Gioco
Livorno, tifosi insultano il giovane arbitro: «Cori e offese dalla tribuna». Il caso durante una partita di Giovanissimi
Il direttore di gara preso di mira ha appena 17 anni. Due settimane fa era successo al PalaMacchia, ora al campo del Gimona
LIVORNO. Cori, insulti, offese e prese in giro nei confronti di un giovane arbitro. È di appena due settimane fa la notizia degli insulti di stampo razzista rivolti al giovane arbitro di basket Moustapha Ndiayeda da un gruppo di parenti dei giovani giocatori di Poggibonsi impegnati al PalaMacchia in una partita contro il Don Bosco.
Nello scorso week end si è verificato un analogo, spiacevole episodio con un direttore di gara oggetto di offese da parte delle persone presenti a una partita di calcio giovanile.
È accaduto al campo “Gimona”, zona della Guglia, sabato pomeriggio. In campo per la seconda fase B del campionato provinciale Giovanissimi B i padroni di casa dello Young e l’Atletico Livorno Academy. Si tratta di ragazzi nati nel 2009.
A dirigere la partita un arbitro livornese, pure lui un ragazzo visto che diventerà maggiorenne nel prossimo mese di ottobre (per questo non scriviamo il nomendr) che mette la propria passione e i propri valori al servizio di atleti ancora più giovani di lui.
La partita è stata vinta con pieno merito per 4-1 dalla squadra di casa che nella ripresa ha ribaltato l’Atletico Livorno, andato al riposo in vantaggio. Fin qui l’aspetto tecnico.
La sfida è stata vibrante con molti interventi al limite e talvolta al di là del regolamento e per questo motivo, per il giovane arbitro è stata una vera e propria prova del fuoco.
Per lui non deve essere stato facile tenere in pugno la situazione. A rendere ancora più complicato l’operato del direttore di gara sono state le offese reiterate provenienti dalla tribunetta dove avevano preso posto parenti e simpatizzanti della squadra di casa che hanno indotto un giovane calciatore dell’Atletico a invitarli alla calma con ampi gesti.
Il direttore di gara, però, ha continuato ad arbitrare con grande serenità e non ha esitato a mostrare i cartellini per calmare le acque in campo.
Un giocatore dell’Atletico Livorno è stato ammonito e due dello Young sono stati espulsi (uno per doppio giallo) . Proprio in quel momento qualcuno si è avvicinato alla rete di recinzione scuotendola con forza. Tra l’altro lo Young ha avuto il grande merito di segnare il terzo e il quarto gol nella fase di doppia inferiorità numerica.
Nel calcio giovanile è raro assistere ad ammonizioni ed espulsioni e questo descrive più di ogni altra parola la tensione che c’era in campo – dovuta alla rivalità sportiva tra le due squadre – alimentata dal comportamento degli adulti che stavano assistendo alla partita – è sempre opportuno ricordarlo – di ragazzi di 14 anni diretti da un loro quasi coetaneo. Gli insulti (testa di..., mongoloide e altri) sono stati accompagnati anche da brutti gesti e dallo scherno per i capelli lunghi del direttore di gara come se quello fosse un metro di giudizio per valutare le capacità dell’arbitro.
Per fortuna la tensione – che a fine gara ha coinvolto anche i dirigenti delle due squadre – si è stemperata in fretta. Rimane il rammarico per una giornata di sano sport rovinata. Al giova arbitro i complimenti per il sangue freddo, la lucidità e la buonissima direzione arbitrale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
