirreno.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web